Cocò Chanel con queste poche parole stigmatizzò l’essenza della vera eleganza. La moda non è qualcosa che esiste solo negli abiti. La moda è nel cielo, nella strada; la moda ha a che fare con le idee, è un modo di vivere, di pensare. E’legata a un’epoca, ad una società e a ciò che sta accadendo. E mai come nelle sfilate di questa Milano Fashion Week 2018 si è evidenziato tutto ciò. Infatti, ciò che è venuto fuori con prepotenza da queste sfilate è la voglia di cambiamento, di rompere gli schemi e rifuggire l’omologazione, perché la moda è contemporaneamente essere e non essere, sempre sullo spartiacque fra passato e futuro.
Un altro stilista, che non ha certo paura di mixare quello che apparentemente sembra incompatibile, è il giovane Alessandro Dell’Acqua che lo ha fatto in maniera soft senza calcare la mano, ispirandosi al mondo rockabilly ed arricchendolo di note molto femminili: ricami di strass, abiti lingerie, paillettes che riequilibrano l’uso del vinile e delle camicie a scacchi.
Molto femminile come al solito, anzi una vera “celebrazione” della femminilità, è stata la sfilata di Dolce e Gabbana. Scenografici e spettacolari come sempre, hanno incantato il pubblico con un vero “ Coupe de Scene”, facendo volare sulla passerella e tra il pubblico una piccola squadra di droni usciti da un grande portone rosso, con la scritta “ Fashion Devotion” posta al centro di una parete decorata come un altare con angeli bianchi che fanno da corona e raggi dorati compresi! Droni che hanno “indossato” le borse del brand. Ma questa non è l’unica sorpresa! Tra canti religiosi, Madonne, suoni di campane, sfilano le bellissime modelle per la collezione “Secret and Diamonds”, tutte giovani donne inglesi di sangue blu . Collezione unica, senza precedenti per l’utilizzo di milioni di cristalli su tutti i capi e gli accessori. Tra le “royal model”, viscontesse, baronesse, principesse, ladies o figlie di personaggi famosi! Collezione veramente pregiata!
A proposito di celebrità presenti, anche tanti cloni di Jacquelin Kennedy.
Le modelle di Moschino hanno sfilato come coloratissimi cloni di Jackie. Coloratissimi non solo i loro abiti, simili agli elegantissimi outfith, cappellini e tailleur, tutti costruiti a pezzi e graficamente couture, che la First Lady portava abitualmente, ma i loro visi ed i loro corpi. Bellissimi alieni che sono serviti anche per lanciare un messaggio politico. Infatti, lo stilista Jeremy Scott ha detto presentando le sue modelle:” Non sono contrario agli Alieni, non costruirei un muro!”…
Fantastico, poi, Lucio Vannotti, per lo spregiudicato uso del colore, in quanto la sua collezione è ispirata al pittore Koloman Moser, cofondatore della Secessione viennese, famoso per l’uso dei colori in tutte le sue opere. E così Vannotti lo ha seguito, creando una collezione con un fantastico mixage di velluti a coste marroni, abbinati agli azzurri delle camicerie, al viola, al giallo,al fucsia ed all’arancio.
Comunque Armani si è confermato il vero arbitro dell’eleganza con la sua raffinatissima collezione”Black Velvet” in cui il velluto è stato il vero grande protagonista, diventando l’elemento unificatore di tutta la collezione, che questa volta si è arricchita di splendidi colori pastelli affianco ai suoi unici grigi, blu e nero.
Il trionfo poi del colore non colore, il nero, si è avuto con una stilista che ci aveva abituati ai colori pastello e agli eterei abiti botticelliani: Alberta Ferretti . Stavolta ci ha stupiti per il nero, tanto, per le pennellate d’oro, le spalle decise, i richiami alla Pampa argentina ed i suoi poncho e i fantastici abiti da sera pieni di potenza e carattere. Meno chiffon ma più pelle, in una versione crossover tra giorno e notte che culmina negli abiti tempestati di cristalli, nelle camicie nude-look che celebrano la femminilità multi sfaccettata delle donne di oggi, più forti , più consapevoli, più sensuali. E questo l’hanno capito ed è stato evidenziato dagli stilisti che hanno illuminato Milano ed il mondo della Moda in questa fantastica Fashion Week 2018.
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