venerdì 16 marzo 2018

"La Moda passa, lo Stile resta": Milano Fashion racconta la moda

"La Moda passa, lo Stile resta": Milano Fashion racconta la moda http://www.salernonews24.com/rubriche/stili-di-vita/la-moda-passa-lo-stile-resta-milano-fashion-racconta-la-moda/ Storie di stili ed epoche nuove- di Rosanna Palumbo-

Cocò Chanel con queste poche parole stigmatizzò l’essenza della vera eleganza. La moda non è qualcosa che esiste solo negli abiti. La moda è nel cielo, nella strada; la moda ha a che fare con le idee, è un modo di vivere, di pensare. E’legata a un’epoca, ad una società e a ciò che sta accadendo. E mai come nelle sfilate di questa Milano Fashion Week 2018 si è evidenziato tutto ciò. Infatti, ciò che è venuto fuori con prepotenza da queste sfilate è la voglia di cambiamento, di rompere gli schemi e rifuggire l’omologazione, perché la moda è contemporaneamente essere e non essere, sempre sullo spartiacque fra passato e futuro.

Tra le collezioni più acclamate di questa settimana: Gucci ed Armani, completamente in antitesi. Gucci, il cui show è stato uno dei più chiacchierati e criticati addirittura anche dal Signore della moda, re Giorgio. Perché per Giorgio Armani “lo stile è avere coraggio delle proprie scelte ed anche il coraggio di dire no; è gusto e cultura”. E la collezione di Alessandro Michele, ultimo stilista di Gucci, è “solo voglia di strafare ad ogni costo! ”. Infatti sia la location scelta (con lettini da intervento chirurgico, luci fredde e livide, lenzuola da sala operatoria verdi ), sia l’idea di far sfilare le modelle con la propria testa  ricostruita con impressionante somiglianza e portate come it-bag di stagione, erano molto sopra le righe. Oltre a ciò, cuccioli di drago, di serpenti corallo e di camaleonte in braccio a modelli allampanati tanto da sembrare essi stessi  “in via di estinzione”! La sfilata è stata il solito magma barocco di ispirazioni e suggestioni, un proliferare di universi estetici non certo paralleli e con un fine alquanto incomprensibile. Tutto dettato da un  gusto veramente eccessivo ma che sicuramente porterà alla Maison un notevole fatturato, come si ripete ormai stagione dopo stagione.

Gucci, comunque, sta diventando il baluardo di una moda che, sebbene sia al di là della realtà nelle sue manifestazioni, è sempre più impegnata nelle questioni sociali e politiche del nostro tempo. Grande esempio che ha dato, i 500 mila dollari donati per la marcia contro le armi. Ci auguriamo che il suo esempio verrà seguito.

Un altro stilista, che non ha certo paura di mixare quello che apparentemente sembra incompatibile, è il giovane Alessandro Dell’Acqua che lo ha fatto in maniera soft senza calcare la mano, ispirandosi al mondo rockabilly ed arricchendolo di note molto femminili: ricami di strass, abiti lingerie, paillettes che riequilibrano l’uso del vinile e delle camicie a scacchi.

Molto femminile come al solito, anzi una vera “celebrazione” della femminilità, è stata la sfilata di Dolce e Gabbana. Scenografici e spettacolari come sempre, hanno incantato il pubblico con un vero “ Coupe de Scene”, facendo volare sulla passerella e tra il pubblico una piccola squadra di droni usciti da un grande portone rosso, con la scritta “ Fashion Devotion” posta al centro di una parete decorata come un altare con angeli bianchi che fanno da corona e raggi dorati compresi! Droni che hanno “indossato” le borse del brand. Ma questa non è l’unica sorpresa! Tra canti religiosi, Madonne, suoni di campane, sfilano le bellissime modelle per la collezione “Secret and Diamonds”, tutte giovani donne inglesi di sangue blu . Collezione unica, senza precedenti per l’utilizzo di milioni di cristalli su tutti i capi e gli accessori. Tra le “royal model”, viscontesse, baronesse, principesse, ladies o figlie di personaggi famosi! Collezione veramente pregiata!

A proposito di celebrità presenti, anche tanti cloni di Jacquelin Kennedy.

Le modelle di Moschino hanno sfilato come coloratissimi cloni di Jackie. Coloratissimi non solo i loro abiti, simili agli elegantissimi outfith, cappellini e tailleur, tutti costruiti a pezzi e graficamente couture, che la First Lady portava abitualmente, ma i loro visi ed i loro corpi. Bellissimi alieni che sono serviti anche per lanciare un messaggio politico. Infatti, lo stilista Jeremy Scott ha detto presentando le sue modelle:” Non sono contrario agli Alieni, non costruirei un muro!”…

Fantastico, poi, Lucio Vannotti, per lo spregiudicato uso del colore, in quanto la sua collezione è ispirata al pittore Koloman Moser, cofondatore della Secessione viennese, famoso per l’uso dei colori in tutte le sue opere. E così Vannotti lo ha seguito, creando una collezione con un fantastico mixage di velluti a coste marroni, abbinati agli azzurri delle camicerie, al viola, al giallo,al fucsia ed all’arancio.

Comunque Armani si è confermato il vero arbitro dell’eleganza con la sua raffinatissima collezione”Black Velvet” in cui il velluto è stato il vero grande protagonista, diventando l’elemento unificatore di tutta la collezione, che questa volta si è arricchita di splendidi colori pastelli affianco ai suoi unici grigi, blu e nero.

Il trionfo poi del colore non colore, il nero, si è avuto con una stilista che ci aveva abituati ai colori pastello e agli eterei abiti botticelliani: Alberta Ferretti . Stavolta ci ha stupiti per il nero, tanto, per le pennellate d’oro, le spalle decise, i richiami alla Pampa argentina ed i suoi poncho e i fantastici abiti da sera pieni di potenza e carattere. Meno chiffon ma più pelle, in una versione crossover tra giorno e notte che culmina negli abiti tempestati di cristalli, nelle camicie nude-look che celebrano la femminilità multi sfaccettata delle donne di oggi, più forti , più consapevoli, più sensuali. E questo l’hanno capito ed è stato evidenziato dagli stilisti che hanno illuminato Milano ed il mondo della Moda in questa fantastica Fashion Week 2018.

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