“ E’ il sole che brilla sulla pioggia, ed è la pioggia che scende sotto il sole” e il tempo torna di nuovo a fare il suo lavoro di incantatore. Come diceva il Mahatma Gandhi : ”Un uomo può uccidere un fiore, due fiori, tre … Ma non può fermare la Primavera”. Perché la Primavera non è un semplice cambiamento stagionale, ma è innanzitutto uno stato dell’animo; e non solo dell’animo umano ma della grande anima della Terra. E’ una gioia vedere tanti rami verdissimi nel vento e tanti fiori che prepotentemente sbocciano protesi verso il cielo, come se cercassero un bersaglio, un bersaglio invisibile, noto solo a loro.
Un tripudio di odori e colori accende i giardini metropolitani, la dolce campagna, i prati selvaggi fino ai pendii di montagna. Rose, Primule, Camelie, Orchidee, Lavanda, Agrumi, Rampicanti e piante grasse di tutti i tipi disegnano, a guisa dei capolavori degli impressionisti, quadri magnifici che rapiscono l’anima. La Primavera non è fatta solo di colori ed odori, ma è piena di suoni sommessi: i ciuffi d’erba che spingono attraverso la neve, il canto delle gemme che erompono dal ramo, il tenero battito del cuore di un giovane pettirosso che si ripresenta, puntuale ogni anno, in giardino.
Ci sono luoghi in Campania , il Cilento per esempio, dove la bellezza può essere vista, toccata, odorata ed anche assaggiata. Distese di Ginestre simili a laghi dorati inondano intere valli ed emanano un dolcissimo profumo di miele. La lavanda selvatica, comunemente detta specialmente dai pastori “Spiga addosso”, costeggia il “percorso degli Dei” sul crinale di Velia e in molti altri sentieri delle colline circostanti, riempiendo l’aria del suo caratteristico profumo tanto amato dagli antichi Greci e Romani. Il suo profumo delicato e dal sentore antico ( a me ricorda tanto mia madre), ha il potere di rilassare la mente e purificarla dai pensieri negativi. E’ un’erba dal carattere dolce ma deciso, molto amata dalle donne perché vi ritrovano le proprie caratteristiche. Infatti, la Lavanda è in grado di inebriare i sensi ed esaltarli, di provocare sensazioni di pace interiore ed estatico piacere, proprio come le donne!
La Lavanda è una delle erbe “magiche” che si raccolgono per tradizione il 24 giugno, per fare la famosa “Acqua di San Giovanni”. I suoi poteri magici sono molteplici: lavare i bimbi in acqua dove si son fatti bollire i fiori di lavanda serve per allontanare da loro il malocchio e la gelosia; portare addosso un piccolo sacchetto, preferibilmente di lino, ripieno delle piccole spighe, allontana come sempre il malocchio ed anche l’invidia e le disgrazie in generale. Addirittura, si dice che un sacchetto di Lavanda, nascosto nel bouquet nel giorno delle nozze, preservi l’amore della coppia da litigi e incomprensioni. E non tutti sanno che essa può essere usata addirittura in cucina, donando alla tavola non solo il profumo ma anche il delicato sapore della Primavera, addolcendo in modo gentile le marmellate e donando un fresco sapore alle carni.
Magica Lavanda, magica Primavera!... Questo è il momento in cui la Natura si risveglia in tutto il suo splendore e, proprio per lo splendore ad essa connesso, sono molti gli artisti che si sono ispirati alla Primavera. La stagione fiorita, fin dall’antichità, ha ispirato per secoli artisti di tutto il mondo e ognuno ha saputo cogliere qualche suo aspetto, qualche sensazione, qualche ricordo ad essa legato. Ad esempio, una delle prime rappresentazioni della Primavera, che risale al primo secolo dopo Cristo, è un affresco scoperto a Stabiae nella Villa Arianna, raffigurante una splendida fanciulla vista di spalle su uno sfondo verde acqua. Semplicemente incantevole!
Ma gli artisti che più di tutti hanno descritto meglio la stagione primaverile, sono gli Impressionisti. Parlando di Impressionisti, il primo artista che viene in mente è Monet con la sua Primavera: nel dipinto c’è l’esaltazione della natura, tanto che le due sagome sedute sul prato si confondono con gli alberi in fiore che li sovrastano. I tocchi e le pennellate, quasi evanescenti in alcuni punti e decise in altri, creano un connubio perfetto uomo-natura e ci fanno sentire parte stessa del momento rappresentato.
“ Primavera non bussa, lei entra sicura/ come il fumo lei penetra in ogni fessura/ ha le labbra di carne, i capelli di grano/ che paura, che voglia che ti prenda per mano/Che paura, che voglia che ti prenda per mano.” (Fabrizio De Andrè)
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