Nel cuore di Salerno c’è un’osteria dai sapori genuini ed autentici e dall’atmosfera intima che proprio ieri ha compiuto tredici anni d'attività grazie ad una travolgente Sabrina Prisco alla sua guida.
Qui sono giunta anch’io per dare un volto all’anima del rinomato locale salernitano. Davanti a me si aprono due spazi, qui tanto tempo fa sorgeva una sala da tè che fungeva anche da fumoir, nell'altro ambiente si apriva un luogo per incontri clandestini. Penso così a quanta vita sia passata in queste stanze, oggi invece luogo di sapori, tradizione, musica, teatro, spettacoli radiofonici anni 50.
Questa è stata l’estate della svolta: Sabrina decide di passare al part time nel settore lavorativo di sempre e, con coraggio e determinazione, si sfida anche ai fornelli. Calamitata dai sapori della sua terra di origine, il Cilento, qui trascorre due mesi intensi decidendo di condividere quei sapori antichi con il mondo che in via dei Canali giunge proprio per lei, per gustare la sua cucina.
Tra questi sapori antichi spicca la “Minestra strinta”, stretta, non brodosa, tanto gustosa da far nascere in rete un gruppo di suoi estimatori!
All’osteria di via dei Canali la cucina cilentana la fa da padrona proponendo la “Zuppa di fagioli di Controne con cavati di castagne” e scorrendo il menù vengo attirata dal “Tortino di alici con ricotta di bufala e limoni”… ma non mancano ricette col tartufo bianco di Alba, gusti siculi con capperi, pomodori pachino secchi e pesce spada. Come dolci si rifornisce presso “Il Giardino dei Golosi” in via Nizza, per un successo assicurato! I vini sono cilentani, campani per ogni buon intenditore…
Sono sue le ricette che ritroviamo tra le pagine di alcuni romanzi dello scrittore partenopeo Maurizio De Giovanni, le pietanze proposte da Tata Rosa del commissario Ricciardi, portano, infatti, la firma di Sabrina.
Il profumo inizia ad arrivare al tavolo dove ci siamo accomodate, mentre mi racconta di sé e della sua osteria. La sua mente è vigile, così si alza per andare a controllare il suo sugo misto: tracchia, salsicce, braciola e cotica”- mi dice e sorride “ ovviamente con cavatelli fatti a mano”.!
In sala c’è Livia ad aiutarla con i clienti, da sempre. Vedo i biglietti da visita dell'osteria: riproposizioni di carte napoletane con il logo a firma del creativo Ernesto Manzolillo.
Alle pareti foto di famiglia e lavori di Pio Peruzzini, per questo luogo d’incontro, crocevia di anime, “circolo culturale con angolo cottura” come ebbe a definirlo il professor Giulio, amico di Sabrina.
Perché ad attirare, è l’atmosfera intima, “la semplicità e l’altissima qualità dei prodotti” come la stessa Sabrina riconosce. Mi guardo intorno, ovunque omaggi floreali per i festeggiamenti di ieri sera per questi “primi 13 anni” tra cui un cadeau con peperoncini rossi, gialli e ancora verdi, un augurio di tanta, tanta fortuna.
Claudia Izzo
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