La visione di sviluppo della politica portuale di Federico II-
Il 1164 registra l’ingresso del porto di Napoli nella Lega Anseatica e con questo evento la città partenopea diventa l’unica, tra le città portuali italiane, a far parte dell’importante struttura di connessione tra le principali realtà marinare europee dell’epoca.
I Normanni avevano introdotto - a presidio della organizzazione portuale - la figura del Portulanus, un'istituzione che presenta alcune caratteristiche simili a quelle espletate, con le dovute distanze istituzionali e gestionali, dalle contemporanee Autorità di Sistema Portuali. Chi ha giocato invece un ruolo fondamentale nella definizione della governance dei porti del Mezzogiorno è stato Federico II di Svevia che si concentrò in particolare sulla riforma dell’assetto portuale. Tale passaggio fu accompagnato dalla ristrutturazione degli scali esistenti e dalla costruzione o dall’ampliamento di nuovi porti. Il 5 ottobre 1239 venne emanata l’”Ordinatio novorum portuum per regnum ad extrahenda victualia”, con oggetto la specializzazione di 11 porti ed una regolamentazione dell’Ufficio del Portulanato per tutta l’Italia meridionale. La Campania venne interessata dai porti di Torre del Garigliano, Puteoli (Pozzuoli) e Veteri (Vietri).
PROGRAMMA
venerdi 17 novembre 2017 ore 17
SALUTI: Salvatore CAPASSO - Direttore Istituto Studi sulle Società del Mediterraneo,Umberto MASUCCI - Presidente Propeller Club Port of Naples,Pietro SPIRITO - Presidente AdSP Mar Tirreno Centrale
INTERVENTI: Maria SIRAGO - Liceo Classico "Sannazzaro" di Napoli, Raffaella SALVEMINI - Primo Ricercatore Istituto Studi sulle Società del Mediterraneo, Lucio SIVIERO - Professore Associato di Economia Applicata Università degli Studi di Napoli "Federico II",Assunta DI VAIO - Professore Associato di Economia Aziendale Università degli Studi di Napoli "Parthenope"
MODERA. Maurizio DE CESARE - Direttore Porto & Diporto.
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