Nel posto sbagliato nel momento sbagliato?-di Claudia Izzo-
Giovane e sorridente, in una nuova esperienza professionale che l'aveva portato a Strasburgo, a pochi giorni da Natale.Possibile che siamo arrivati a dover dire che Antonio Megalizzi si trovasse "nel momento sbagliato, nel posto sbagliato"? Possibile che siamo ridotti a temere l'ennesimo mercatino di Natale, in nome di un fantomatico Allah che chiederebbe vittime sacrificali, facendo sbucare i suoi carnefici da ogni dove?
Le tragedie continuano. Perchè di tragedia si tratta. La corsa contro il tempo è iniziata, le prossime 48 ore saranno fondamentali per valutare le condizioni di Antonio Megalizzi, il giornalista radiofonico 28enne di Trento, colpito alla testa dalla furia omicida di un figlio di Allah, a Strasburgo, lunedi 11 dicembre.
Il giovane giornalista di Trento, infatti, era nella città alsaziana per seguire la seduta plenaria presso il Parlamento Europeo, per Radio Europhonica, format internazionale delle radio universitarie europee. In una pausa si era recato con degli amici, due giovani colleghe ed un ragazzo polacco, presso i famosi mercatini di Natale. Qui, in rue des Grandes Arcades è stato raggiunto da un proiettile da parte del killer che ha lucidamente preso la mira. Una vita appesa ad un filo, quella di Antonio, dal momento che il proiettile si è conficcato alla base del cranio, vicino alla spina dorsale. Inoperabile. Il giovane versa in coma farmacologico, mentre è intanto iniziata la corsa disperata alla ricerca di qualche luminare che intervenga, accanto ai colleghi medici francesi, per osare l'impossibile.
L'Italia tutta attende, impaziente, la notizia di un intervento d'urgenza, per tentare di salvare la vita ad Antonio, questo suo figlio giovane ed innocente, tentando il tutto per tutto.
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