Il Conte d'Almaviva è stato interpretato dal Tenore Pietro Adaini, Don Bartolo dal Basso Giovanni Romeo, Rosina dal Mezzosoprano Teresa Iervolino e Cecilia Molinari; Figaro, dal Baritono Massimo cavalletti, Don Basilio dal Basso George Andguladze; Berta dal oprano Petya Tzoneva; Fiorello dal Baritono Luigi Cirillo, Ambrogio dall'Attore Umberto Salvato.
Appena un mese, fu questo il tempo dato dal Duca Francesco Sforza , impresario del Teatro Argentina di Roma, al compositore di Pesaro per comporre la nuova opera. Nell'opera rossiniana, andata in scena per la prima volta il 20 febbraio 1816, proprio al teatro Argentina, l'elemento comico trova una sublimazione senza tempo; qui ad essere incarnato è il realismo della vita. Rossini indicò per la scelta de soggetto la commedia di Beaumarchais servita già a Petrosellini per il Barbiere di Siviglia di Paisiello e a Da Ponte e Mozart per le loro Nozze di Figaro.
Nell'opera rossiniana, emerge Figaro, l'uomo nuovo assoldato dal Conte D'Almaviva per conquistare Rosina, gabbando i vecchi rappresentanti del mondo andato; don Bartolo tutore della fanciulla, Don Basilio il notaio suo alleato. Rosina ci viene presentata non più come debole oggetto di persecuzione, ma personaggio volitivo. Una trama fitta ed un' atmosfera viva e allegra fanno da snodo. Figaro con l'uso delle sue sole forze prova ad elevare il suo stato sociale e nonostante il corso dei secoli il Barbiere di Siviglia piace, il personaggio di Figaro resiste a re, rivoluzionari, filosofi, incarnando in modo inconsapevole alcuni elementi fondanti del mondo borghese.
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