Il 7 settembre, sotto le volte della chiesa di Santa Maria Assunta a Cannalonga, nell’ambito dei festeggiamenti della Fiera della Frecagnola, si è tenuto un evento veramente speciale: un interessantissimo seminario-concerto sul recupero e l’importanza degli stili musicali più antichi e degli strumenti aerofoni. La serata è stata presentata dall’antropologo musicale Valerio Ricciardelli che ha firmato numerose direzioni sia artistiche che scientifiche e che, con la sua grande passione e conoscenza, è riuscito a coinvolgere ed affascinare il pubblico con questa musica molto folcloristica, fatta di cultura e di conoscenze antichissime. Il dottor Ricciardelli ha tenuto a precisare che il Cilento è il cuore pulsante delle tradizioni, specialmente di quelle che riguardano le zampogne, le ciaramelle ed i flauti di qualsiasi genere. E’ intervenuto poi il dottor Antonio Giordano, dipendente della Sovrintendenza, sezione antropologica, esperto musicista. Appassionato di musica aerofona, vorrebbe creare un comitato di suonatori e costruttori di strumenti. Ha quindi precisato che la zampogna è presente in tutto il Sud Italia e si differenzia da quella molisana ed abruzzese. La zampogna è uno dei rari strumenti in grado di eseguire una melodia con il relativo accompagnamento armonico, senza l’ausilio di altri strumenti.
E' bastato chiudere gli occhi e ascoltare il famoso Charlie Rutan e la sua cornamusa ed è sembrato che la chiesa di Santa Maria Assunta in Cannalonga si aprisse al mondo.
Charlie, originario di Philadelfia ma di origini anglo – francesi, ha studiato a Glasgow, ha frequentato master class in Pipe francesi, ha composto tre Sinfonie e centinaia di opere classiche, ha fondato la “Bag Pipes FAO” e le "Zampognare di Filadelfia” ed è stato soprannominato il “ VanHalen del BagPipe”, un vero grande musicista che grazie all’interessamento dell’Ente Fiera della Frecagnola” è stato portato a Cannalonga e migliaia di persone hanno avuto la gioia di ascoltarlo. Inoltre, Charlie Rutan ci ha spiegato che in America la BagPipe si è standardizzata, senza perdere però quel linguaggio frutto della tradizione e delle sue origini. Infine, ha chiuso la splendida serata don Luigi Rossi che, invitando ad una completa sinergia, ha offerto i locali della canonica per le riunioni o per una scuola musicale, in modo da poter recuperare la propria identità culturale. Cosa che c’è già in nuce: la Scuola di Organetto di Giuseppe Ciullo ed i suoi Piccoli suonatori. Piccoli sul serio! Giuseppe Pio Di Spirito di 7 anni, Giuseppe Cortazzo di 10 anni, Pasqualino Di Nardo di 10, Vito Speranza di 12 come pure Mario Cortazzo e poi l’unica femminuccia del gruppo Maria Teresa Maio di 10 anni. Che tenerezza quelle piccole mani che seguivano sul proprio organetto le note dei loro compagni e la tensione sui loro visini mentre suonavano, ed infine la gioia dei loro incantevoli sorrisi quando ricevevano gli applausi. Ascoltare questa musica ha condotto entrare in un’altra vita ed in un altro tempo.
Perché la Musica è Dio che sorride all’uomo
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