Inventato dal sarto francese Louis Rèard a Parigi, ed introdotto proprio in questo giorno estivo di 72 anni fa, il bikini riprende con il suo nome l'atollo delle Isole Marshall, riducendo le dimensioni dell'Atome, capo creato precedentemente da Jacques Heim, che mostrò per la prima volta il ventre delle donne.
Rèard, infatti, ingegnere automobilistico, dopo la Seconda Guerra Mondiale prese in mano la boutique materna di lingerie creando questo capo esclusivo, oggetto del desiderio, definito "l'atollo atomico delle Isole Marshall" in quanto,
Creato il "sogno", il difficile era trovare una modella che osasse indossarlo. A non esitare fu Micheline Bernardine, spogliarellista del Casino di Paris.
Ci vollero quindici anni prima che venisse accettato in America, proibito nel 1951 al concorso per Miss Mondo, oltre che in Italia, Spagna, Portogallo ed anche nella costa atlantica della Francia. Solo con la strepitosa Brigitte Bardot in bikini nel 1953 su una spiaggia di Cannes e poi, sempre in bikini nel 1958 nel film "Piace a troppi", si iniziò a sdoganare questo scandaloso due pezzi.
Negli anni '60 grazie al cinema ed alle riviste il costume a due pezzi divenne popolare diffondendosi in tutti i Paesi occidentali, indossato da tutte le donne. Ritenuto accettabile dal pubblico pudore, contribuì ad immortalare nell'immaginario collettivo celebri ed affascinanti attrici del calibro di Ursula Andress nei panni della Bond girl Honey Ryder in Agente 007 Licenza di uccidere (1962), Raquel Welch eroina preistorica nel film "Un milione di anni
Poi il tempo passa, le mode cambiano, le stoffe si riducono e venne la volta del monokini; laddove il bikini ha due pezzi, il monokini è costituito dal solo pezzo inferiore. Ma questa è un'altra storia...
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