Tra ricordi e leggende- di Antonietta Doria-
La leggenda napoletana, intanto, narra di alcuni pescatori che erano rimasti in balìa delle onde un giorno ed una notte. Appena furono in salvo, a coloro che chiedevano come avessero resistito, rispondevano che avevano mangiato la "pasta di ieri" fatta con ricotta, grano, uova e aromi. La Pastiera divenne, così, simbolo di rinascita.
Intanto è già ne "La gatta Cenerentola" che Giambattista Basile descrive i festeggiamenti dati dal re per trovare la fanciulla che aveva perso la scarpetta:« Da dove vennero tante pastiere e casatielle?...
Un'altra leggenda narra della sirena Partenope , "simbolo della città di Napoli che dimorava nel Golfo disteso tra Posillipo ed il Vesuvio, e che da qui ogni primavera emergeva per salutare le genti felici che lo popolavano, allietandole con canti di gioia. Una volta la sua voce fu così melodiosa e soave che tutti gli abitanti ne rimasero affascinati e rapiti, accorsero verso il mare commossi dalla dolcezza del canto e delle parole d'amore che la sirena aveva loro dedicato e, per ringraziarla, sette fra le più belle fanciulle dei villaggi furono incaricate di consegnarle i doni della natura: la farina, la ricotta, le uova, il grano tenero, l'acqua di fiori d'arancio, le spezie e lo zucchero. La sirena depose le offerte preziose ai piedi degli dei, questi riunirono e mescolarono con arti divine tutti gli ingredienti, trasformandoli nella prima Pastiera, che superava in dolcezza il canto della stessa sirena..." Si narra poi che " la seconda moglie di re Ferdinando II di Borbone, Maria Teresa d'Asburgo-Teschen, soprannominata la Regina che non sorride mai, cedendo alle insistenze del marito buontempone, accondiscese ad assaggiare una fetta di pastiera e non poté far a meno di sorridere, e da qui nasce il termine "magnatell'na risata", tipico detto partenopeo che sollecita le genti alla ilarità"
Ricette migliorate di anno in anno o gelosamente custodite in vecchi quaderni ingialliti, rigorosamente con grano o attualizzata con il riso, la pastiera resta un dolce prezioso, un augurio di rinascita.
Donarla è davvero un gesto d'amore.
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