Stasera, alle ore 24.15, sarà uno dei protagonisti della rubrica del TG2 "Storie", in onda su RAI 2 condotta da Maria Concetta Mattei, nell'ambito di un servizio a cura di Elisabetta Migliorelli: stiamo parlando del maestro Bruno Venturini. E' lui l'ambasciatore della canzone classica napoletana nel mondo, l'artista, paganese di nascita, che si è esibito sui palcoscenici di tutto il mondo. Studio, determinazione e passione l'hanno reso ciò che è, senza mai dimenticare i sacrifici e le persone che gli sono state realmente accanto permettendogli di realizzare il suo sogno.
Raggiungo il maestro Venturini, telefonicamente, in questa splendida mattinata di giugno.
-Maestro, ancora ricordi e passione, questa volta su RAI2 ...
- 100 milioni di dischi venduti, concerti ovunque, un libro che raccoglie aneddoti, foto e ricordi per parlare della nascita di colui che è stato definito il degno erede di Enrico Caruso. Cos'è per Lei la canzone napoletana?
"E' la mia vita. Dagli esordi la canzone napoletana l'ho sempre sentita , apprezzata, capita e affrontata con rispetto, umiltà e senza eccessivi stravolgimenti: si tratta di melodie immortali che, sono certo, saranno amate anche tra un migliaio d'anni. Mi sento
"L'altra sera al San Paolo il mega concerto - tributo a Pino Daniele, tra ospiti illustri, problemi e pareri discordanti sul suo esito, ha rimesso sotto i riflettori l'importanza della canzone e della stessa lingua napoletana. Lei cosa ne pensa?
-Lei ha anche difeso l'immagine nel mondo dei nostri luoghi...
"Ho cercato di abbattere certi stereotipi negativi o sbagliati. Quando vedevo all'estero citare sulle guide turistiche Salerno come provincia di Napoli, o Napoli, luogo in cui recarsi stando attenti, ho allertato mio cugino Mario Cuomo , allora sindaco di New York, affinché sulle guide si parlasse soprattutto delle bellezze, della cultura, della musica che qui è nata e qui regna"
Il Suo libro è un inno alla vita ed un diario: dall'incontro con Mario Lanza, all'avvio al canto, al debutto, al primo disco, alla scuola con Sergio Bruni, all'incontro con Jacqueline Kennedy, al Festival di Piedigrotta, al grande successo sovietico, alla conquista dell'Impero del Sol Levante...
"Sento semplicemente di essere nato con un dono, con una passione."
Certo tutto ciò meriterebbe di essere sostenuto dalle istituzioni; in fondo, Charles Aznavour viene inviato nel mondo, ad oltre novant'anni, dal suo Governo, per promuovere la cultura francese !
Il maestro annuisce e mi saluta con l'affabilità di sempre.
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