I dati sono effettivamente allarmanti: 500 miliardi sono le buste di plastica utilizzate ogni anno sul pianeta, 8 milioni di tonnellate è la quantità di rifiuti plastici che va a finire ogni anno negli oceani, quanto un camion della spazzatura al minuto, il 50% della plastica utilizzata è monouso, in media ogni minuto vengono acquistate un milione di bottiglie di plastica. L a plastica da sola costituisce il 10% di tutti i rifiuti nel loro complesso. Si tratta di un’emergenza globale che riguarda ogni aspetto della nostra vita. È nell’acqua che beviamo e nel cibo che mangiamo. Sta distruggendo le nostre spiagge e gli oceani.
La Commissione europea propone nuove norme per i 10prodotti di plastica monouso che più inquinano le spiagge e i mari d’Europa e per gli attrezzi da pesca perduti o abbandonati, prodotti che insieme rappresentano il 70% dei rifiuti marini. Le nuove regole prevedono prima di tutto il divieto di commercializzare determinati prodotti di plastica: laddove esistano alternative facilmente disponibili ed economicamente accessibili, i prodotti di plastica monouso saranno esclusi dal mercato. Il divieto si applicherà a piatti, posate, cannucce, bastoncini cotonati, mescolatori per bevande e aste per palloncini, tutti prodotti che dovranno essere fabbricati esclusivamente con materiali sostenibili. I contenitori per bevande in plastica monouso saranno ammessi solo se i tappi e i coperchi restano attaccati al contenitore. Entro il 2025 gli Stati dovranno ridurre l'uso di contenitori per alimenti e tazze per bevande in plastica; potranno farlo fissando obiettivi nazionali di riduzione, mettendo a disposizione prodotti alternativi presso i punti vendita, o impedendo che i prodotti di plastica monouso siano forniti gratuitamente. Un capitolo a parte viene dedicato agli attrezzi da pesca contenenti plastica che rappresentano il 27% dei rifiuti rinvenuti sulle spiagge, per i quali il quadro normativo vigente viene completato dalla introduzione di regimi di responsabilità dei produttori. Questi ultimi contribuiranno a coprire i costi di gestione e bonifica dei rifiuti, come pure i costi delle misure di sensibilizzazione per diversi prodotti tra cui contenitori per alimenti, pacchetti ed involucri per es. per patatine e dolciumi, contenitori e tazze per bevande, prodotti del tabacco con filtro come i mozziconi di sigaretta, salviette umidificate, palloncini e borse di plastica in materiale leggero. Non mancheranno incentivi al settore industriale per lo sviluppo di alternative meno inquinanti. Le proposte della Commissione passeranno poi al vaglio del Parlamento europeo e del Consiglio. Secondo l’olandese Frans Timmermans e il finlandese Jyrki Katainen, vicepresidenti della Commissione UE, “Con queste nuove norme l’Europa è la prima ad intervenire incisivamente su un fronte che ha implicazioni mondiali. Grazie alla direttiva proposta si trarranno benefici ambientali ed economici, evitando l’emissione di 3,4 milioni di tonnellate di CO2 equivalente. Si scongiurerà un danno ambientale per un costo equivalente pari a 22 miliardi di euro entro il 2030, costerà all’industria 2,3 miliardi, ma i consumatori potranno giovarsi di risparmi dell’ordine di 6,5 miliardi”.
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