Già noto per precedenti non si ferma all'alt: denunciato
http://www.salernonews24.com/cronaca/4758-2/
La scorsa notte, nell’ambito del controllo del territorio, l’equipaggio di una volante ha fermato per un controllo il conducente di uno scooter, in Via Salvo d’Acquisto.
Il centauro ha continuato a procedere incurante dello stop intimatogli dai poliziotti. Ha così cercato di evitare l’identificazione, ma ben presto è stato bloccato ed identificato per un ventenne salernitano, già noto alle forze dell’ordine per diversi precedenti di polizia. Il giovane è risultato, inoltre, privo di patente di guida e lo scooter scoperto della prescritta polizza assicurativa; per tali motivi il ventenne è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per resistenza a Pubblico Ufficiale e guida senza patente e lo scooter è stato sottoposto a sequestro amministrativo.
Direzione
sabato 2 dicembre 2017
Ritrovato a Salerno un giovane napoletano denunciato quale persona scomparsa.
Ritrovato a Salerno un giovane napoletano denunciato quale persona scomparsa.
http://www.salernonews24.com/cronaca/ritrovato-a-salerno/
Nel corso dei servizi di controllo del territorio, svolti in occasione della festività dell’Immacolata dal Personale della Polizia di Stato appartenente alla Sezione Volanti della Questura di Salerno, intensificati in occasione dell’evento “Luci d’Artista”, è stato ritrovato a Salerno un giovane napoletano denunciato quale persona scomparsa.
La sua presenza a Salerno è stata segnalata tramite rilevazione GSP, del suo telefono cellulare.
A denunciarne la scomparsa dell’uomo, dal giorno 7 dicembre 2015, sono stati i genitori, temendo per l’incolumità del congiunto che già in passato aveva manifestato la volontà di suicidarsi.
Intorno alle ore 02.30 una volante ha notato la presenza, nei pressi della locale stazione ferroviaria, di un uomo che si aggirava nel piazzale con aria smarrita. Dal controllo è emerso che si trattava proprio della persona scomparsa, un giovane nato e residente a Napoli, di trenta anni, che ha dichiarato ai poliziotti di essersi allontanato da casa volontariamente, perché stava attraversando un periodo di crisi. Il giovane, che appariva in evidente stato di agitazione, è stato tranquillizzato dagli agenti che hanno immediatamente contattato i familiari per avvertirli del ritrovamento del loro congiunto.
Intorno alle ore 04.00, il giovane è stato affidato alle cure della sorella e della moglie che frattanto erano giunte a Salerno per riportarlo a casa sano e salvo.
Direzione
Nel corso dei servizi di controllo del territorio, svolti in occasione della festività dell’Immacolata dal Personale della Polizia di Stato appartenente alla Sezione Volanti della Questura di Salerno, intensificati in occasione dell’evento “Luci d’Artista”, è stato ritrovato a Salerno un giovane napoletano denunciato quale persona scomparsa.
La sua presenza a Salerno è stata segnalata tramite rilevazione GSP, del suo telefono cellulare.
A denunciarne la scomparsa dell’uomo, dal giorno 7 dicembre 2015, sono stati i genitori, temendo per l’incolumità del congiunto che già in passato aveva manifestato la volontà di suicidarsi.
Intorno alle ore 02.30 una volante ha notato la presenza, nei pressi della locale stazione ferroviaria, di un uomo che si aggirava nel piazzale con aria smarrita. Dal controllo è emerso che si trattava proprio della persona scomparsa, un giovane nato e residente a Napoli, di trenta anni, che ha dichiarato ai poliziotti di essersi allontanato da casa volontariamente, perché stava attraversando un periodo di crisi. Il giovane, che appariva in evidente stato di agitazione, è stato tranquillizzato dagli agenti che hanno immediatamente contattato i familiari per avvertirli del ritrovamento del loro congiunto.
Intorno alle ore 04.00, il giovane è stato affidato alle cure della sorella e della moglie che frattanto erano giunte a Salerno per riportarlo a casa sano e salvo.
Direzione
venerdì 1 dicembre 2017
"La Musica, dentro" in cinque location salernitane d'eccezione
"La Musica, dentro" in cinque location salernitane d'eccezione
http://www.salernonews24.com/cultura/la-musica-dentro-repertorio-barocco-e-natalizio-in-cinque-location-salernitanedeccezione/
Progetto e realizzazione a cura del M° Pietro Sellitto-
di Antonietta Doria-
Metti un repertorio barocco e natalizio a cura dell’Accademia Musicale Nocerina, dell’Orchestra la Paganini e della Corale Metelliana (tutte sotto la direzione artistica di Sellitto) e cinque location storiche tra la Costiera Amalfitana e l'Agro nocerino sarnese: ecco “La Musica, dentro”.
Il progetto è ideato, coordinato e organizzato dal M° Pietro Sellitto che con “La Musica, dentro” ha dato vita ad un progetto-manifesto, con un vasto repertorio (i concerti alle ore 20), che trova nel suo carattere itinerante la massima espressione sul territorio provinciale, entrando a far parte, in alcuni casi, di rassegne locali.
Prende avvio sabato 9 dicembre, al Battistero Paleocristiano di Nocera Superiore, inserito all’interno del cartellone “Concerti di Natale”, con l’organizzazione congiunta di don Antonio Adinolfi e la collaborazione di Nello Caliendo. Una serata all’insegna della musica barocca settecentesca, con la performance dell’Orchestra la Paganini diretta dal M° Luca Gaeta (quest’ultimo, altra anima del progetto culturale). Protagoniste, le composizioni del napoletano Giovanni Battista Draghi detto “Pergolesi” e del veneziano Antonio Lucio Vivaldi: l’evento, dedicato ai due grandi musicisti del periodo barocco, è infatti intitolato “Da Napoli a Venezia”.
Domenica 10 dicembre, sempre al Battistero paleocristiano, tocca al duo composto da Massimo Trotta (docente al Conservatorio Cimarosa di Avellino) al pianoforte e Kameliya Naydenova (artista internazionale, originaria della Bulgaria) al violino: nel repertorio, W.A.Mozart, E.Grieg, J.Raff, R.Shchedrin.
Sabato 16 dicembre, lo spettacolo “Da Napoli a Venezia” si sposta al Centro sociale di Roccapiemonte, in collaborazione con l’amministrazione comunale rocchese.
Si passa, quindi, al Duomo di Cava de’Tirreni, venerdì 22 dicembre con la Corale Polifonica Metelliana condotta da Pompilia Balzano. La storica corale, forte di un curriculum internazionale, ha affidato la direzione artistica al M° Pietro Sellitto. Durante il concerto vengono affrontati brani tipici della tradizione natalizia italiana, inglese e brasiliana. La stessa Corale è protagonista sabato 23 dicembre ancora al Battistero nocerino.
Martedì 26 dicembre, il progetto “La Musica, dentro” va in Costiera Amalfitana, nella secolare chiesa di San Pancrazio martire di Conca dei Marini: ad esibirsi, nei pressi della “Punta Vreca” affacciata sul mare, l’Orchestra de “la Paganini”, con il suo percorso partenopeo-veneziano. Sabato 30 dicembre, il tour finisce ad Amalfi: location, il Duomo/Museo dell’Arsenale. Ad esibirsi la Corale Metelliana, con intervalli di giovani solisti come Franco Ascolese e Raffaele Ficucello al flauto, Gaetano Cesarano alla tromba, Emanuele Esposito al violoncello, Mauro Tamburo e Matteo Conforti al violino.
<<Il nostro progetto – anche un po’ rischioso perché portiamo un repertorio barocco affiancato a quello natalizio – vuole esser un segno della nostra presenza sul territorio>> spiega Pietro Sellitto, direttore artistico e ideatore del progetto itinerante. <<L’obiettivo è valorizzare i giovani musicisti, i luoghi storici dei nostri paesi. Un progetto culturale che prenda un ampio respiro, sul modello delle orchestre italiane ed europee importanti. Stiamo cercando di portare a casa nostra uno stile colto, ma agevole per il grande pubblico. Dall’Agro, a Cava, alla Costiera. Ci prepariamo per uscire fuori dalla regione Campania. L’anno prossimo saremo anche in Calabria. La parola d’ordine è crescita>>.
NOCERA SUPERIORE (SA) | Battistero paleocristiano | 9, 10, 23 dicembre 2017
ROCCAPIEMONTE (SA) |Centro sociale | 16 dicembre 2017
CAVA DE’ TIRRENI (SA) | Duomo Santa Maria della Visitazione | 22 dicembre 2017
CONCA DEI MARINI (SA) | Chiesa di San Pancrazio| 26 dicembre 2017
AMALFI (SA)| Duomo di Amalfi/Museo dell’Arsenale | 30 dicembre 2017
Redazione salernoNews24.it
di Antonietta Doria-
Il progetto è ideato, coordinato e organizzato dal M° Pietro Sellitto che con “La Musica, dentro” ha dato vita ad un progetto-manifesto, con un vasto repertorio (i concerti alle ore 20), che trova nel suo carattere itinerante la massima espressione sul territorio provinciale, entrando a far parte, in alcuni casi, di rassegne locali.
Prende avvio sabato 9 dicembre, al Battistero Paleocristiano di Nocera Superiore, inserito all’interno del cartellone “Concerti di Natale”, con l’organizzazione congiunta di don Antonio Adinolfi e la collaborazione di Nello Caliendo. Una serata all’insegna della musica barocca settecentesca, con la performance dell’Orchestra la Paganini diretta dal M° Luca Gaeta (quest’ultimo, altra anima del progetto culturale). Protagoniste, le composizioni del napoletano Giovanni Battista Draghi detto “Pergolesi” e del veneziano Antonio Lucio Vivaldi: l’evento, dedicato ai due grandi musicisti del periodo barocco, è infatti intitolato “Da Napoli a Venezia”.
Domenica 10 dicembre, sempre al Battistero paleocristiano, tocca al duo composto da Massimo Trotta (docente al Conservatorio Cimarosa di Avellino) al pianoforte e Kameliya Naydenova (artista internazionale, originaria della Bulgaria) al violino: nel repertorio, W.A.Mozart, E.Grieg, J.Raff, R.Shchedrin.
Sabato 16 dicembre, lo spettacolo “Da Napoli a Venezia” si sposta al Centro sociale di Roccapiemonte, in collaborazione con l’amministrazione comunale rocchese.
Si passa, quindi, al Duomo di Cava de’Tirreni, venerdì 22 dicembre con la Corale Polifonica Metelliana condotta da Pompilia Balzano. La storica corale, forte di un curriculum internazionale, ha affidato la direzione artistica al M° Pietro Sellitto. Durante il concerto vengono affrontati brani tipici della tradizione natalizia italiana, inglese e brasiliana. La stessa Corale è protagonista sabato 23 dicembre ancora al Battistero nocerino.
<<Il nostro progetto – anche un po’ rischioso perché portiamo un repertorio barocco affiancato a quello natalizio – vuole esser un segno della nostra presenza sul territorio>> spiega Pietro Sellitto, direttore artistico e ideatore del progetto itinerante. <<L’obiettivo è valorizzare i giovani musicisti, i luoghi storici dei nostri paesi. Un progetto culturale che prenda un ampio respiro, sul modello delle orchestre italiane ed europee importanti. Stiamo cercando di portare a casa nostra uno stile colto, ma agevole per il grande pubblico. Dall’Agro, a Cava, alla Costiera. Ci prepariamo per uscire fuori dalla regione Campania. L’anno prossimo saremo anche in Calabria. La parola d’ordine è crescita>>.
NOCERA SUPERIORE (SA) | Battistero paleocristiano | 9, 10, 23 dicembre 2017
ROCCAPIEMONTE (SA) |Centro sociale | 16 dicembre 2017
CAVA DE’ TIRRENI (SA) | Duomo Santa Maria della Visitazione | 22 dicembre 2017
CONCA DEI MARINI (SA) | Chiesa di San Pancrazio| 26 dicembre 2017
AMALFI (SA)| Duomo di Amalfi/Museo dell’Arsenale | 30 dicembre 2017
Redazione salernoNews24.it
Blitz dei Carabinieri in via Masuccio Salernitano
Blitz dei Carabinieri in via Masuccio Salernitano
http://www.salernonews24.com/cronaca/in-via-masuccio-salernitano-blitz-dei-carabinieri-arrestati-tre-pregiudicati/
Sequestrata droga, denaro, cartucce ed una pistola-
I pregiudicati Persico Ciro salernitano nato nel 1960, Ventre Ugo classe 1964, di San Cipriano Picentino (SA) e Rispoli Gerardo salernitano classe 1985, salernitano sono stati arrestati dai militari della locale Compagnia Carabinieri, supportati dal Nucleo Cinofili Carabinieri di Tito (PZ), per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, ricettazione e detenzione abusiva di arma da fuoco e relative munizioni.
I Carabinieri, nel corso delle attività di perquisizione dell'abitazione e di alcuni locali del Persico effettuata in via Masuccio Salernitano, su delega della DDA della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Salerno, hanno trovato e sequestrato 8,500 chilogrammi circa di hashish;2 chilogrammi circa di cocaina; materiale per il taglio e il confezionamento della sostanza stupefacente;la somma in contanti di 7.000,00 euro circa, verosimile provento di spaccio;una pistola semiautomatica marca Bernardelli, cal. 7,65, provento di furto avvenuto in Serre nello scorso mese di luglio, nonché 14 cartucce dello stesso calibro, di cui 7 già inserite nel caricatore.
Gli arrestati, tutti trovati all’interno dell’appartamento all’atto delle operazioni, sono stati tradotti presso la locale Casa Circondariale, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
Redazione SalernoNews24.it
I pregiudicati Persico Ciro salernitano nato nel 1960, Ventre Ugo classe 1964, di San Cipriano Picentino (SA) e Rispoli Gerardo salernitano classe 1985, salernitano sono stati arrestati dai militari della locale Compagnia Carabinieri, supportati dal Nucleo Cinofili Carabinieri di Tito (PZ), per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, ricettazione e detenzione abusiva di arma da fuoco e relative munizioni.
I Carabinieri, nel corso delle attività di perquisizione dell'abitazione e di alcuni locali del Persico effettuata in via Masuccio Salernitano, su delega della DDA della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Salerno, hanno trovato e sequestrato 8,500 chilogrammi circa di hashish;2 chilogrammi circa di cocaina; materiale per il taglio e il confezionamento della sostanza stupefacente;la somma in contanti di 7.000,00 euro circa, verosimile provento di spaccio;una pistola semiautomatica marca Bernardelli, cal. 7,65, provento di furto avvenuto in Serre nello scorso mese di luglio, nonché 14 cartucce dello stesso calibro, di cui 7 già inserite nel caricatore.
Gli arrestati, tutti trovati all’interno dell’appartamento all’atto delle operazioni, sono stati tradotti presso la locale Casa Circondariale, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
Redazione SalernoNews24.it
Presentato il dossier Comuni Ricicloni Campania 2017 di Legambiente
Presentato il dossier Comuni Ricicloni Campania 2017 di Legambiente
http://www.salernonews24.com/rubriche/ambiente/presentato-il-dossier-comuni-ricicloni-campania-2017-di-legambiente/
Gestione sostenibile dei rifiuti ed economia circolare-di Vincenzo Iommazzo-
Secondo la normativa in vigore, si può fregiare del riconoscimento di “Riciclone” da parte di Legambiente ogni Comune che dimostri di aver raggiunto la percentuale del 65% nella raccolta differenziata dei rifiuti, connessa ad acquisti di beni, opere e servizi che abbiano valorizzato i materiali recuperati.
Dal 1994, per ogni regione vengono stilate classifiche annuali e definiti i vincitori per fasce di numero di abitanti e per i comuni capoluogo. A questi premiati si aggiungono i vincitori per ogni tipologia merceologica di rifiuto e quelli della speciale categoria “Cento di questi consorzi” dedicata alla miglior raccolta su base consortile. Vengono inoltre attribuiti, a discrezione della giuria, diversi premi speciali.
Nell’edizione 2017 di Comuni Ricicloni presentata recentemente a Napoli, Legambiente ha illustrato sotto ogni aspetto le tabelle con la classifica dei Comuni per la migliore qualità di raccolta differenziata in Campania, relativamente all’anno 2016.
Decolla la nostra regione che si qualifica come la più virtuosa dell’intero Mezzogiorno con 227 Comuni sopra la soglia fatidica del 65%, per una copertura totale di 1.368.487 abitanti e un aumento del 15% rispetto allo scorso anno. Risultati che vedono la Campania raggiungere performance migliori anche di alcune regioni del Centro-Nord. Tortorella (Sa), Sassano (Sa), Guardia Sanframondi (Bn), Monte di Procida(Na), Bacoli (Na), Pozzuoli (Na), sono i comuni vincitori nelle sei categorie per numero di abitanti.
La palma per le migliori perfomance di Comuni Ricicloni per provincia spetta a Salerno dove sono 86 le Amministrazioni che hanno raggiunto il 65%. Segue la provincia di Benevento con 53 comuni e quella di Avellino con 45 amministrazioni. Chiudono la provincia di Caserta con 25 comuni e la provincia di Napoli, fanalino di coda, con solo 18 comuni.
Tra i comuni capoluogo, invece, nessuno raggiunge la soglia; la miglior performance risulta essere di Benevento con 62% di raccolta differenziata, segue Salerno con 61%, Caserta con 45. In coda Avellino e Napoli con rispettivamente 31,39% e 31,31 %.
Comuni Ricicloni, come tradizione, assegna anche alcuni riconoscimenti speciali a Comuni che si distinguono per la qualità di uno specifico servizio di raccolta e smaltimento, così come dispensa menzioni particolari a realtà che si stanno muovendo con successo, magari in un contesto territoriale difficile. Molte le cittadine del salernitano che hanno ottenuto riconoscimenti.
Premio speciale per migliore raccolta carta e cartone di Comieco per il comune di Marcianise(Ce); migliore raccolta imballaggi in plastica di Corepla per i comuni di Acerno(Sa), Acerra(Na), Campolattaro(Bn), Chianche(Av).
Migliore raccolta imballaggi in alluminio del Cial per Comiziano (Na); migliore raccolta per imballaggi in vetro di CoReVe per i comuni di Agerola(Na), Avella(Av), Maiori(Sa), Telese Terme(Bn), Vairano Patenora(Ce); migliore raccolta dell’acciaio di Ricrea per Baronissi(Sa). Premio speciale per i centri di raccolta per i comuni di Casalnuovo (Na), Casagiove(Ce), Pomigliano d’Arco (Na), Saviano (Na) e Portici (Na). Premio Speciale “Nonostante” per il Comune di Castel Volturno. Premio “Buone Pratiche” per Cava dei Tirreni(Sa) e Tramonti(Sa). Premio Speciale Conai Riciclaestate per la cittadina di Cellole(Ce).
“L’economia circolare nella nostra regione è una strada realmente praticabile e prova ne sono i nostri Comuni Ricicloni. Oggi per entrare nell’Olimpo della gestione sostenibile dei rifiuti è necessario puntare sulla qualità e sulle politiche di prevenzione, per chiudere definitivamente le emergenze che ancora incombono sul nostro territorio – spiega Michele Buonomo, presidente di Legambiente Campania. Per far ciò dobbiamo innanzitutto superare i pregiudizi sul tema dei rifiuti che nascono, sì da preoccupazioni concrete, ma che possono essere superate grazie a un’alleanza di tutti gli attori dell’economia circolare regionale e nazionale. Nella nostra regione sono presenti eccellenze imprenditoriali su cui poter contare e, partendo proprio da queste, dobbiamo lavorare affinché si modifichi il tessuto connettivo dell’economia campana per mettere in piedi un vero e proprio progetto di sostenibilità e circolarità. Serve estendere le buone pratiche a tutta la regione, abbiamo bisogno di amministrazioni all’avanguardia, di cittadini virtuosi e di imprese attente e sostenibili, occorre completare la rete degli impianti per trattare l’organico, quelli di riciclo di tutte le filiere e frazioni nei luoghi ancora sprovvisti, i siti produttivi per la preparazione per il riutilizzo, e applicare tutte le innovazioni tecnologiche che sono in grado di recuperare materia dai rifiuti considerati fino a ieri irriciclabili”.
“Come raccontiamo da qualche anno a questa parte la Campania è pronta a lasciarsi alle spalle la stagione dalla grave emergenza rifiuti e oggi con il 51,6% di raccolta differenziata è tra le regioni più virtuose del Mezzogiorno, con performances migliori di diverse regioni del Centro Nord – dichiara Stefano Ciafani, direttore nazionale di Legambiente -. In questi anni è cresciuta l’attenzione dei cittadini ai temi ambientali, e nel nostro Paese sono stati compiuti importanti passi avanti. L’Italia sta dimostrando di essere la culla della nascente economia circolare europea al centro dell’importante pacchetto votato all’Europarlamento, che prevede l’archiviazione di discariche ed inceneritori con politiche di riuso, riduzione e riciclo. Sulla scia di questi successi, l’Italia deve però lavorare per superare quegli ostacoli non tecnologici che frenano l’economia circolare e chiudere con l’emergenza rifiuti. Purtroppo – conclude Ciafani – non vediamo ancora segnali univoci in questa direzione da parte delle istituzioni nazionali e locali. La Campania può fare da apripista nel Mezzogiorno, ma serve adottare immediatamente nuovi obiettivi europei di riprogettazione dei prodotti e di prevenzione, riuso e riciclo dei rifiuti per ridurre gradualmente il ricorso al recupero energetico da incenerimento aumentando quello da digestione anaerobica per produrre biometano, per archiviare lo smaltimento in discarica e per essere meno dipendenti dalle importazioni di materie prime”.
Una novità positiva della classifica di quest’anno da accogliere favorevolmente è l’aumento anche al Sud della distribuzione geografica dei “ricicloni”. In Campania, oltre il 40% dei Comuni supera la media del 65% di raccolta differenziata finalizzata al riciclaggio: risultato che dimostra come l’insistere sulla strada della economia circolare, stimolando e supportando le amministrazioni locali e i cittadini è una scelta vincente. Esiste una Campania Riciclona che si consolida in quantità e qualità. Ci si auspica nel prossimo rapporto di rilevare dati ancora migliori a testimonianza di una acquisita e robusta sensibilità ambientale nel nostro Paese
Secondo la normativa in vigore, si può fregiare del riconoscimento di “Riciclone” da parte di Legambiente ogni Comune che dimostri di aver raggiunto la percentuale del 65% nella raccolta differenziata dei rifiuti, connessa ad acquisti di beni, opere e servizi che abbiano valorizzato i materiali recuperati.
Dal 1994, per ogni regione vengono stilate classifiche annuali e definiti i vincitori per fasce di numero di abitanti e per i comuni capoluogo. A questi premiati si aggiungono i vincitori per ogni tipologia merceologica di rifiuto e quelli della speciale categoria “Cento di questi consorzi” dedicata alla miglior raccolta su base consortile. Vengono inoltre attribuiti, a discrezione della giuria, diversi premi speciali.
Nell’edizione 2017 di Comuni Ricicloni presentata recentemente a Napoli, Legambiente ha illustrato sotto ogni aspetto le tabelle con la classifica dei Comuni per la migliore qualità di raccolta differenziata in Campania, relativamente all’anno 2016.
Decolla la nostra regione che si qualifica come la più virtuosa dell’intero Mezzogiorno con 227 Comuni sopra la soglia fatidica del 65%, per una copertura totale di 1.368.487 abitanti e un aumento del 15% rispetto allo scorso anno. Risultati che vedono la Campania raggiungere performance migliori anche di alcune regioni del Centro-Nord. Tortorella (Sa), Sassano (Sa), Guardia Sanframondi (Bn), Monte di Procida(Na), Bacoli (Na), Pozzuoli (Na), sono i comuni vincitori nelle sei categorie per numero di abitanti.
La palma per le migliori perfomance di Comuni Ricicloni per provincia spetta a Salerno dove sono 86 le Amministrazioni che hanno raggiunto il 65%. Segue la provincia di Benevento con 53 comuni e quella di Avellino con 45 amministrazioni. Chiudono la provincia di Caserta con 25 comuni e la provincia di Napoli, fanalino di coda, con solo 18 comuni.
Tra i comuni capoluogo, invece, nessuno raggiunge la soglia; la miglior performance risulta essere di Benevento con 62% di raccolta differenziata, segue Salerno con 61%, Caserta con 45. In coda Avellino e Napoli con rispettivamente 31,39% e 31,31 %.
Comuni Ricicloni, come tradizione, assegna anche alcuni riconoscimenti speciali a Comuni che si distinguono per la qualità di uno specifico servizio di raccolta e smaltimento, così come dispensa menzioni particolari a realtà che si stanno muovendo con successo, magari in un contesto territoriale difficile. Molte le cittadine del salernitano che hanno ottenuto riconoscimenti.
Premio speciale per migliore raccolta carta e cartone di Comieco per il comune di Marcianise(Ce); migliore raccolta imballaggi in plastica di Corepla per i comuni di Acerno(Sa), Acerra(Na), Campolattaro(Bn), Chianche(Av).
Migliore raccolta imballaggi in alluminio del Cial per Comiziano (Na); migliore raccolta per imballaggi in vetro di CoReVe per i comuni di Agerola(Na), Avella(Av), Maiori(Sa), Telese Terme(Bn), Vairano Patenora(Ce); migliore raccolta dell’acciaio di Ricrea per Baronissi(Sa). Premio speciale per i centri di raccolta per i comuni di Casalnuovo (Na), Casagiove(Ce), Pomigliano d’Arco (Na), Saviano (Na) e Portici (Na). Premio Speciale “Nonostante” per il Comune di Castel Volturno. Premio “Buone Pratiche” per Cava dei Tirreni(Sa) e Tramonti(Sa). Premio Speciale Conai Riciclaestate per la cittadina di Cellole(Ce).
“L’economia circolare nella nostra regione è una strada realmente praticabile e prova ne sono i nostri Comuni Ricicloni. Oggi per entrare nell’Olimpo della gestione sostenibile dei rifiuti è necessario puntare sulla qualità e sulle politiche di prevenzione, per chiudere definitivamente le emergenze che ancora incombono sul nostro territorio – spiega Michele Buonomo, presidente di Legambiente Campania. Per far ciò dobbiamo innanzitutto superare i pregiudizi sul tema dei rifiuti che nascono, sì da preoccupazioni concrete, ma che possono essere superate grazie a un’alleanza di tutti gli attori dell’economia circolare regionale e nazionale. Nella nostra regione sono presenti eccellenze imprenditoriali su cui poter contare e, partendo proprio da queste, dobbiamo lavorare affinché si modifichi il tessuto connettivo dell’economia campana per mettere in piedi un vero e proprio progetto di sostenibilità e circolarità. Serve estendere le buone pratiche a tutta la regione, abbiamo bisogno di amministrazioni all’avanguardia, di cittadini virtuosi e di imprese attente e sostenibili, occorre completare la rete degli impianti per trattare l’organico, quelli di riciclo di tutte le filiere e frazioni nei luoghi ancora sprovvisti, i siti produttivi per la preparazione per il riutilizzo, e applicare tutte le innovazioni tecnologiche che sono in grado di recuperare materia dai rifiuti considerati fino a ieri irriciclabili”.
“Come raccontiamo da qualche anno a questa parte la Campania è pronta a lasciarsi alle spalle la stagione dalla grave emergenza rifiuti e oggi con il 51,6% di raccolta differenziata è tra le regioni più virtuose del Mezzogiorno, con performances migliori di diverse regioni del Centro Nord – dichiara Stefano Ciafani, direttore nazionale di Legambiente -. In questi anni è cresciuta l’attenzione dei cittadini ai temi ambientali, e nel nostro Paese sono stati compiuti importanti passi avanti. L’Italia sta dimostrando di essere la culla della nascente economia circolare europea al centro dell’importante pacchetto votato all’Europarlamento, che prevede l’archiviazione di discariche ed inceneritori con politiche di riuso, riduzione e riciclo. Sulla scia di questi successi, l’Italia deve però lavorare per superare quegli ostacoli non tecnologici che frenano l’economia circolare e chiudere con l’emergenza rifiuti. Purtroppo – conclude Ciafani – non vediamo ancora segnali univoci in questa direzione da parte delle istituzioni nazionali e locali. La Campania può fare da apripista nel Mezzogiorno, ma serve adottare immediatamente nuovi obiettivi europei di riprogettazione dei prodotti e di prevenzione, riuso e riciclo dei rifiuti per ridurre gradualmente il ricorso al recupero energetico da incenerimento aumentando quello da digestione anaerobica per produrre biometano, per archiviare lo smaltimento in discarica e per essere meno dipendenti dalle importazioni di materie prime”.
Una novità positiva della classifica di quest’anno da accogliere favorevolmente è l’aumento anche al Sud della distribuzione geografica dei “ricicloni”. In Campania, oltre il 40% dei Comuni supera la media del 65% di raccolta differenziata finalizzata al riciclaggio: risultato che dimostra come l’insistere sulla strada della economia circolare, stimolando e supportando le amministrazioni locali e i cittadini è una scelta vincente. Esiste una Campania Riciclona che si consolida in quantità e qualità. Ci si auspica nel prossimo rapporto di rilevare dati ancora migliori a testimonianza di una acquisita e robusta sensibilità ambientale nel nostro Paese
Presentato il dossier Comuni Ricicloni Campania 2017 di Legambiente
Presentato il dossier Comuni Ricicloni Campania 2017 di Legambiente
http://www.salernonews24.com/rubriche/ambiente/presentato-il-dossier-comuni-ricicloni-campania-2017-di-legambiente/
Gestione sostenibile dei rifiuti ed economia circolare-di Vincenzo Iommazzo-
Secondo la normativa in vigore, si può fregiare del riconoscimento di “Riciclone” da parte di Legambiente ogni Comune che dimostri di aver raggiunto la percentuale del 65% nella raccolta differenziata dei rifiuti, connessa ad acquisti di beni, opere e servizi che abbiano valorizzato i materiali recuperati.
Dal 1994, per ogni regione vengono stilate classifiche annuali e definiti i vincitori per fasce di numero di abitanti e per i comuni capoluogo. A questi premiati si aggiungono i vincitori per ogni tipologia merceologica di rifiuto e quelli della speciale categoria “Cento di questi consorzi” dedicata alla miglior raccolta su base consortile. Vengono inoltre attribuiti, a discrezione della giuria, diversi premi speciali.
Nell’edizione 2017 di Comuni Ricicloni presentata recentemente a Napoli, Legambiente ha illustrato sotto ogni aspetto le tabelle con la classifica dei Comuni per la migliore qualità di raccolta differenziata in Campania, relativamente all’anno 2016.
Decolla la nostra regione che si qualifica come la più virtuosa dell’intero Mezzogiorno con 227 Comuni sopra la soglia fatidica del 65%, per una copertura totale di 1.368.487 abitanti e un aumento del 15% rispetto allo scorso anno. Risultati che vedono la Campania raggiungere performance migliori anche di alcune regioni del Centro-Nord. Tortorella (Sa), Sassano (Sa), Guardia Sanframondi (Bn), Monte di Procida(Na), Bacoli (Na), Pozzuoli (Na), sono i comuni vincitori nelle sei categorie per numero di abitanti.
La palma per le migliori perfomance di Comuni Ricicloni per provincia spetta a Salerno dove sono 86 le Amministrazioni che hanno raggiunto il 65%. Segue la provincia di Benevento con 53 comuni e quella di Avellino con 45 amministrazioni. Chiudono la provincia di Caserta con 25 comuni e la provincia di Napoli, fanalino di coda, con solo 18 comuni.
Tra i comuni capoluogo, invece, nessuno raggiunge la soglia; la miglior performance risulta essere di Benevento con 62% di raccolta differenziata, segue Salerno con 61%, Caserta con 45. In coda Avellino e Napoli con rispettivamente 31,39% e 31,31 %.
Comuni Ricicloni, come tradizione, assegna anche alcuni riconoscimenti speciali a Comuni che si distinguono per la qualità di uno specifico servizio di raccolta e smaltimento, così come dispensa menzioni particolari a realtà che si stanno muovendo con successo, magari in un contesto territoriale difficile. Molte le cittadine del salernitano che hanno ottenuto riconoscimenti.
Premio speciale per migliore raccolta carta e cartone di Comieco per il comune di Marcianise(Ce); migliore raccolta imballaggi in plastica di Corepla per i comuni di Acerno(Sa), Acerra(Na), Campolattaro(Bn), Chianche(Av).
Migliore raccolta imballaggi in alluminio del Cial per Comiziano (Na); migliore raccolta per imballaggi in vetro di CoReVe per i comuni di Agerola(Na), Avella(Av), Maiori(Sa), Telese Terme(Bn), Vairano Patenora(Ce); migliore raccolta dell’acciaio di Ricrea per Baronissi(Sa). Premio speciale per i centri di raccolta per i comuni di Casalnuovo (Na), Casagiove(Ce), Pomigliano d’Arco (Na), Saviano (Na) e Portici (Na). Premio Speciale “Nonostante” per il Comune di Castel Volturno. Premio “Buone Pratiche” per Cava dei Tirreni(Sa) e Tramonti(Sa). Premio Speciale Conai Riciclaestate per la cittadina di Cellole(Ce).
“L’economia circolare nella nostra regione è una strada realmente praticabile e prova ne sono i nostri Comuni Ricicloni. Oggi per entrare nell’Olimpo della gestione sostenibile dei rifiuti è necessario puntare sulla qualità e sulle politiche di prevenzione, per chiudere definitivamente le emergenze che ancora incombono sul nostro territorio – spiega Michele Buonomo, presidente di Legambiente Campania. Per far ciò dobbiamo innanzitutto superare i pregiudizi sul tema dei rifiuti che nascono, sì da preoccupazioni concrete, ma che possono essere superate grazie a un’alleanza di tutti gli attori dell’economia circolare regionale e nazionale. Nella nostra regione sono presenti eccellenze imprenditoriali su cui poter contare e, partendo proprio da queste, dobbiamo lavorare affinché si modifichi il tessuto connettivo dell’economia campana per mettere in piedi un vero e proprio progetto di sostenibilità e circolarità. Serve estendere le buone pratiche a tutta la regione, abbiamo bisogno di amministrazioni all’avanguardia, di cittadini virtuosi e di imprese attente e sostenibili, occorre completare la rete degli impianti per trattare l’organico, quelli di riciclo di tutte le filiere e frazioni nei luoghi ancora sprovvisti, i siti produttivi per la preparazione per il riutilizzo, e applicare tutte le innovazioni tecnologiche che sono in grado di recuperare materia dai rifiuti considerati fino a ieri irriciclabili”.
“Come raccontiamo da qualche anno a questa parte la Campania è pronta a lasciarsi alle spalle la stagione dalla grave emergenza rifiuti e oggi con il 51,6% di raccolta differenziata è tra le regioni più virtuose del Mezzogiorno, con performances migliori di diverse regioni del Centro Nord – dichiara Stefano Ciafani, direttore nazionale di Legambiente -. In questi anni è cresciuta l’attenzione dei cittadini ai temi ambientali, e nel nostro Paese sono stati compiuti importanti passi avanti. L’Italia sta dimostrando di essere la culla della nascente economia circolare europea al centro dell’importante pacchetto votato all’Europarlamento, che prevede l’archiviazione di discariche ed inceneritori con politiche di riuso, riduzione e riciclo. Sulla scia di questi successi, l’Italia deve però lavorare per superare quegli ostacoli non tecnologici che frenano l’economia circolare e chiudere con l’emergenza rifiuti. Purtroppo – conclude Ciafani – non vediamo ancora segnali univoci in questa direzione da parte delle istituzioni nazionali e locali. La Campania può fare da apripista nel Mezzogiorno, ma serve adottare immediatamente nuovi obiettivi europei di riprogettazione dei prodotti e di prevenzione, riuso e riciclo dei rifiuti per ridurre gradualmente il ricorso al recupero energetico da incenerimento aumentando quello da digestione anaerobica per produrre biometano, per archiviare lo smaltimento in discarica e per essere meno dipendenti dalle importazioni di materie prime”.
Una novità positiva della classifica di quest’anno da accogliere favorevolmente è l’aumento anche al Sud della distribuzione geografica dei “ricicloni”. In Campania, oltre il 40% dei Comuni supera la media del 65% di raccolta differenziata finalizzata al riciclaggio: risultato che dimostra come l’insistere sulla strada della economia circolare, stimolando e supportando le amministrazioni locali e i cittadini è una scelta vincente. Esiste una Campania Riciclona che si consolida in quantità e qualità. Ci si auspica nel prossimo rapporto di rilevare dati ancora migliori a testimonianza di una acquisita e robusta sensibilità ambientale nel nostro Paese
Secondo la normativa in vigore, si può fregiare del riconoscimento di “Riciclone” da parte di Legambiente ogni Comune che dimostri di aver raggiunto la percentuale del 65% nella raccolta differenziata dei rifiuti, connessa ad acquisti di beni, opere e servizi che abbiano valorizzato i materiali recuperati.
Dal 1994, per ogni regione vengono stilate classifiche annuali e definiti i vincitori per fasce di numero di abitanti e per i comuni capoluogo. A questi premiati si aggiungono i vincitori per ogni tipologia merceologica di rifiuto e quelli della speciale categoria “Cento di questi consorzi” dedicata alla miglior raccolta su base consortile. Vengono inoltre attribuiti, a discrezione della giuria, diversi premi speciali.
Nell’edizione 2017 di Comuni Ricicloni presentata recentemente a Napoli, Legambiente ha illustrato sotto ogni aspetto le tabelle con la classifica dei Comuni per la migliore qualità di raccolta differenziata in Campania, relativamente all’anno 2016.
Decolla la nostra regione che si qualifica come la più virtuosa dell’intero Mezzogiorno con 227 Comuni sopra la soglia fatidica del 65%, per una copertura totale di 1.368.487 abitanti e un aumento del 15% rispetto allo scorso anno. Risultati che vedono la Campania raggiungere performance migliori anche di alcune regioni del Centro-Nord. Tortorella (Sa), Sassano (Sa), Guardia Sanframondi (Bn), Monte di Procida(Na), Bacoli (Na), Pozzuoli (Na), sono i comuni vincitori nelle sei categorie per numero di abitanti.
La palma per le migliori perfomance di Comuni Ricicloni per provincia spetta a Salerno dove sono 86 le Amministrazioni che hanno raggiunto il 65%. Segue la provincia di Benevento con 53 comuni e quella di Avellino con 45 amministrazioni. Chiudono la provincia di Caserta con 25 comuni e la provincia di Napoli, fanalino di coda, con solo 18 comuni.
Tra i comuni capoluogo, invece, nessuno raggiunge la soglia; la miglior performance risulta essere di Benevento con 62% di raccolta differenziata, segue Salerno con 61%, Caserta con 45. In coda Avellino e Napoli con rispettivamente 31,39% e 31,31 %.
Comuni Ricicloni, come tradizione, assegna anche alcuni riconoscimenti speciali a Comuni che si distinguono per la qualità di uno specifico servizio di raccolta e smaltimento, così come dispensa menzioni particolari a realtà che si stanno muovendo con successo, magari in un contesto territoriale difficile. Molte le cittadine del salernitano che hanno ottenuto riconoscimenti.
Premio speciale per migliore raccolta carta e cartone di Comieco per il comune di Marcianise(Ce); migliore raccolta imballaggi in plastica di Corepla per i comuni di Acerno(Sa), Acerra(Na), Campolattaro(Bn), Chianche(Av).
Migliore raccolta imballaggi in alluminio del Cial per Comiziano (Na); migliore raccolta per imballaggi in vetro di CoReVe per i comuni di Agerola(Na), Avella(Av), Maiori(Sa), Telese Terme(Bn), Vairano Patenora(Ce); migliore raccolta dell’acciaio di Ricrea per Baronissi(Sa). Premio speciale per i centri di raccolta per i comuni di Casalnuovo (Na), Casagiove(Ce), Pomigliano d’Arco (Na), Saviano (Na) e Portici (Na). Premio Speciale “Nonostante” per il Comune di Castel Volturno. Premio “Buone Pratiche” per Cava dei Tirreni(Sa) e Tramonti(Sa). Premio Speciale Conai Riciclaestate per la cittadina di Cellole(Ce).
“L’economia circolare nella nostra regione è una strada realmente praticabile e prova ne sono i nostri Comuni Ricicloni. Oggi per entrare nell’Olimpo della gestione sostenibile dei rifiuti è necessario puntare sulla qualità e sulle politiche di prevenzione, per chiudere definitivamente le emergenze che ancora incombono sul nostro territorio – spiega Michele Buonomo, presidente di Legambiente Campania. Per far ciò dobbiamo innanzitutto superare i pregiudizi sul tema dei rifiuti che nascono, sì da preoccupazioni concrete, ma che possono essere superate grazie a un’alleanza di tutti gli attori dell’economia circolare regionale e nazionale. Nella nostra regione sono presenti eccellenze imprenditoriali su cui poter contare e, partendo proprio da queste, dobbiamo lavorare affinché si modifichi il tessuto connettivo dell’economia campana per mettere in piedi un vero e proprio progetto di sostenibilità e circolarità. Serve estendere le buone pratiche a tutta la regione, abbiamo bisogno di amministrazioni all’avanguardia, di cittadini virtuosi e di imprese attente e sostenibili, occorre completare la rete degli impianti per trattare l’organico, quelli di riciclo di tutte le filiere e frazioni nei luoghi ancora sprovvisti, i siti produttivi per la preparazione per il riutilizzo, e applicare tutte le innovazioni tecnologiche che sono in grado di recuperare materia dai rifiuti considerati fino a ieri irriciclabili”.
“Come raccontiamo da qualche anno a questa parte la Campania è pronta a lasciarsi alle spalle la stagione dalla grave emergenza rifiuti e oggi con il 51,6% di raccolta differenziata è tra le regioni più virtuose del Mezzogiorno, con performances migliori di diverse regioni del Centro Nord – dichiara Stefano Ciafani, direttore nazionale di Legambiente -. In questi anni è cresciuta l’attenzione dei cittadini ai temi ambientali, e nel nostro Paese sono stati compiuti importanti passi avanti. L’Italia sta dimostrando di essere la culla della nascente economia circolare europea al centro dell’importante pacchetto votato all’Europarlamento, che prevede l’archiviazione di discariche ed inceneritori con politiche di riuso, riduzione e riciclo. Sulla scia di questi successi, l’Italia deve però lavorare per superare quegli ostacoli non tecnologici che frenano l’economia circolare e chiudere con l’emergenza rifiuti. Purtroppo – conclude Ciafani – non vediamo ancora segnali univoci in questa direzione da parte delle istituzioni nazionali e locali. La Campania può fare da apripista nel Mezzogiorno, ma serve adottare immediatamente nuovi obiettivi europei di riprogettazione dei prodotti e di prevenzione, riuso e riciclo dei rifiuti per ridurre gradualmente il ricorso al recupero energetico da incenerimento aumentando quello da digestione anaerobica per produrre biometano, per archiviare lo smaltimento in discarica e per essere meno dipendenti dalle importazioni di materie prime”.
Una novità positiva della classifica di quest’anno da accogliere favorevolmente è l’aumento anche al Sud della distribuzione geografica dei “ricicloni”. In Campania, oltre il 40% dei Comuni supera la media del 65% di raccolta differenziata finalizzata al riciclaggio: risultato che dimostra come l’insistere sulla strada della economia circolare, stimolando e supportando le amministrazioni locali e i cittadini è una scelta vincente. Esiste una Campania Riciclona che si consolida in quantità e qualità. Ci si auspica nel prossimo rapporto di rilevare dati ancora migliori a testimonianza di una acquisita e robusta sensibilità ambientale nel nostro Paese
La nascita dell’Orto Agrario a Salerno e la sua Casina
La nascita dell’Orto Agrario a Salerno e la sua Casina
http://www.salernonews24.com/cultura-urbana/la-nascita-dellorto-agrario-a-salerno-e-la-sua-casina/
Culturaurbana- di Daniele Magliano-
C’era una volta una città quasi sconosciuta ai suoi abitanti, la cui memoria storica agonizzava, mentre tutto pian piano spariva, cancellando persino i ricordi di quanti l’hanno vissuta negli anni del suo grande splendore architettonico. Era il tempo ( fine XIX secolo ) delle acque termali ( nei pressi del borgo Gelso ) di fiumi e torrenti limpidi, di conventi e chiese medioevali soprattutto nella sua parte alta, degli stabilimenti di acqua minerale, di un acquedotto medioevale immerso nel verde e ancora di ville e casali che circondavano l’urbanizzato più compatto.
Una strada, quasi di campagna, poi , collegava l’antica Porta Catena, nei pressi di Largo Plebiscito , alla strada dei Due principati passando per un ponticello che attraversava un torrente , all’epoca ancora scoperto ( il Riofestivo o Torrente Cernicchiara ) nei pressi del borgo Carmine Nuovo. L’arteria poi, non più di 60 anni fa, era ancora lambita da un vero e proprio polmone verde : l’Orto Agrario con la sua bellissima palazzina la cosiddetta “ Casina ”.
Più di due secoli fa, esattamente sotto Gioacchino Murat (1810), si volle istituire una “Società Agricola” per lo studio e la sperimentazione di nuove piante e soprattutto tecniche d’innovazione agricole per la promozione di nuove industrie collegate all’economia agricola. Come per Napoli, l’allora Principato Citra , attuale Provincia di Salerno, istituì una Reale Società Economica che necessitava già in quei primi anni di vita di uno spazio ( Orto Agrario ) per le varie sperimentazioni da farsi. E dopo innumerevoli tentativi di acquisto, finalmente nel 1839 venne acquisito un terreno ad est della città, fuori le mura, caratterizzato da un pendio degradante verso la strada, l’attuale Via Vernieri, nella parte bassa del vallone del Cernicchiara.
L’anno successivo, un membro della società, un certo Matteo Luciani (futuro importante Sindaco di Salerno) iniziò a pubblicare anche dati meteorologici dalla stessa area dell’Orto Agrario. Dalla Società si avviò, poi, la pubblicazione di un periodico “Il Picentino” in cui venivano divulgate tutte le novità e le evoluzioni tecniche in campo agricolo e industriale. Ma intanto, la sempre più pressante necessità di realizzare un immobile all’interno del quale si potesse istituire una “ Cattedra di Agricoltura” per la diffusione e la conoscenza più approfondita delle nuove tecniche agricole, portò il socio ordinario Arch. Giovanni Rosalba ad ottenere nel 1845 l’incarico di progettare la suddetta Casina da realizzarsi nella parte più alta dell’orto.
La costruzione dell’immobile comportò due appalti con la Ditta Avallone rallentando, purtroppo, la sua realizzazione, tanto che ancora nel 1855 il Consiglio Generale del Principato Citra elargiva ulteriori soldi, 1000 ducati circa, perché si concludessero i lavori. Molto interessanti risultano alcuni disegni e computi metrici allegati, risalenti al 1858 firmati dall’Arch. Rosalba - presenti nell’Archivio di Stato di Salerno - .
Essi costituiscono l’ornato dell’interno delle sale della Casina : con la lettera A abbiamo un esempio di base per n° 44 pilastretti da porre all’interno della grande sala e per le due minori, con la B si rappresenta il disegno di un corrispondente capitello per n° 44 capitelli , sempre da con la lettera C dei fregi, con la D si illustrano alcuni festoni da posizionare nella gran sala e in questo caso anche sul prospetto esterno sopra due nicchie, infine con le lettere E ed F s’indicano rispettivamente fregi per il prospetto esterno e fregi e cornici da apporre sempre nella grande sala. Da un documento legato alla conclusione dei lavori e al suo Computo Metrico datato 1857 si descrivono gli ambienti che caratterizzano la struttura come : il Vestibolo al suo ingresso, la Gran Sala per le riunioni generali, una Sala “degl’istrumenti agronomici”,un Gabinetto posto ad oriente e la scala a lumaca posta a occidente. Il 4 Ottobre 1859 viene finalmente inaugurato l’interno della struttura.
C’era una volta una città quasi sconosciuta ai suoi abitanti, la cui memoria storica agonizzava, mentre tutto pian piano spariva, cancellando persino i ricordi di quanti l’hanno vissuta negli anni del suo grande splendore architettonico. Era il tempo ( fine XIX secolo ) delle acque termali ( nei pressi del borgo Gelso ) di fiumi e torrenti limpidi, di conventi e chiese medioevali soprattutto nella sua parte alta, degli stabilimenti di acqua minerale, di un acquedotto medioevale immerso nel verde e ancora di ville e casali che circondavano l’urbanizzato più compatto.
Più di due secoli fa, esattamente sotto Gioacchino Murat (1810), si volle istituire una “Società Agricola” per lo studio e la sperimentazione di nuove piante e soprattutto tecniche d’innovazione agricole per la promozione di nuove industrie collegate all’economia agricola. Come per Napoli, l’allora Principato Citra , attuale Provincia di Salerno, istituì una Reale Società Economica che necessitava già in quei primi anni di vita di uno spazio ( Orto Agrario ) per le varie sperimentazioni da farsi. E dopo innumerevoli tentativi di acquisto, finalmente nel 1839 venne acquisito un terreno ad est della città, fuori le mura, caratterizzato da un pendio degradante verso la strada, l’attuale Via Vernieri, nella parte bassa del vallone del Cernicchiara.
La costruzione dell’immobile comportò due appalti con la Ditta Avallone rallentando, purtroppo, la sua realizzazione, tanto che ancora nel 1855 il Consiglio Generale del Principato Citra elargiva ulteriori soldi, 1000 ducati circa, perché si concludessero i lavori. Molto interessanti risultano alcuni disegni e computi metrici allegati, risalenti al 1858 firmati dall’Arch. Rosalba - presenti nell’Archivio di Stato di Salerno - .
La nascita dell’Orto Agrario a Salerno e la sua Casina
La nascita dell’Orto Agrario a Salerno e la sua Casina
http://www.salernonews24.com/cultura-urbana/la-nascita-dellorto-agrario-a-salerno-e-la-sua-casina/
Culturaurbana- di Daniele Magliano-
C’era una volta una città quasi sconosciuta ai suoi abitanti, la cui memoria storica agonizzava, mentre tutto pian piano spariva, cancellando persino i ricordi di quanti l’hanno vissuta negli anni del suo grande splendore architettonico. Era il tempo ( fine XIX secolo ) delle acque termali ( nei pressi del borgo Gelso ) di fiumi e torrenti limpidi, di conventi e chiese medioevali soprattutto nella sua parte alta, degli stabilimenti di acqua minerale, di un acquedotto medioevale immerso nel verde e ancora di ville e casali che circondavano l’urbanizzato più compatto.
Una strada, quasi di campagna, poi , collegava l’antica Porta Catena, nei pressi di Largo Plebiscito , alla strada dei Due principati passando per un ponticello che attraversava un torrente , all’epoca ancora scoperto ( il Riofestivo o Torrente Cernicchiara ) nei pressi del borgo Carmine Nuovo. L’arteria poi, non più di 60 anni fa, era ancora lambita da un vero e proprio polmone verde : l’Orto Agrario con la sua bellissima palazzina la cosiddetta “ Casina ”.
Più di due secoli fa, esattamente sotto Gioacchino Murat (1810), si volle istituire una “Società Agricola” per lo studio e la sperimentazione di nuove piante e soprattutto tecniche d’innovazione agricole per la promozione di nuove industrie collegate all’economia agricola. Come per Napoli, l’allora Principato Citra , attuale Provincia di Salerno, istituì una Reale Società Economica che necessitava già in quei primi anni di vita di uno spazio ( Orto Agrario ) per le varie sperimentazioni da farsi. E dopo innumerevoli tentativi di acquisto, finalmente nel 1839 venne acquisito un terreno ad est della città, fuori le mura, caratterizzato da un pendio degradante verso la strada, l’attuale Via Vernieri, nella parte bassa del vallone del Cernicchiara.
L’anno successivo, un membro della società, un certo Matteo Luciani (futuro importante Sindaco di Salerno) iniziò a pubblicare anche dati meteorologici dalla stessa area dell’Orto Agrario. Dalla Società si avviò, poi, la pubblicazione di un periodico “Il Picentino” in cui venivano divulgate tutte le novità e le evoluzioni tecniche in campo agricolo e industriale. Ma intanto, la sempre più pressante necessità di realizzare un immobile all’interno del quale si potesse istituire una “ Cattedra di Agricoltura” per la diffusione e la conoscenza più approfondita delle nuove tecniche agricole, portò il socio ordinario Arch. Giovanni Rosalba ad ottenere nel 1845 l’incarico di progettare la suddetta Casina da realizzarsi nella parte più alta dell’orto.
La costruzione dell’immobile comportò due appalti con la Ditta Avallone rallentando, purtroppo, la sua realizzazione, tanto che ancora nel 1855 il Consiglio Generale del Principato Citra elargiva ulteriori soldi, 1000 ducati circa, perché si concludessero i lavori. Molto interessanti risultano alcuni disegni e computi metrici allegati, risalenti al 1858 firmati dall’Arch. Rosalba - presenti nell’Archivio di Stato di Salerno - .
Essi costituiscono l’ornato dell’interno delle sale della Casina : con la lettera A abbiamo un esempio di base per n° 44 pilastretti da porre all’interno della grande sala e per le due minori, con la B si rappresenta il disegno di un corrispondente capitello per n° 44 capitelli , sempre da con la lettera C dei fregi, con la D si illustrano alcuni festoni da posizionare nella gran sala e in questo caso anche sul prospetto esterno sopra due nicchie, infine con le lettere E ed F s’indicano rispettivamente fregi per il prospetto esterno e fregi e cornici da apporre sempre nella grande sala. Da un documento legato alla conclusione dei lavori e al suo Computo Metrico datato 1857 si descrivono gli ambienti che caratterizzano la struttura come : il Vestibolo al suo ingresso, la Gran Sala per le riunioni generali, una Sala “degl’istrumenti agronomici”,un Gabinetto posto ad oriente e la scala a lumaca posta a occidente. Il 4 Ottobre 1859 viene finalmente inaugurato l’interno della struttura.
C’era una volta una città quasi sconosciuta ai suoi abitanti, la cui memoria storica agonizzava, mentre tutto pian piano spariva, cancellando persino i ricordi di quanti l’hanno vissuta negli anni del suo grande splendore architettonico. Era il tempo ( fine XIX secolo ) delle acque termali ( nei pressi del borgo Gelso ) di fiumi e torrenti limpidi, di conventi e chiese medioevali soprattutto nella sua parte alta, degli stabilimenti di acqua minerale, di un acquedotto medioevale immerso nel verde e ancora di ville e casali che circondavano l’urbanizzato più compatto.
Più di due secoli fa, esattamente sotto Gioacchino Murat (1810), si volle istituire una “Società Agricola” per lo studio e la sperimentazione di nuove piante e soprattutto tecniche d’innovazione agricole per la promozione di nuove industrie collegate all’economia agricola. Come per Napoli, l’allora Principato Citra , attuale Provincia di Salerno, istituì una Reale Società Economica che necessitava già in quei primi anni di vita di uno spazio ( Orto Agrario ) per le varie sperimentazioni da farsi. E dopo innumerevoli tentativi di acquisto, finalmente nel 1839 venne acquisito un terreno ad est della città, fuori le mura, caratterizzato da un pendio degradante verso la strada, l’attuale Via Vernieri, nella parte bassa del vallone del Cernicchiara.
La costruzione dell’immobile comportò due appalti con la Ditta Avallone rallentando, purtroppo, la sua realizzazione, tanto che ancora nel 1855 il Consiglio Generale del Principato Citra elargiva ulteriori soldi, 1000 ducati circa, perché si concludessero i lavori. Molto interessanti risultano alcuni disegni e computi metrici allegati, risalenti al 1858 firmati dall’Arch. Rosalba - presenti nell’Archivio di Stato di Salerno - .
La nascita dell’Orto Agrario a Salerno e la sua Casina
La nascita dell’Orto Agrario a Salerno e la sua Casina
http://www.salernonews24.com/cultura-urbana/la-nascita-dellorto-agrario-a-salerno-e-la-sua-casina/
Culturaurbana- di Daniele Magliano-
C’era una volta una città quasi sconosciuta ai suoi abitanti, la cui memoria storica agonizzava, mentre tutto pian piano spariva, cancellando persino i ricordi di quanti l’hanno vissuta negli anni del suo grande splendore architettonico. Era il tempo ( fine XIX secolo ) delle acque termali ( nei pressi del borgo Gelso ) di fiumi e torrenti limpidi, di conventi e chiese medioevali soprattutto nella sua parte alta, degli stabilimenti di acqua minerale, di un acquedotto medioevale immerso nel verde e ancora di ville e casali che circondavano l’urbanizzato più compatto.
Una strada, quasi di campagna, poi , collegava l’antica Porta Catena, nei pressi di Largo Plebiscito , alla strada dei Due principati passando per un ponticello che attraversava un torrente , all’epoca ancora scoperto ( il Riofestivo o Torrente Cernicchiara ) nei pressi del borgo Carmine Nuovo. L’arteria poi, non più di 60 anni fa, era ancora lambita da un vero e proprio polmone verde : l’Orto Agrario con la sua bellissima palazzina la cosiddetta “ Casina ”.
Più di due secoli fa, esattamente sotto Gioacchino Murat (1810), si volle istituire una “Società Agricola” per lo studio e la sperimentazione di nuove piante e soprattutto tecniche d’innovazione agricole per la promozione di nuove industrie collegate all’economia agricola. Come per Napoli, l’allora Principato Citra , attuale Provincia di Salerno, istituì una Reale Società Economica che necessitava già in quei primi anni di vita di uno spazio ( Orto Agrario ) per le varie sperimentazioni da farsi. E dopo innumerevoli tentativi di acquisto, finalmente nel 1839 venne acquisito un terreno ad est della città, fuori le mura, caratterizzato da un pendio degradante verso la strada, l’attuale Via Vernieri, nella parte bassa del vallone del Cernicchiara.
L’anno successivo, un membro della società, un certo Matteo Luciani (futuro importante Sindaco di Salerno) iniziò a pubblicare anche dati meteorologici dalla stessa area dell’Orto Agrario. Dalla Società si avviò, poi, la pubblicazione di un periodico “Il Picentino” in cui venivano divulgate tutte le novità e le evoluzioni tecniche in campo agricolo e industriale. Ma intanto, la sempre più pressante necessità di realizzare un immobile all’interno del quale si potesse istituire una “ Cattedra di Agricoltura” per la diffusione e la conoscenza più approfondita delle nuove tecniche agricole, portò il socio ordinario Arch. Giovanni Rosalba ad ottenere nel 1845 l’incarico di progettare la suddetta Casina da realizzarsi nella parte più alta dell’orto.
La costruzione dell’immobile comportò due appalti con la Ditta Avallone rallentando, purtroppo, la sua realizzazione, tanto che ancora nel 1855 il Consiglio Generale del Principato Citra elargiva ulteriori soldi, 1000 ducati circa, perché si concludessero i lavori. Molto interessanti risultano alcuni disegni e computi metrici allegati, risalenti al 1858 firmati dall’Arch. Rosalba - presenti nell’Archivio di Stato di Salerno - .
Essi costituiscono l’ornato dell’interno delle sale della Casina : con la lettera A abbiamo un esempio di base per n° 44 pilastretti da porre all’interno della grande sala e per le due minori, con la B si rappresenta il disegno di un corrispondente capitello per n° 44 capitelli , sempre da con la lettera C dei fregi, con la D si illustrano alcuni festoni da posizionare nella gran sala e in questo caso anche sul prospetto esterno sopra due nicchie, infine con le lettere E ed F s’indicano rispettivamente fregi per il prospetto esterno e fregi e cornici da apporre sempre nella grande sala. Da un documento legato alla conclusione dei lavori e al suo Computo Metrico datato 1857 si descrivono gli ambienti che caratterizzano la struttura come : il Vestibolo al suo ingresso, la Gran Sala per le riunioni generali, una Sala “degl’istrumenti agronomici”,un Gabinetto posto ad oriente e la scala a lumaca posta a occidente. Il 4 Ottobre 1859 viene finalmente inaugurato l’interno della struttura.
C’era una volta una città quasi sconosciuta ai suoi abitanti, la cui memoria storica agonizzava, mentre tutto pian piano spariva, cancellando persino i ricordi di quanti l’hanno vissuta negli anni del suo grande splendore architettonico. Era il tempo ( fine XIX secolo ) delle acque termali ( nei pressi del borgo Gelso ) di fiumi e torrenti limpidi, di conventi e chiese medioevali soprattutto nella sua parte alta, degli stabilimenti di acqua minerale, di un acquedotto medioevale immerso nel verde e ancora di ville e casali che circondavano l’urbanizzato più compatto.
Più di due secoli fa, esattamente sotto Gioacchino Murat (1810), si volle istituire una “Società Agricola” per lo studio e la sperimentazione di nuove piante e soprattutto tecniche d’innovazione agricole per la promozione di nuove industrie collegate all’economia agricola. Come per Napoli, l’allora Principato Citra , attuale Provincia di Salerno, istituì una Reale Società Economica che necessitava già in quei primi anni di vita di uno spazio ( Orto Agrario ) per le varie sperimentazioni da farsi. E dopo innumerevoli tentativi di acquisto, finalmente nel 1839 venne acquisito un terreno ad est della città, fuori le mura, caratterizzato da un pendio degradante verso la strada, l’attuale Via Vernieri, nella parte bassa del vallone del Cernicchiara.
La costruzione dell’immobile comportò due appalti con la Ditta Avallone rallentando, purtroppo, la sua realizzazione, tanto che ancora nel 1855 il Consiglio Generale del Principato Citra elargiva ulteriori soldi, 1000 ducati circa, perché si concludessero i lavori. Molto interessanti risultano alcuni disegni e computi metrici allegati, risalenti al 1858 firmati dall’Arch. Rosalba - presenti nell’Archivio di Stato di Salerno - .
AIDS: usiamo il buonsenso
AIDS: usiamo il buonsenso
http://www.salernonews24.com/editoriale/aids-usiamo-il-buonsenso/
Uniti contro il male del XX secolo- di Claudia Izzo
Una giornata per non dimenticare una piaga che ha messo in ginocchio il mondo: l'AIDS. Oggi, come ogni 1 Dicembre, si celebra questa giornata mondiale contro l'AIDS per accrescere consapevolezza ed accendere le coscienze, affinché ciascuno, nel suo piccolo, possa essere una goccia di buonsenso.
Dovuto alla diffusione del virus HIV, l'AIDS ha ucciso 35 milioni di persone. Nonostante farmaci antiretrovirali e le terapie, l'epidemia di AIDS ha mietuto vittime su vittime, oltre la metà delle quali erano bambini. La principale via di trasmissione resta quella sessuale, coinvolgendo uomini e donne, ma la trasmissione avviene anche attraverso scambio di siringhe infette.
Invece di credere che sia un problema lontano, che non ci appartiene, faremmo bene a sollecitare nelle scuole campagne di prevenzione, per far comprendere ai ragazzi, quanto sia importante conoscere il problema per evitarlo, quale sia il reale valore della vita e come questa vada spesa, nel pieno rispetto di sé e degli altri.
Impossibile non ricordare la forte immagina proposta dalla Benetton nel 1992 che ritrae un malato di AIDS, agonizzante con intorno la sua famiglia. L'uomo ritratto è David Kirby, 32enne attivista che si era battuto per i diritti degli omosessuali.
La foto fu scattata, su richiesta dei genitori, da una giovane fotoreporter, Therese Frere, studentessa presso una università dell'Ohio e volontaria presso il Pater Noster House, struttura che ospitava malati di AIDS. Essi intendevano mostrare a tutti gli effetti della devastante malattia. La rivista "Life" fece di questa foto il simbolo di tutti i malati di AIDS e vinse il World Press Photo Award. Due anni dopo la Benetton, con Oliviero Toscani, decise di utilizzarla, in una versione a colori, per una sua campagna provocatoria.
Lo scandalo fu planetario.
Fu contestata per le finalità economiche del gruppo tessile di Ponzano Veneto, fu dichiarata offensiva nei confronti del dolore di una famiglia, fu criticata dai cattolici perchè richiamava alla mente la Madonna che culla il Cristo morente.
Eppure questa immagine ha avuto la capacità di immortalare il dolore che causa la sindrome da immunodeficienza acquisita, ha svelato il volto di un malato di AIDS nella sua nudità, nella sua tragedia divenendo un monito per il futuro. La famiglia non si sentì usata dalla Benetton, ma quasi utilizzò la stessa per diffondere una relatà: l'AIDS uccide così.
"David parla a voce molto più alta ora che è morto che non quando era vivo" disse la madre di David.
L'ONU giudica possibile la sconfitta dell'AIDS entro il 2030. Non abbassiamo la guardia. Rendiamoci conto della preziosità della vita.
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Uniti contro il male del XX secolo- di Claudia Izzo
Una giornata per non dimenticare una piaga che ha messo in ginocchio il mondo: l'AIDS. Oggi, come ogni 1 Dicembre, si celebra questa giornata mondiale contro l'AIDS per accrescere consapevolezza ed accendere le coscienze, affinché ciascuno, nel suo piccolo, possa essere una goccia di buonsenso.
Dovuto alla diffusione del virus HIV, l'AIDS ha ucciso 35 milioni di persone. Nonostante farmaci antiretrovirali e le terapie, l'epidemia di AIDS ha mietuto vittime su vittime, oltre la metà delle quali erano bambini. La principale via di trasmissione resta quella sessuale, coinvolgendo uomini e donne, ma la trasmissione avviene anche attraverso scambio di siringhe infette.
Invece di credere che sia un problema lontano, che non ci appartiene, faremmo bene a sollecitare nelle scuole campagne di prevenzione, per far comprendere ai ragazzi, quanto sia importante conoscere il problema per evitarlo, quale sia il reale valore della vita e come questa vada spesa, nel pieno rispetto di sé e degli altri.
Impossibile non ricordare la forte immagina proposta dalla Benetton nel 1992 che ritrae un malato di AIDS, agonizzante con intorno la sua famiglia. L'uomo ritratto è David Kirby, 32enne attivista che si era battuto per i diritti degli omosessuali.
La foto fu scattata, su richiesta dei genitori, da una giovane fotoreporter, Therese Frere, studentessa presso una università dell'Ohio e volontaria presso il Pater Noster House, struttura che ospitava malati di AIDS. Essi intendevano mostrare a tutti gli effetti della devastante malattia. La rivista "Life" fece di questa foto il simbolo di tutti i malati di AIDS e vinse il World Press Photo Award. Due anni dopo la Benetton, con Oliviero Toscani, decise di utilizzarla, in una versione a colori, per una sua campagna provocatoria.
Lo scandalo fu planetario.
Fu contestata per le finalità economiche del gruppo tessile di Ponzano Veneto, fu dichiarata offensiva nei confronti del dolore di una famiglia, fu criticata dai cattolici perchè richiamava alla mente la Madonna che culla il Cristo morente.
Eppure questa immagine ha avuto la capacità di immortalare il dolore che causa la sindrome da immunodeficienza acquisita, ha svelato il volto di un malato di AIDS nella sua nudità, nella sua tragedia divenendo un monito per il futuro. La famiglia non si sentì usata dalla Benetton, ma quasi utilizzò la stessa per diffondere una relatà: l'AIDS uccide così.
"David parla a voce molto più alta ora che è morto che non quando era vivo" disse la madre di David.
L'ONU giudica possibile la sconfitta dell'AIDS entro il 2030. Non abbassiamo la guardia. Rendiamoci conto della preziosità della vita.
.
AIDS: usiamo il buonsenso
AIDS: usiamo il buonsenso
http://www.salernonews24.com/editoriale/aids-usiamo-il-buonsenso/
Uniti contro il male del XX secolo-
Una giornata per non dimenticare una piaga che ha messo in ginocchio il mondo: l'AIDS. Oggi, come ogni 1 Dicembre, si celebra questa giornata mondiale contro l'AIDS per accrescere consapevolezza ed accendere le coscienze, affinché ciascuno, nel suo piccolo, possa essere una goccia di buonsenso.
Dovuto alla diffusione del virus HIV, l'AIDS ha ucciso 35 milioni di persone. Nonostante farmaci antiretrovirali e le terapie, l'epidemia di AIDS ha mietuto vittime su vittime, oltre la metà delle quali erano bambini. La principale via di trasmissione resta quella sessuale, coinvolgendo uomini e donne, ma la trasmissione avviene anche attraverso scambio di siringhe infette.
Invece di credere che sia un problema lontano, che non ci appartiene, faremmo bene a sollecitare nelle scuole campagne di prevenzione, per far comprendere ai ragazzi, quanto sia importante conoscere il problema per evitarlo, quale sia il reale valore della vita e come questa vada spesa, nel pieno rispetto di sé e degli altri.
Impossibile non ricordare la forte immagina proposta dalla Benetton nel 1992 che ritrae un malato di AIDS, agonizzante con intorno la sua famiglia. L'uomo ritratto è David Kirby, 32enne attivista che si era battuto per i diritti degli omosessuali.
La foto fu scattata, su richiesta dei genitori, da una giovane fotoreporter, Therese Frere, studentessa presso una università dell'Ohio e volontaria presso il Pater Noster House, struttura che ospitava malati di AIDS. Essi intendevano mostrare a tutti gli effetti della devastante malattia. La rivista "Life" fece di questa foto il simbolo di tutti i malati di AIDS e vinse il World Press Photo Award. Due anni dopo la Benetton, con Oliviero Toscani, decise di utilizzarla, in una versione a colori, per una sua campagna provocatoria.
Lo scandalo fu planetario.
Fu contestata per le finalità economiche del gruppo tessile di Ponzano Veneto, fu dichiarata offensiva nei confronti del dolore di una famiglia, fu criticata dai cattolici perchè richiamava alla mente la Madonna che culla il Cristo morente.
Eppure questa immagine ha avuto la capacità di immortalare il dolore che causa la sindrome da immunodeficienza acquisita, ha svelato il volto di un malato di AIDS nella sua nudità, nella sua tragedia divenendo un monito per il futuro. La famiglia non si sentì usata dalla Benetton, ma quasi utilizzò la stessa per diffondere una relatà: l'AIDS uccide così.
"David parla a voce molto più alta ora che è morto che non quando era vivo" disse la madre di David.
L'ONU giudica possibile la sconfitta dell'AIDS entro il 2030. Non abbassiamo la guardia. Rendiamoci conto della preziosità della vita.
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Uniti contro il male del XX secolo-
Una giornata per non dimenticare una piaga che ha messo in ginocchio il mondo: l'AIDS. Oggi, come ogni 1 Dicembre, si celebra questa giornata mondiale contro l'AIDS per accrescere consapevolezza ed accendere le coscienze, affinché ciascuno, nel suo piccolo, possa essere una goccia di buonsenso.
Dovuto alla diffusione del virus HIV, l'AIDS ha ucciso 35 milioni di persone. Nonostante farmaci antiretrovirali e le terapie, l'epidemia di AIDS ha mietuto vittime su vittime, oltre la metà delle quali erano bambini. La principale via di trasmissione resta quella sessuale, coinvolgendo uomini e donne, ma la trasmissione avviene anche attraverso scambio di siringhe infette.
Invece di credere che sia un problema lontano, che non ci appartiene, faremmo bene a sollecitare nelle scuole campagne di prevenzione, per far comprendere ai ragazzi, quanto sia importante conoscere il problema per evitarlo, quale sia il reale valore della vita e come questa vada spesa, nel pieno rispetto di sé e degli altri.
Impossibile non ricordare la forte immagina proposta dalla Benetton nel 1992 che ritrae un malato di AIDS, agonizzante con intorno la sua famiglia. L'uomo ritratto è David Kirby, 32enne attivista che si era battuto per i diritti degli omosessuali.
La foto fu scattata, su richiesta dei genitori, da una giovane fotoreporter, Therese Frere, studentessa presso una università dell'Ohio e volontaria presso il Pater Noster House, struttura che ospitava malati di AIDS. Essi intendevano mostrare a tutti gli effetti della devastante malattia. La rivista "Life" fece di questa foto il simbolo di tutti i malati di AIDS e vinse il World Press Photo Award. Due anni dopo la Benetton, con Oliviero Toscani, decise di utilizzarla, in una versione a colori, per una sua campagna provocatoria.
Lo scandalo fu planetario.
Fu contestata per le finalità economiche del gruppo tessile di Ponzano Veneto, fu dichiarata offensiva nei confronti del dolore di una famiglia, fu criticata dai cattolici perchè richiamava alla mente la Madonna che culla il Cristo morente.
Eppure questa immagine ha avuto la capacità di immortalare il dolore che causa la sindrome da immunodeficienza acquisita, ha svelato il volto di un malato di AIDS nella sua nudità, nella sua tragedia divenendo un monito per il futuro. La famiglia non si sentì usata dalla Benetton, ma quasi utilizzò la stessa per diffondere una relatà: l'AIDS uccide così.
"David parla a voce molto più alta ora che è morto che non quando era vivo" disse la madre di David.
L'ONU giudica possibile la sconfitta dell'AIDS entro il 2030. Non abbassiamo la guardia. Rendiamoci conto della preziosità della vita.
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AIDS: usiamo il buonsenso
AIDS: usiamo il buonsenso
http://www.salernonews24.com/editoriale/aids-usiamo-il-buonsenso/
Uniti contro il male del XX secolo-
Una giornata per non dimenticare una piaga che ha messo in ginocchio il mondo: l'AIDS. Oggi, come ogni 1 Dicembre, si celebra questa giornata mondiale contro l'AIDS per accrescere consapevolezza ed accendere le coscienze, affinché ciascuno, nel suo piccolo, possa essere una goccia di buonsenso.
Dovuto alla diffusione del virus HIV, l'AIDS ha ucciso 35 milioni di persone. Nonostante farmaci antiretrovirali e le terapie, l'epidemia di AIDS ha mietuto vittime su vittime, oltre la metà delle quali erano bambini. La principale via di trasmissione resta quella sessuale, coinvolgendo uomini e donne, ma la trasmissione avviene anche attraverso scambio di siringhe infette.
Invece di credere che sia un problema lontano, che non ci appartiene, faremmo bene a sollecitare nelle scuole campagne di prevenzione, per far comprendere ai ragazzi, quanto sia importante conoscere il problema per evitarlo, quale sia il reale valore della vita e come questa vada spesa, nel pieno rispetto di sé e degli altri.
Impossibile non ricordare la forte immagina proposta dalla Benetton nel 1992 che ritrae un malato di AIDS, agonizzante con intorno la sua famiglia. L'uomo ritratto è David Kirby, 32enne attivista che si era battuto per i diritti degli omosessuali.
La foto fu scattata, su richiesta dei genitori, da una giovane fotoreporter, Therese Frere, studentessa presso una università dell'Ohio e volontaria presso il Pater Noster House, struttura che ospitava malati di AIDS. Essi intendevano mostrare a tutti gli effetti della devastante malattia. La rivista "Life" fece di questa foto il simbolo di tutti i malati di AIDS e vinse il World Press Photo Award. Due anni dopo la Benetton, con Oliviero Toscani, decise di utilizzarla, in una versione a colori, per una sua campagna provocatoria.
Lo scandalo fu planetario.
Fu contestata per le finalità economiche del gruppo tessile di Ponzano Veneto, fu dichiarata offensiva nei confronti del dolore di una famiglia, fu criticata dai cattolici perchè richiamava alla mente la Madonna che culla il Cristo morente.
Eppure questa immagine ha avuto la capacità di immortalare il dolore che causa la sindrome da immunodeficienza acquisita, ha svelato il volto di un malato di AIDS nella sua nudità, nella sua tragedia divenendo un monito per il futuro. La famiglia non si sentì usata dalla Benetton, ma quasi utilizzò la stessa per diffondere una relatà: l'AIDS uccide così.
"David parla a voce molto più alta ora che è morto che non quando era vivo" disse la madre di David.
L'ONU giudica possibile la sconfitta dell'AIDS entro il 2030. Non abbassiamo la guardia. Rendiamoci conto della preziosità della vita.
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Uniti contro il male del XX secolo-
Una giornata per non dimenticare una piaga che ha messo in ginocchio il mondo: l'AIDS. Oggi, come ogni 1 Dicembre, si celebra questa giornata mondiale contro l'AIDS per accrescere consapevolezza ed accendere le coscienze, affinché ciascuno, nel suo piccolo, possa essere una goccia di buonsenso.
Dovuto alla diffusione del virus HIV, l'AIDS ha ucciso 35 milioni di persone. Nonostante farmaci antiretrovirali e le terapie, l'epidemia di AIDS ha mietuto vittime su vittime, oltre la metà delle quali erano bambini. La principale via di trasmissione resta quella sessuale, coinvolgendo uomini e donne, ma la trasmissione avviene anche attraverso scambio di siringhe infette.
Invece di credere che sia un problema lontano, che non ci appartiene, faremmo bene a sollecitare nelle scuole campagne di prevenzione, per far comprendere ai ragazzi, quanto sia importante conoscere il problema per evitarlo, quale sia il reale valore della vita e come questa vada spesa, nel pieno rispetto di sé e degli altri.
Impossibile non ricordare la forte immagina proposta dalla Benetton nel 1992 che ritrae un malato di AIDS, agonizzante con intorno la sua famiglia. L'uomo ritratto è David Kirby, 32enne attivista che si era battuto per i diritti degli omosessuali.
La foto fu scattata, su richiesta dei genitori, da una giovane fotoreporter, Therese Frere, studentessa presso una università dell'Ohio e volontaria presso il Pater Noster House, struttura che ospitava malati di AIDS. Essi intendevano mostrare a tutti gli effetti della devastante malattia. La rivista "Life" fece di questa foto il simbolo di tutti i malati di AIDS e vinse il World Press Photo Award. Due anni dopo la Benetton, con Oliviero Toscani, decise di utilizzarla, in una versione a colori, per una sua campagna provocatoria.
Lo scandalo fu planetario.
Fu contestata per le finalità economiche del gruppo tessile di Ponzano Veneto, fu dichiarata offensiva nei confronti del dolore di una famiglia, fu criticata dai cattolici perchè richiamava alla mente la Madonna che culla il Cristo morente.
Eppure questa immagine ha avuto la capacità di immortalare il dolore che causa la sindrome da immunodeficienza acquisita, ha svelato il volto di un malato di AIDS nella sua nudità, nella sua tragedia divenendo un monito per il futuro. La famiglia non si sentì usata dalla Benetton, ma quasi utilizzò la stessa per diffondere una relatà: l'AIDS uccide così.
"David parla a voce molto più alta ora che è morto che non quando era vivo" disse la madre di David.
L'ONU giudica possibile la sconfitta dell'AIDS entro il 2030. Non abbassiamo la guardia. Rendiamoci conto della preziosità della vita.
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"La Musica, dentro": repertorio barocco e natalizio in cinque location salernitane d'eccezione
"La Musica, dentro": repertorio barocco e natalizio in cinque location salernitane d'eccezione
http://www.salernonews24.com/cultura/la-musica-dentro-repertorio-barocco-e-natalizio-in-cinque-location-salernitanedeccezione/
Progetto e realizzazione a cura del M° Pietro Sellitto-
di Antonietta Doria-
Metti un repertorio barocco e natalizio a cura dell’Accademia Musicale Nocerina, dell’Orchestra la Paganini e della Corale Metelliana (tutte sotto la direzione artistica di Sellitto) e cinque location storiche tra la Costiera Amalfitana e l'Agro nocerino sarnese: ecco “La Musica, dentro”.
Il progetto è ideato, coordinato e organizzato dal M° Pietro Sellitto che con “La Musica, dentro” ha dato vita ad un progetto-manifesto, con un vasto repertorio (i concerti alle ore 20), che trova nel suo carattere itinerante la massima espressione sul territorio provinciale, entrando a far parte, in alcuni casi, di rassegne locali.
Prende avvio sabato 9 dicembre, al Battistero Paleocristiano di Nocera Superiore, inserito all’interno del cartellone “Concerti di Natale”, con l’organizzazione congiunta di don Antonio Adinolfi e la collaborazione di Nello Caliendo. Una serata all’insegna della musica barocca settecentesca, con la performance dell’Orchestra la Paganini diretta dal M° Luca Gaeta (quest’ultimo, altra anima del progetto culturale). Protagoniste, le composizioni del napoletano Giovanni Battista Draghi detto “Pergolesi” e del veneziano Antonio Lucio Vivaldi: l’evento, dedicato ai due grandi musicisti del periodo barocco, è infatti intitolato “Da Napoli a Venezia”.
Domenica 10 dicembre, sempre al Battistero paleocristiano, tocca al duo composto da Massimo Trotta (docente al Conservatorio Cimarosa di Avellino) al pianoforte e Kameliya Naydenova (artista internazionale, originaria della Bulgaria) al violino: nel repertorio, W.A.Mozart, E.Grieg, J.Raff, R.Shchedrin.
Sabato 16 dicembre, lo spettacolo “Da Napoli a Venezia” si sposta al Centro sociale di Roccapiemonte, in collaborazione con l’amministrazione comunale rocchese.
Si passa, quindi, al Duomo di Cava de’Tirreni, venerdì 22 dicembre con la Corale Polifonica Metelliana condotta da Pompilia Balzano. La storica corale, forte di un curriculum internazionale, ha affidato la direzione artistica al M° Pietro Sellitto. Durante il concerto vengono affrontati brani tipici della tradizione natalizia italiana, inglese e brasiliana. La stessa Corale è protagonista sabato 23 dicembre ancora al Battistero nocerino.
Martedì 26 dicembre, il progetto “La Musica, dentro” va in Costiera Amalfitana, nella secolare chiesa di San Pancrazio martire di Conca dei Marini: ad esibirsi, nei pressi della “Punta Vreca” affacciata sul mare, l’Orchestra de “la Paganini”, con il suo percorso partenopeo-veneziano. Sabato 30 dicembre, il tour finisce ad Amalfi: location, il Duomo/Museo dell’Arsenale. Ad esibirsi la Corale Metelliana, con intervalli di giovani solisti come Franco Ascolese e Raffaele Ficucello al flauto, Gaetano Cesarano alla tromba, Emanuele Esposito al violoncello, Mauro Tamburo e Matteo Conforti al violino.
<<Il nostro progetto – anche un po’ rischioso perché portiamo un repertorio barocco affiancato a quello natalizio – vuole esser un segno della nostra presenza sul territorio>> spiega Pietro Sellitto, direttore artistico e ideatore del progetto itinerante. <<L’obiettivo è valorizzare i giovani musicisti, i luoghi storici dei nostri paesi. Un progetto culturale che prenda un ampio respiro, sul modello delle orchestre italiane ed europee importanti. Stiamo cercando di portare a casa nostra uno stile colto, ma agevole per il grande pubblico. Dall’Agro, a Cava, alla Costiera. Ci prepariamo per uscire fuori dalla regione Campania. L’anno prossimo saremo anche in Calabria. La parola d’ordine è crescita>>.
NOCERA SUPERIORE (SA) | Battistero paleocristiano | 9, 10, 23 dicembre 2017
ROCCAPIEMONTE (SA) |Centro sociale | 16 dicembre 2017
CAVA DE’ TIRRENI (SA) | Duomo Santa Maria della Visitazione | 22 dicembre 2017
CONCA DEI MARINI (SA) | Chiesa di San Pancrazio| 26 dicembre 2017
AMALFI (SA)| Duomo di Amalfi/Museo dell’Arsenale | 30 dicembre 2017
Redazione salernoNews24.it
di Antonietta Doria-
Il progetto è ideato, coordinato e organizzato dal M° Pietro Sellitto che con “La Musica, dentro” ha dato vita ad un progetto-manifesto, con un vasto repertorio (i concerti alle ore 20), che trova nel suo carattere itinerante la massima espressione sul territorio provinciale, entrando a far parte, in alcuni casi, di rassegne locali.
Prende avvio sabato 9 dicembre, al Battistero Paleocristiano di Nocera Superiore, inserito all’interno del cartellone “Concerti di Natale”, con l’organizzazione congiunta di don Antonio Adinolfi e la collaborazione di Nello Caliendo. Una serata all’insegna della musica barocca settecentesca, con la performance dell’Orchestra la Paganini diretta dal M° Luca Gaeta (quest’ultimo, altra anima del progetto culturale). Protagoniste, le composizioni del napoletano Giovanni Battista Draghi detto “Pergolesi” e del veneziano Antonio Lucio Vivaldi: l’evento, dedicato ai due grandi musicisti del periodo barocco, è infatti intitolato “Da Napoli a Venezia”.
Domenica 10 dicembre, sempre al Battistero paleocristiano, tocca al duo composto da Massimo Trotta (docente al Conservatorio Cimarosa di Avellino) al pianoforte e Kameliya Naydenova (artista internazionale, originaria della Bulgaria) al violino: nel repertorio, W.A.Mozart, E.Grieg, J.Raff, R.Shchedrin.
Sabato 16 dicembre, lo spettacolo “Da Napoli a Venezia” si sposta al Centro sociale di Roccapiemonte, in collaborazione con l’amministrazione comunale rocchese.
Si passa, quindi, al Duomo di Cava de’Tirreni, venerdì 22 dicembre con la Corale Polifonica Metelliana condotta da Pompilia Balzano. La storica corale, forte di un curriculum internazionale, ha affidato la direzione artistica al M° Pietro Sellitto. Durante il concerto vengono affrontati brani tipici della tradizione natalizia italiana, inglese e brasiliana. La stessa Corale è protagonista sabato 23 dicembre ancora al Battistero nocerino.
<<Il nostro progetto – anche un po’ rischioso perché portiamo un repertorio barocco affiancato a quello natalizio – vuole esser un segno della nostra presenza sul territorio>> spiega Pietro Sellitto, direttore artistico e ideatore del progetto itinerante. <<L’obiettivo è valorizzare i giovani musicisti, i luoghi storici dei nostri paesi. Un progetto culturale che prenda un ampio respiro, sul modello delle orchestre italiane ed europee importanti. Stiamo cercando di portare a casa nostra uno stile colto, ma agevole per il grande pubblico. Dall’Agro, a Cava, alla Costiera. Ci prepariamo per uscire fuori dalla regione Campania. L’anno prossimo saremo anche in Calabria. La parola d’ordine è crescita>>.
NOCERA SUPERIORE (SA) | Battistero paleocristiano | 9, 10, 23 dicembre 2017
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CAVA DE’ TIRRENI (SA) | Duomo Santa Maria della Visitazione | 22 dicembre 2017
CONCA DEI MARINI (SA) | Chiesa di San Pancrazio| 26 dicembre 2017
AMALFI (SA)| Duomo di Amalfi/Museo dell’Arsenale | 30 dicembre 2017
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"La Musica, dentro": repertorio barocco e natalizio in cinque location salernitaned'eccezione
"La Musica, dentro": repertorio barocco e natalizio in cinque location salernitaned'eccezione
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Progetto e realizzazione a cura del M° Pietro Sellitto-
di Antonietta Doria-
Metti un repertorio barocco e natalizio a cura dell’Accademia Musicale Nocerina, dell’Orchestra la Paganini e della Corale Metelliana (tutte sotto la direzione artistica di Sellitto) e cinque location storiche tra la Costiera Amalfitana e l'Agro nocerino sarnese: ecco “La Musica, dentro”.
Il progetto è ideato, coordinato e organizzato dal M° Pietro Sellitto che con “La Musica, dentro” ha dato vita ad un progetto-manifesto, con un vasto repertorio (i concerti alle ore 20), che trova nel suo carattere itinerante la massima espressione sul territorio provinciale, entrando a far parte, in alcuni casi, di rassegne locali.
Prende avvio sabato 9 dicembre, al Battistero Paleocristiano di Nocera Superiore, inserito all’interno del cartellone “Concerti di Natale”, con l’organizzazione congiunta di don Antonio Adinolfi e la collaborazione di Nello Caliendo. Una serata all’insegna della musica barocca settecentesca, con la performance dell’Orchestra la Paganini diretta dal M° Luca Gaeta (quest’ultimo, altra anima del progetto culturale). Protagoniste, le composizioni del napoletano Giovanni Battista Draghi detto “Pergolesi” e del veneziano Antonio Lucio Vivaldi: l’evento, dedicato ai due grandi musicisti del periodo barocco, è infatti intitolato “Da Napoli a Venezia”.
Domenica 10 dicembre, sempre al Battistero paleocristiano, tocca al duo composto da Massimo Trotta (docente al Conservatorio Cimarosa di Avellino) al pianoforte e Kameliya Naydenova (artista internazionale, originaria della Bulgaria) al violino: nel repertorio, W.A.Mozart, E.Grieg, J.Raff, R.Shchedrin.
Sabato 16 dicembre, lo spettacolo “Da Napoli a Venezia” si sposta al Centro sociale di Roccapiemonte, in collaborazione con l’amministrazione comunale rocchese.
Si passa, quindi, al Duomo di Cava de’Tirreni, venerdì 22 dicembre con la Corale Polifonica Metelliana condotta da Pompilia Balzano. La storica corale, forte di un curriculum internazionale, ha affidato la direzione artistica al M° Pietro Sellitto. Durante il concerto vengono affrontati brani tipici della tradizione natalizia italiana, inglese e brasiliana. La stessa Corale è protagonista sabato 23 dicembre ancora al Battistero nocerino.
Martedì 26 dicembre, il progetto “La Musica, dentro” va in Costiera Amalfitana, nella secolare chiesa di San Pancrazio martire di Conca dei Marini: ad esibirsi, nei pressi della “Punta Vreca” affacciata sul mare, l’Orchestra de “la Paganini”, con il suo percorso partenopeo-veneziano. Sabato 30 dicembre, il tour finisce ad Amalfi: location, il Duomo/Museo dell’Arsenale. Ad esibirsi la Corale Metelliana, con intervalli di giovani solisti come Franco Ascolese e Raffaele Ficucello al flauto, Gaetano Cesarano alla tromba, Emanuele Esposito al violoncello, Mauro Tamburo e Matteo Conforti al violino.
<<Il nostro progetto – anche un po’ rischioso perché portiamo un repertorio barocco affiancato a quello natalizio – vuole esser un segno della nostra presenza sul territorio>> spiega Pietro Sellitto, direttore artistico e ideatore del progetto itinerante. <<L’obiettivo è valorizzare i giovani musicisti, i luoghi storici dei nostri paesi. Un progetto culturale che prenda un ampio respiro, sul modello delle orchestre italiane ed europee importanti. Stiamo cercando di portare a casa nostra uno stile colto, ma agevole per il grande pubblico. Dall’Agro, a Cava, alla Costiera. Ci prepariamo per uscire fuori dalla regione Campania. L’anno prossimo saremo anche in Calabria. La parola d’ordine è crescita>>.
NOCERA SUPERIORE (SA) | Battistero paleocristiano | 9, 10, 23 dicembre 2017
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AMALFI (SA)| Duomo di Amalfi/Museo dell’Arsenale | 30 dicembre 2017
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di Antonietta Doria-
Il progetto è ideato, coordinato e organizzato dal M° Pietro Sellitto che con “La Musica, dentro” ha dato vita ad un progetto-manifesto, con un vasto repertorio (i concerti alle ore 20), che trova nel suo carattere itinerante la massima espressione sul territorio provinciale, entrando a far parte, in alcuni casi, di rassegne locali.
Prende avvio sabato 9 dicembre, al Battistero Paleocristiano di Nocera Superiore, inserito all’interno del cartellone “Concerti di Natale”, con l’organizzazione congiunta di don Antonio Adinolfi e la collaborazione di Nello Caliendo. Una serata all’insegna della musica barocca settecentesca, con la performance dell’Orchestra la Paganini diretta dal M° Luca Gaeta (quest’ultimo, altra anima del progetto culturale). Protagoniste, le composizioni del napoletano Giovanni Battista Draghi detto “Pergolesi” e del veneziano Antonio Lucio Vivaldi: l’evento, dedicato ai due grandi musicisti del periodo barocco, è infatti intitolato “Da Napoli a Venezia”.
Domenica 10 dicembre, sempre al Battistero paleocristiano, tocca al duo composto da Massimo Trotta (docente al Conservatorio Cimarosa di Avellino) al pianoforte e Kameliya Naydenova (artista internazionale, originaria della Bulgaria) al violino: nel repertorio, W.A.Mozart, E.Grieg, J.Raff, R.Shchedrin.
Sabato 16 dicembre, lo spettacolo “Da Napoli a Venezia” si sposta al Centro sociale di Roccapiemonte, in collaborazione con l’amministrazione comunale rocchese.
Si passa, quindi, al Duomo di Cava de’Tirreni, venerdì 22 dicembre con la Corale Polifonica Metelliana condotta da Pompilia Balzano. La storica corale, forte di un curriculum internazionale, ha affidato la direzione artistica al M° Pietro Sellitto. Durante il concerto vengono affrontati brani tipici della tradizione natalizia italiana, inglese e brasiliana. La stessa Corale è protagonista sabato 23 dicembre ancora al Battistero nocerino.
<<Il nostro progetto – anche un po’ rischioso perché portiamo un repertorio barocco affiancato a quello natalizio – vuole esser un segno della nostra presenza sul territorio>> spiega Pietro Sellitto, direttore artistico e ideatore del progetto itinerante. <<L’obiettivo è valorizzare i giovani musicisti, i luoghi storici dei nostri paesi. Un progetto culturale che prenda un ampio respiro, sul modello delle orchestre italiane ed europee importanti. Stiamo cercando di portare a casa nostra uno stile colto, ma agevole per il grande pubblico. Dall’Agro, a Cava, alla Costiera. Ci prepariamo per uscire fuori dalla regione Campania. L’anno prossimo saremo anche in Calabria. La parola d’ordine è crescita>>.
NOCERA SUPERIORE (SA) | Battistero paleocristiano | 9, 10, 23 dicembre 2017
ROCCAPIEMONTE (SA) |Centro sociale | 16 dicembre 2017
CAVA DE’ TIRRENI (SA) | Duomo Santa Maria della Visitazione | 22 dicembre 2017
CONCA DEI MARINI (SA) | Chiesa di San Pancrazio| 26 dicembre 2017
AMALFI (SA)| Duomo di Amalfi/Museo dell’Arsenale | 30 dicembre 2017
Redazione salernoNews24.it
"La Musica, dentro": repertorio barocco e natalizio in cinque location salernitaned'eccezione
"La Musica, dentro": repertorio barocco e natalizio in cinque location salernitaned'eccezione
http://www.salernonews24.com/cultura/la-musica-dentro-repertorio-barocco-e-natalizio-in-cinque-location-salernitanedeccezione/
Progetto e realizzazione a cura del M° Pietro Sellitto-
di Antonietta Doria-
Metti un repertorio barocco e natalizio a cura dell’Accademia Musicale Nocerina, dell’Orchestra la Paganini e della Corale Metelliana (tutte sotto la direzione artistica di Sellitto) e cinque location storiche tra la Costiera Amalfitana e l'Agro nocerino sarnese: ecco “La Musica, dentro”.
Il progetto è ideato, coordinato e organizzato dal M° Pietro Sellitto che con “La Musica, dentro” ha dato vita ad un progetto-manifesto, con un vasto repertorio (i concerti alle ore 20), che trova nel suo carattere itinerante la massima espressione sul territorio provinciale, entrando a far parte, in alcuni casi, di rassegne locali.
Prende avvio sabato 9 dicembre, al Battistero Paleocristiano di Nocera Superiore, inserito all’interno del cartellone “Concerti di Natale”, con l’organizzazione congiunta di don Antonio Adinolfi e la collaborazione di Nello Caliendo. Una serata all’insegna della musica barocca settecentesca, con la performance dell’Orchestra la Paganini diretta dal M° Luca Gaeta (quest’ultimo, altra anima del progetto culturale). Protagoniste, le composizioni del napoletano Giovanni Battista Draghi detto “Pergolesi” e del veneziano Antonio Lucio Vivaldi: l’evento, dedicato ai due grandi musicisti del periodo barocco, è infatti intitolato “Da Napoli a Venezia”.
Domenica 10 dicembre, sempre al Battistero paleocristiano, tocca al duo composto da Massimo Trotta (docente al Conservatorio Cimarosa di Avellino) al pianoforte e Kameliya Naydenova (artista internazionale, originaria della Bulgaria) al violino: nel repertorio, W.A.Mozart, E.Grieg, J.Raff, R.Shchedrin.
Sabato 16 dicembre, lo spettacolo “Da Napoli a Venezia” si sposta al Centro sociale di Roccapiemonte, in collaborazione con l’amministrazione comunale rocchese.
Si passa, quindi, al Duomo di Cava de’Tirreni, venerdì 22 dicembre con la Corale Polifonica Metelliana condotta da Pompilia Balzano. La storica corale, forte di un curriculum internazionale, ha affidato la direzione artistica al M° Pietro Sellitto. Durante il concerto vengono affrontati brani tipici della tradizione natalizia italiana, inglese e brasiliana. La stessa Corale è protagonista sabato 23 dicembre ancora al Battistero nocerino.
Martedì 26 dicembre, il progetto “La Musica, dentro” va in Costiera Amalfitana, nella secolare chiesa di San Pancrazio martire di Conca dei Marini: ad esibirsi, nei pressi della “Punta Vreca” affacciata sul mare, l’Orchestra de “la Paganini”, con il suo percorso partenopeo-veneziano. Sabato 30 dicembre, il tour finisce ad Amalfi: location, il Duomo/Museo dell’Arsenale. Ad esibirsi la Corale Metelliana, con intervalli di giovani solisti come Franco Ascolese e Raffaele Ficucello al flauto, Gaetano Cesarano alla tromba, Emanuele Esposito al violoncello, Mauro Tamburo e Matteo Conforti al violino.
<<Il nostro progetto – anche un po’ rischioso perché portiamo un repertorio barocco affiancato a quello natalizio – vuole esser un segno della nostra presenza sul territorio>> spiega Pietro Sellitto, direttore artistico e ideatore del progetto itinerante. <<L’obiettivo è valorizzare i giovani musicisti, i luoghi storici dei nostri paesi. Un progetto culturale che prenda un ampio respiro, sul modello delle orchestre italiane ed europee importanti. Stiamo cercando di portare a casa nostra uno stile colto, ma agevole per il grande pubblico. Dall’Agro, a Cava, alla Costiera. Ci prepariamo per uscire fuori dalla regione Campania. L’anno prossimo saremo anche in Calabria. La parola d’ordine è crescita>>.
NOCERA SUPERIORE (SA) | Battistero paleocristiano | 9, 10, 23 dicembre 2017
ROCCAPIEMONTE (SA) |Centro sociale | 16 dicembre 2017
CAVA DE’ TIRRENI (SA) | Duomo Santa Maria della Visitazione | 22 dicembre 2017
CONCA DEI MARINI (SA) | Chiesa di San Pancrazio| 26 dicembre 2017
AMALFI (SA)| Duomo di Amalfi/Museo dell’Arsenale | 30 dicembre 2017
Redazione salernoNews24.it
di Antonietta Doria-
Il progetto è ideato, coordinato e organizzato dal M° Pietro Sellitto che con “La Musica, dentro” ha dato vita ad un progetto-manifesto, con un vasto repertorio (i concerti alle ore 20), che trova nel suo carattere itinerante la massima espressione sul territorio provinciale, entrando a far parte, in alcuni casi, di rassegne locali.
Prende avvio sabato 9 dicembre, al Battistero Paleocristiano di Nocera Superiore, inserito all’interno del cartellone “Concerti di Natale”, con l’organizzazione congiunta di don Antonio Adinolfi e la collaborazione di Nello Caliendo. Una serata all’insegna della musica barocca settecentesca, con la performance dell’Orchestra la Paganini diretta dal M° Luca Gaeta (quest’ultimo, altra anima del progetto culturale). Protagoniste, le composizioni del napoletano Giovanni Battista Draghi detto “Pergolesi” e del veneziano Antonio Lucio Vivaldi: l’evento, dedicato ai due grandi musicisti del periodo barocco, è infatti intitolato “Da Napoli a Venezia”.
Domenica 10 dicembre, sempre al Battistero paleocristiano, tocca al duo composto da Massimo Trotta (docente al Conservatorio Cimarosa di Avellino) al pianoforte e Kameliya Naydenova (artista internazionale, originaria della Bulgaria) al violino: nel repertorio, W.A.Mozart, E.Grieg, J.Raff, R.Shchedrin.
Sabato 16 dicembre, lo spettacolo “Da Napoli a Venezia” si sposta al Centro sociale di Roccapiemonte, in collaborazione con l’amministrazione comunale rocchese.
Si passa, quindi, al Duomo di Cava de’Tirreni, venerdì 22 dicembre con la Corale Polifonica Metelliana condotta da Pompilia Balzano. La storica corale, forte di un curriculum internazionale, ha affidato la direzione artistica al M° Pietro Sellitto. Durante il concerto vengono affrontati brani tipici della tradizione natalizia italiana, inglese e brasiliana. La stessa Corale è protagonista sabato 23 dicembre ancora al Battistero nocerino.
<<Il nostro progetto – anche un po’ rischioso perché portiamo un repertorio barocco affiancato a quello natalizio – vuole esser un segno della nostra presenza sul territorio>> spiega Pietro Sellitto, direttore artistico e ideatore del progetto itinerante. <<L’obiettivo è valorizzare i giovani musicisti, i luoghi storici dei nostri paesi. Un progetto culturale che prenda un ampio respiro, sul modello delle orchestre italiane ed europee importanti. Stiamo cercando di portare a casa nostra uno stile colto, ma agevole per il grande pubblico. Dall’Agro, a Cava, alla Costiera. Ci prepariamo per uscire fuori dalla regione Campania. L’anno prossimo saremo anche in Calabria. La parola d’ordine è crescita>>.
NOCERA SUPERIORE (SA) | Battistero paleocristiano | 9, 10, 23 dicembre 2017
ROCCAPIEMONTE (SA) |Centro sociale | 16 dicembre 2017
CAVA DE’ TIRRENI (SA) | Duomo Santa Maria della Visitazione | 22 dicembre 2017
CONCA DEI MARINI (SA) | Chiesa di San Pancrazio| 26 dicembre 2017
AMALFI (SA)| Duomo di Amalfi/Museo dell’Arsenale | 30 dicembre 2017
Redazione salernoNews24.it
"La Musica, dentro": repertorio barocco e natalizio in cinque location salernitaned'eccezione
"La Musica, dentro": repertorio barocco e natalizio in cinque location salernitaned'eccezione
http://www.salernonews24.com/cultura/la-musica-dentro-repertorio-barocco-e-natalizio-in-cinque-location-salernitanedeccezione/
Progetto e realizzazione a cura del M° Pietro Sellito-
di Antonietta Doria-
Metti un repertorio barocco e natalizio a cura dell’Accademia Musicale Nocerina, dell’Orchestra la Paganini e della Corale Metelliana (tutte sotto la direzione artistica di Sellitto) e cinque location storiche tra la Costiera Amalfitana e l'Agro nocerino sarnese: ecco “La Musica, dentro”.
Il progetto è ideato, coordinato e organizzato dal M° Pietro Sellitto che con “La Musica, dentro” ha dato vita ad un progetto-manifesto, con un vasto repertorio (i concerti alle ore 20), che trova nel suo carattere itinerante la massima espressione sul territorio provinciale, entrando a far parte, in alcuni casi, di rassegne locali.
Prende avvio sabato 9 dicembre, al Battistero Paleocristiano di Nocera Superiore, inserito all’interno del cartellone “Concerti di Natale”, con l’organizzazione congiunta di don Antonio Adinolfi e la collaborazione di Nello Caliendo. Una serata all’insegna della musica barocca settecentesca, con la performance dell’Orchestra la Paganini diretta dal M° Luca Gaeta (quest’ultimo, altra anima del progetto culturale). Protagoniste, le composizioni del napoletano Giovanni Battista Draghi detto “Pergolesi” e del veneziano Antonio Lucio Vivaldi: l’evento, dedicato ai due grandi musicisti del periodo barocco, è infatti intitolato “Da Napoli a Venezia”.
Domenica 10 dicembre, sempre al Battistero paleocristiano, tocca al duo composto da Massimo Trotta (docente al Conservatorio Cimarosa di Avellino) al pianoforte e Kameliya Naydenova (artista internazionale, originaria della Bulgaria) al violino: nel repertorio, W.A.Mozart, E.Grieg, J.Raff, R.Shchedrin.
Sabato 16 dicembre, lo spettacolo “Da Napoli a Venezia” si sposta al Centro sociale di Roccapiemonte, in collaborazione con l’amministrazione comunale rocchese.
Si passa, quindi, al Duomo di Cava de’Tirreni, venerdì 22 dicembre con la Corale Polifonica Metelliana condotta da Pompilia Balzano. La storica corale, forte di un curriculum internazionale, ha affidato la direzione artistica al M° Pietro Sellitto. Durante il concerto vengono affrontati brani tipici della tradizione natalizia italiana, inglese e brasiliana. La stessa Corale è protagonista sabato 23 dicembre ancora al Battistero nocerino.
Martedì 26 dicembre, il progetto “La Musica, dentro” va in Costiera Amalfitana, nella secolare chiesa di San Pancrazio martire di Conca dei Marini: ad esibirsi, nei pressi della “Punta Vreca” affacciata sul mare, l’Orchestra de “la Paganini”, con il suo percorso partenopeo-veneziano. Sabato 30 dicembre, il tour finisce ad Amalfi: location, il Duomo/Museo dell’Arsenale. Ad esibirsi la Corale Metelliana, con intervalli di giovani solisti come Franco Ascolese e Raffaele Ficucello al flauto, Gaetano Cesarano alla tromba, Emanuele Esposito al violoncello, Mauro Tamburo e Matteo Conforti al violino.
<<Il nostro progetto – anche un po’ rischioso perché portiamo un repertorio barocco affiancato a quello natalizio – vuole esser un segno della nostra presenza sul territorio>> spiega Pietro Sellitto, direttore artistico e ideatore del progetto itinerante. <<L’obiettivo è valorizzare i giovani musicisti, i luoghi storici dei nostri paesi. Un progetto culturale che prenda un ampio respiro, sul modello delle orchestre italiane ed europee importanti. Stiamo cercando di portare a casa nostra uno stile colto, ma agevole per il grande pubblico. Dall’Agro, a Cava, alla Costiera. Ci prepariamo per uscire fuori dalla regione Campania. L’anno prossimo saremo anche in Calabria. La parola d’ordine è crescita>>.
NOCERA SUPERIORE (SA) | Battistero paleocristiano | 9, 10, 23 dicembre 2017
ROCCAPIEMONTE (SA) |Centro sociale | 16 dicembre 2017
CAVA DE’ TIRRENI (SA) | Duomo Santa Maria della Visitazione | 22 dicembre 2017
CONCA DEI MARINI (SA) | Chiesa di San Pancrazio| 26 dicembre 2017
AMALFI (SA)| Duomo di Amalfi/Museo dell’Arsenale | 30 dicembre 2017
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di Antonietta Doria-
Il progetto è ideato, coordinato e organizzato dal M° Pietro Sellitto che con “La Musica, dentro” ha dato vita ad un progetto-manifesto, con un vasto repertorio (i concerti alle ore 20), che trova nel suo carattere itinerante la massima espressione sul territorio provinciale, entrando a far parte, in alcuni casi, di rassegne locali.
Prende avvio sabato 9 dicembre, al Battistero Paleocristiano di Nocera Superiore, inserito all’interno del cartellone “Concerti di Natale”, con l’organizzazione congiunta di don Antonio Adinolfi e la collaborazione di Nello Caliendo. Una serata all’insegna della musica barocca settecentesca, con la performance dell’Orchestra la Paganini diretta dal M° Luca Gaeta (quest’ultimo, altra anima del progetto culturale). Protagoniste, le composizioni del napoletano Giovanni Battista Draghi detto “Pergolesi” e del veneziano Antonio Lucio Vivaldi: l’evento, dedicato ai due grandi musicisti del periodo barocco, è infatti intitolato “Da Napoli a Venezia”.
Domenica 10 dicembre, sempre al Battistero paleocristiano, tocca al duo composto da Massimo Trotta (docente al Conservatorio Cimarosa di Avellino) al pianoforte e Kameliya Naydenova (artista internazionale, originaria della Bulgaria) al violino: nel repertorio, W.A.Mozart, E.Grieg, J.Raff, R.Shchedrin.
Sabato 16 dicembre, lo spettacolo “Da Napoli a Venezia” si sposta al Centro sociale di Roccapiemonte, in collaborazione con l’amministrazione comunale rocchese.
Si passa, quindi, al Duomo di Cava de’Tirreni, venerdì 22 dicembre con la Corale Polifonica Metelliana condotta da Pompilia Balzano. La storica corale, forte di un curriculum internazionale, ha affidato la direzione artistica al M° Pietro Sellitto. Durante il concerto vengono affrontati brani tipici della tradizione natalizia italiana, inglese e brasiliana. La stessa Corale è protagonista sabato 23 dicembre ancora al Battistero nocerino.
<<Il nostro progetto – anche un po’ rischioso perché portiamo un repertorio barocco affiancato a quello natalizio – vuole esser un segno della nostra presenza sul territorio>> spiega Pietro Sellitto, direttore artistico e ideatore del progetto itinerante. <<L’obiettivo è valorizzare i giovani musicisti, i luoghi storici dei nostri paesi. Un progetto culturale che prenda un ampio respiro, sul modello delle orchestre italiane ed europee importanti. Stiamo cercando di portare a casa nostra uno stile colto, ma agevole per il grande pubblico. Dall’Agro, a Cava, alla Costiera. Ci prepariamo per uscire fuori dalla regione Campania. L’anno prossimo saremo anche in Calabria. La parola d’ordine è crescita>>.
NOCERA SUPERIORE (SA) | Battistero paleocristiano | 9, 10, 23 dicembre 2017
ROCCAPIEMONTE (SA) |Centro sociale | 16 dicembre 2017
CAVA DE’ TIRRENI (SA) | Duomo Santa Maria della Visitazione | 22 dicembre 2017
CONCA DEI MARINI (SA) | Chiesa di San Pancrazio| 26 dicembre 2017
AMALFI (SA)| Duomo di Amalfi/Museo dell’Arsenale | 30 dicembre 2017
Redazione salernoNews24.it
Gdf: conclusa l'operazione UNDERLI©ENSING 3
Gdf: conclusa l'operazione UNDERLI©ENSING 3
http://www.salernonews24.com/dallitalia/gdf-conclusa-loperazione-underliensing-3/
Contro il software pirata: denunciati 62 responsabili e sequestrati prodotti software o hardware per oltre 7 milioni di euro-
Si è conclusa in questi giorni l’operazione di contrasto alla pirateria del software denominata UNDERLI©ENSING 3, coordinata dal Nucleo Speciale Tutela Proprietà Intellettuale della Guardia di Finanza. Le Fiamme Gialle hanno eseguito in contemporanea 121 ispezioni, presso le sedi di altrettante società dislocate sull’intero territorio nazionale, finalizzate al riscontro della regolare detenzione e utilizzo dei software impiegati nell’ambito delle varie attività economiche. In ogni team operativo messo in campo dai Reparti territoriali, erano presenti gli “specialisti” della Guardia di Finanza, qualificati “C.F.D.A. - Computer Forensics Data Analysis”, esperti nell’esaminare e rilevare anche i contenuti più remoti e nascosti nelle memorie virtuali dei supporti informatici.
Al termine delle ispezioni, sono state riscontrate diverse modalità di commissione delle violazioni: dalla più comune forma di pirateria informatica - l’underlicensing, ossia l’installazione di un software su un numero maggiore di “macchine” rispetto a quello previsto dalla licenza - al crack, cioè l’utilizzo di programmi illegali che, generando una chiave o codice di attivazione, permettono la conversione di una versione “trial/home” ad una versione “completa/professional”, fino a casi di mislicensing, ossia l’uso inappropriato della licenza o del contratto acquistati, come ad esempio l’impiego imprenditoriale di un software in versione “education”. Nel complesso sono stati denunciati 62 responsabili.
In alcuni casi, inoltre, in aderenza alle prescrizioni contenute nel decreto legislativo n. 231 del 2001, è stata contestata anche la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche per i reati commessi nel loro interesse dagli amministratori aziendali. Nonostante i frequenti (e spesso anche maldestri) tentativi di cancellare i programmi illegali dai computer, anche a pochi istanti dall’avvio dell’ispezione, nella vana speranza di nascondere le responsabilità, grazie alle tecniche investigative e di controllo forense sviluppate dai militari è stato possibile sequestrare oltre 900 programmi per elaboratore privi di regolare licenza e più di 350 apparati hardware, tra computer e hard-disk.
Redazione SalernoNews24.it
Al termine delle ispezioni, sono state riscontrate diverse modalità di commissione delle violazioni: dalla più comune forma di pirateria informatica - l’underlicensing, ossia l’installazione di un software su un numero maggiore di “macchine” rispetto a quello previsto dalla licenza - al crack, cioè l’utilizzo di programmi illegali che, generando una chiave o codice di attivazione, permettono la conversione di una versione “trial/home” ad una versione “completa/professional”, fino a casi di mislicensing, ossia l’uso inappropriato della licenza o del contratto acquistati, come ad esempio l’impiego imprenditoriale di un software in versione “education”. Nel complesso sono stati denunciati 62 responsabili.
In alcuni casi, inoltre, in aderenza alle prescrizioni contenute nel decreto legislativo n. 231 del 2001, è stata contestata anche la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche per i reati commessi nel loro interesse dagli amministratori aziendali. Nonostante i frequenti (e spesso anche maldestri) tentativi di cancellare i programmi illegali dai computer, anche a pochi istanti dall’avvio dell’ispezione, nella vana speranza di nascondere le responsabilità, grazie alle tecniche investigative e di controllo forense sviluppate dai militari è stato possibile sequestrare oltre 900 programmi per elaboratore privi di regolare licenza e più di 350 apparati hardware, tra computer e hard-disk.
Redazione SalernoNews24.it
Gdf: conclusa l'operazione UNDERLI©ENSING 3
Gdf: conclusa l'operazione UNDERLI©ENSING 3
http://www.salernonews24.com/dallitalia/gdf-conclusa-loperazione-underliensing-3/
Contro il software pirata: denunciati 62 responsabili e sequestrati prodotti software o hardware per oltre 7 milioni di euro-
Si è conclusa in questi giorni l’operazione di contrasto alla pirateria del software denominata UNDERLI©ENSING 3, coordinata dal Nucleo Speciale Tutela Proprietà Intellettuale della Guardia di Finanza. Le Fiamme Gialle hanno eseguito in contemporanea 121 ispezioni, presso le sedi di altrettante società dislocate sull’intero territorio nazionale, finalizzate al riscontro della regolare detenzione e utilizzo dei software impiegati nell’ambito delle varie attività economiche. In ogni team operativo messo in campo dai Reparti territoriali, erano presenti gli “specialisti” della Guardia di Finanza, qualificati “C.F.D.A. - Computer Forensics Data Analysis”, esperti nell’esaminare e rilevare anche i contenuti più remoti e nascosti nelle memorie virtuali dei supporti informatici.
Al termine delle ispezioni, sono state riscontrate diverse modalità di commissione delle violazioni: dalla più comune forma di pirateria informatica - l’underlicensing, ossia l’installazione di un software su un numero maggiore di “macchine” rispetto a quello previsto dalla licenza - al crack, cioè l’utilizzo di programmi illegali che, generando una chiave o codice di attivazione, permettono la conversione di una versione “trial/home” ad una versione “completa/professional”, fino a casi di mislicensing, ossia l’uso inappropriato della licenza o del contratto acquistati, come ad esempio l’impiego imprenditoriale di un software in versione “education”. Nel complesso sono stati denunciati 62 responsabili.
In alcuni casi, inoltre, in aderenza alle prescrizioni contenute nel decreto legislativo n. 231 del 2001, è stata contestata anche la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche per i reati commessi nel loro interesse dagli amministratori aziendali. Nonostante i frequenti (e spesso anche maldestri) tentativi di cancellare i programmi illegali dai computer, anche a pochi istanti dall’avvio dell’ispezione, nella vana speranza di nascondere le responsabilità, grazie alle tecniche investigative e di controllo forense sviluppate dai militari è stato possibile sequestrare oltre 900 programmi per elaboratore privi di regolare licenza e più di 350 apparati hardware, tra computer e hard-disk.
Redazione SalernoNews24.it
Al termine delle ispezioni, sono state riscontrate diverse modalità di commissione delle violazioni: dalla più comune forma di pirateria informatica - l’underlicensing, ossia l’installazione di un software su un numero maggiore di “macchine” rispetto a quello previsto dalla licenza - al crack, cioè l’utilizzo di programmi illegali che, generando una chiave o codice di attivazione, permettono la conversione di una versione “trial/home” ad una versione “completa/professional”, fino a casi di mislicensing, ossia l’uso inappropriato della licenza o del contratto acquistati, come ad esempio l’impiego imprenditoriale di un software in versione “education”. Nel complesso sono stati denunciati 62 responsabili.
In alcuni casi, inoltre, in aderenza alle prescrizioni contenute nel decreto legislativo n. 231 del 2001, è stata contestata anche la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche per i reati commessi nel loro interesse dagli amministratori aziendali. Nonostante i frequenti (e spesso anche maldestri) tentativi di cancellare i programmi illegali dai computer, anche a pochi istanti dall’avvio dell’ispezione, nella vana speranza di nascondere le responsabilità, grazie alle tecniche investigative e di controllo forense sviluppate dai militari è stato possibile sequestrare oltre 900 programmi per elaboratore privi di regolare licenza e più di 350 apparati hardware, tra computer e hard-disk.
Redazione SalernoNews24.it
Due provvedimenti DASPO per due tifosi salernitani
Due provvedimenti DASPO per due tifosi salernitani
http://www.salernonews24.com/cronaca/due-provvedimenti-daspo-per-due-tifosi-salernitani/
Sono stati emessi, dal Questore di Salerno, due provvedimenti DASPO nei confronti di due tifosi della Salernitana, ritenuti responsabili di episodi di violenza. Infatti, un 33enne, in occasione di Salernitana – Cesena, del 24 ottobre 2015, ed un 38enne, in occasione di Salernitana – Perugia, del 31 ottobre 2015, entrambi salernitani, con l’intento di sottrarsi ai controlli, si sono resi responsabili, al momento del filtraggio presso i varchi d’ingresso allo stadio Arechi, di episodi di violenza nei confronti di militari dell’Arma dei Carabinieri. Entrambi sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria, in stato di libertà e, ora, nei loro confronti è scattato anche il Divieto di Accesso alle manifestazioni SPOrtive. Nei confronti del 38enne, recidivo in quanto già destinatario di un precedente analogo provvedimento, il DASPO è della durata di 5 anni, con prescrizione di comparizione personale.Nei confronti del 33enne, invece, è stato emesso un DASPO di 2 anni, senza prescrizione di comparizione personale.
sergiodelvecchio
sergiodelvecchio
42598 prodotti sequestrati a Nocera Inferiore
42598 prodotti sequestrati a Nocera Inferiore
http://www.salernonews24.com/cronaca/42598-prodotti-sequestrati-a-nocera-inferiore/
Sono 42.598 i prodotti, costituiti da articoli tra cui addobbi natalizi, articoli elettrici, cosmetici e giocattoli, risultati privi dei certificati di conformità e sicurezza, sequestrati dalla Guardia di Finanza. Privi di istruzioni d’uso, delle indicazioni circa le loro caratteristiche tecniche, in lingua italiana, i prodotti non fornivano dunque, al consumatore, alcuna informazione di tracciabilità, con riferimento alla composizione, produzione e confezionamento. Questo è quanto hanno scoperto i finanzieri, nel corso di mirata attività info-investigativa, in un centro commerciale gestito da cittadini di etnia cinese. I militari, oltre a sottoporre a sequestro i citati prodotti, hanno deferito a piede libero, alla competente Autorità Giudiziaria, il responsabile dell’attività commerciale ed il rappresentate legale dell’impresa, per i reati di commercializzazione prodotti industriali con segni mendaci e ricettazione.
sergiodelvecchio
Sono 42.598 i prodotti, costituiti da articoli tra cui addobbi natalizi, articoli elettrici, cosmetici e giocattoli, risultati privi dei certificati di conformità e sicurezza, sequestrati dalla Guardia di Finanza. Privi di istruzioni d’uso, delle indicazioni circa le loro caratteristiche tecniche, in lingua italiana, i prodotti non fornivano dunque, al consumatore, alcuna informazione di tracciabilità, con riferimento alla composizione, produzione e confezionamento. Questo è quanto hanno scoperto i finanzieri, nel corso di mirata attività info-investigativa, in un centro commerciale gestito da cittadini di etnia cinese. I militari, oltre a sottoporre a sequestro i citati prodotti, hanno deferito a piede libero, alla competente Autorità Giudiziaria, il responsabile dell’attività commerciale ed il rappresentate legale dell’impresa, per i reati di commercializzazione prodotti industriali con segni mendaci e ricettazione.
sergiodelvecchio
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