martedì 27 febbraio 2018

Da Nord a Sud, ancora allerta meteo con Burian nell'aria

Da Nord a Sud, ancora allerta meteo con Burian nell'aria http://www.salernonews24.com/cronaca/da-nord-a-sud-ancora-allerta-meteo-con-burian-nellaria/ Allerta gelo-di Antonietta Doria-

Domani ancora effetto Burian, con una giornata che si preannuncia come la più fredda di tutto l'anno!

Il vento gelido continua a soffiare dalla Siberia e abbasserà ulteriormente la colonnina di mercurio fino a -3° ... Ma non finisce qui perché, secondo gli addetti ai lavori, questa ondata gelida durerà  fino a venerdi 2 marzo,  e poi, mano mano, dopo questa parentesi, andremo incontro all'aumento dei gradi ... fino alla primavera.

Nel frattempo uno sguardo all'Italia innevata... grazie ai lettori ed amici di Salernonews24.it

Cilento... (foto di Rosanna Paumbo)

                       

Paestum (Cosimo Di Filippo)

    

Fisciano,  all' avellinese... (Foto di Gaetano Clemente)

                  

Salerno (Daniele Magliano)

      

Napoli ( Giorgio Coppola, Franco Murolo)

             

Da Roma   (Gen Ninni Conforti)

        



 

 

 

Da Nord a Sud, ancora allerta meteo con Burian nell'aria

Da Nord a Sud, ancora allerta meteo con Burian nell'aria http://www.salernonews24.com/cronaca/da-nord-a-sud-ancora-allerta-meteo-con-burian-nellaria/ Allerta gelo-di Antonietta Doria-

Domani ancora effetto Burian, con una giornata che si preannuncia come la più fredda di tutto l'anno!

Il vento gelido continua a soffiare dalla Siberia e abbasserà ulteriormente la colonnina di mercurio fino a -3° ... Ma non finisce qui perché, secondo gli addetti ai lavori, questa ondata gelida durerà  fino a venerdi 2 marzo,  e poi, mano mano, dopo questa parentesi, andremo incontro all'aumento dei gradi ... fino alla primavera.

Nel frattempo uno sguardo all'Italia innevata... grazie ai lettori ed amici di Salernonews24.it

Cilento... (foto di Rosanna Paumbo)

                       

Paestum (Cosimo Di Filippo)

    

Fisciano,  all' avellinese... (Foto di Gaetano Clemente)

                  

Salerno (Daniele Magliano)

      

Napoli ( Giorgio Coppola, Franco Murolo)

             

Da Roma   (Gen Ninni Conforti)

        



 

 

 

"Sogno e son Desto ...in viaggio": l'approdo felice di Massimo Ranieri in Sardegna

"Sogno e son Desto ...in viaggio": l'approdo felice di Massimo Ranieri in Sardegna http://www.salernonews24.com/cultura/sogno-e-son-desto-in-viaggio-lapprodo-felice-di-massimo-ranieri-in-sardegna/ Lo Scugnizzo di Santa Lucia continua ad incantare -dal nostro inviato Luigi Coppola-

Puntualmente esaurite in ogni ordine di posto, le tre tappe nell’isola per il ritorno di Massimo Ranieri.
Quando pensi che ti abbia raccontato tutta la sua luminosa vita, la straordinaria carriera avviata sin da ragazzino sugli scogli di Mergellina, cantato l’intero e vasto repertorio, recitato liriche alte di Strehler o Shakespeare, arrangiato l’avan spettacolo di Taranto, interpretato Murolo o Carosone; quando pensi di conoscere ogni suo passo o coreografia dopo averlo applaudito su tante ribalte, allora scopri una nuova emozione, un vezzo inedito che liberano nuove energie con l’avanzare del tempo.

I Grandi Interpreti della Scuola Napoletana non rivelano età. Così Massimo Ranieri, il “cantattore”, lo chansonnier italiano più noto al mondo. Lo scugnizzo del Pallonetto che – ricorda più volte – al prossimo maggio carezzerà le sessantotto primavere, chiude a Sassari, il mini tour sardo 2018.
Tre tappe (con Nuoro e Cagliari) inevitabilmente sold out, per Ranieri, di casa, ovvero in famiglia, nella sua suite sarda, grazie alla consolidata e puntuale collaborazione con l’associazione cagliaritana La Via del Collegio.
“Sogno e son Desto…In viaggio”, il titolo dello show, prosegue il percorso delle recenti produzioni nella cifra dei gran varietà prodotti dai migliori autori italiani. Ideato e scritto da Gualtiero Peirce e dallo stesso Ranieri che, appena apparso in ribalta salutato dal boato del pubblico, ricorda subito un altro grande autore e produttore, suo amico al pari di tanti suoi colleghi, Bibi Ballandi, mancato precocemente due giorni prima.

“Vent’anni” è il prologo di una serata che ha già premiato parterre, platea, loggioni. Il teatro comunale di Sassari solo in due occasioni si è visto stipato in tutti i posti, l’ultima fu nel 2014 con l’ultimo concerto sassarese dello stesso showman partenopeo.
“Volevo stare un po’ da solo per pensare e tu lo sai…” – intonate le prime note di “La voce del silenzio”, il pubblico è già rovente, parte l’altro show: tutti cantano con Massimo. Che per l’occasione impegna una linea più intima, quasi da camera, rispetto ad alcune precedenti versioni, accompagnato da corpi di balle e orchestre in rosa con innumerevoli cambi di scena o con una carrellata di tributi a tanti campioni della musica internazionale.

In questa tornata Ranieri dedica la sua prosa ai sognatori e ai profili più semplici e umili della nostra vita quotidiana. Lo fa da par suo, alternando i suoi cavalli di battaglia (“Rose rosse”, “La vestaglia”, “Perdere l’amore”, indimenticabile brano vincitore a Sanremo nel 1988, “Se bruciasse la città”, “Erba di casa mia”), con una fabula ammaliante che evoca i ricordi delle persone più care che lo hanno accompagnato nella sua vita. A cominciare dal papà, operaio Italsider che quando scopre il suo primo contratto milionario firmato per una campagna pubblicitaria con la Barilla, gli raccomanda di provvedere a una provvista di… pasta !

Non mancano gli omaggi ad alcuni grandi Maestri della canzone d’autore. Mimmo Modugno, Charles Aznavour come Nino Taranto e Renato Carosone. Interpretazioni rese uniche e preziose grazie al supporto orchestrale eccellente che comprende: Max Rosati alle chitarre, Flavio Mazzocchi, pianoforte e tastiera, Pierpaolo Ranieri al basso, Luca Trolli alla batteria, Donato Sensini sax e fiati e Stefano Indino alla fisarmonica. E’ proprio l’altro Ranieri presente sul palco che al contrabbasso con Flavio Mazzocchi avviano la seconda parte dello show con una prolungata jam session. Massimo disteso sulla coda del piano in un variopinto completo dalle calze pesca, introduce lo straordinario “Je so' pazzo” di Pino Daniele.
Con due musicisti inscena anche una gag su un giro vizioso di un improbabile credito da dieci euro tra amici di merende, metafora della più drammatica crisi bancaria che coinvolge migliaia di connazionali. Un modo quasi burlesco per agganciare uno spiraglio di piacere rispetto ai temi critici di una società troppo confusa.

Ranieri non sdogana la generazione due punto zero, dove smartphone e youtube ne rappresentano le appendici fisiche. Certamente prosegue a suo agio il solco tracciato dagli autori, padri del Novecento: Prezzolini, Di Giacomo, Edoardo, Totò. Il suo pubblico, fedele da sempre, è in prevalenza over cinquanta ma non sono poche le presenze più verdi con l’anagrafe. Al fianco di chi scrive, canta con rapita passione anche un’elegantissima signora poco più matura del suo beniamino, anch’ella reduce da importanti trascorsi canori nella scena nazionale.

E’ vicina la mezzanotte quando giunge il congedo che nessuno in sala accetta di buon grado. In oltre due ore di empatia e passione, lo Scugnizzo di Santa Lucia ha regalato abbracci veri nelle prime file in platea, ricevendo regali, oltre le immancabili rose rosse. Generoso, mai allo spasimo, spande ancora affetto e sudore. Non si è risparmiato nulla in un crescendo incontenibile, il pubblico prolunga l’ovazione pronto ad aspettarlo ancora.

Svelata la nuova Ferrari

Svelata la nuova Ferrari http://www.salernonews24.com/sport/svelata-la-nuova-ferrari/ SportNews24- Caccia al Mondiale- di Emanuele Petraca-
Svelata a Maranello e pronta a scendere in pista la nuova Ferrari che correrà nella 69ma edizione del Mondiale di Formula 1. La nuova monoposto, denominata SF71-H, si presenta al pubblico con tanto entusiasmo, tanto orgoglio “made in Italy” citando le parole del team principal Maurizio Arrivabene; tanta voglia di riscatto e con un vestito completamente rosso fiammante.

La SF71-H nasce dalle ceneri della precedente SF70-H protagonista di una stagione, quella conclusasi nel 2017, tanto bella, quanto illusoria, che ha visto spegnersi, nelle ultime gare, tutti i sogni di gloria maturati durante l’anno. Una stagione che per sfortuna e per errori di strategia, ha visto il team italiano perdere sia il titolo costruttori, che è andato alla grande dominatrice degli ultimi anni: la Mercedes, sia il titolo piloti che è stato assegnato all’inglese Lewis Hamilton. La nuova monoposto si presenta, a detta del direttore tecnico Mattia Binotto, con alcuni miglioramenti rispetto alla versione precedente sia dal punto di vista prestazionale, che tecnico.

La speranza è che la SF71-H possa essere una degna rivale della W09 targata Mercedes e possa finalmente spezzare l’egemonia della scuderia tedesca che dura ormai da quattro lunghi anni. La rivale tedesca ha presentato la propria vettura lo stesso giorno della Ferrari. Per molti osservatori la sovrapposizione delle due presentazioni nello stesso giorno è vista come l’inizio di una battaglia dove nessuna delle due squadre vuole cedere la ribalta all’altra. Saranno il tedesco Sebastian Vettel ed il finlandese Kimi Raikkonen a guidare la nuova rossa e con essa anche le speranze di tutti i tifosi del cavallino rampante di Maranello di rivedere il nome “Ferrari” sull’albo d’oro delle classifiche piloti e costruttori. Sebastian Vettel , 4 volte campione del mondo con la Red Bull, è al 4° anno in Ferrari ed ha come obbiettivo quello di vincere il suo primo titolo in Ferrari, sulle orme del suo grande idolo e connazionale, nonché leggenda della Rossa, Michael Schumacher che al suo 5° anno in Ferrari vinse il titolo fino poi a creare la pagina più vincente della grande storia della scuderia di Maranello che non vince un titolo da 10 anni. In quell’occasione fu Kimi Raikkonen a vincere quello che, ad oggi, è l’ultimo trionfo di un pilota vestito con la tutta con lo stemma del cavallino. Oggi il finlandese si presenta, probabilmente per l’ultima volta, ai nastri di partenza di questo mondiale con la voglia di portare la Ferrari il più in alto possibile.

La Ferrari si è svelata al pubblico e, in attesa di vederla in pista già a partire dalla prossima settimana con i test e sapere se sarà competitiva o meno, si è presentata bella come sempre, con sogni, speranze ed ambizioni di successo, con l’augurio che, questa volta, non restino ai tifosi di nuovo solo illusioni.

Svelata la nuova Ferrari

Svelata la nuova Ferrari http://www.salernonews24.com/sport/svelata-la-nuova-ferrari/ SportNews24- Caccia al Mondiale- di Emanuele Petraca-
Svelata a Maranello e pronta a scendere in pista la nuova Ferrari che correrà nella 69ma edizione del Mondiale di Formula 1. La nuova monoposto, denominata SF71-H, si presenta al pubblico con tanto entusiasmo, tanto orgoglio “made in Italy” citando le parole del team principal Maurizio Arrivabene; tanta voglia di riscatto e con un vestito completamente rosso fiammante.

La SF71-H nasce dalle ceneri della precedente SF70-H protagonista di una stagione, quella conclusasi nel 2017, tanto bella, quanto illusoria, che ha visto spegnersi, nelle ultime gare, tutti i sogni di gloria maturati durante l’anno. Una stagione che per sfortuna e per errori di strategia, ha visto il team italiano perdere sia il titolo costruttori, che è andato alla grande dominatrice degli ultimi anni: la Mercedes, sia il titolo piloti che è stato assegnato all’inglese Lewis Hamilton. La nuova monoposto si presenta, a detta del direttore tecnico Mattia Binotto, con alcuni miglioramenti rispetto alla versione precedente sia dal punto di vista prestazionale, che tecnico.

La speranza è che la SF71-H possa essere una degna rivale della W09 targata Mercedes e possa finalmente spezzare l’egemonia della scuderia tedesca che dura ormai da quattro lunghi anni. La rivale tedesca ha presentato la propria vettura lo stesso giorno della Ferrari. Per molti osservatori la sovrapposizione delle due presentazioni nello stesso giorno è vista come l’inizio di una battaglia dove nessuna delle due squadre vuole cedere la ribalta all’altra. Saranno il tedesco Sebastian Vettel ed il finlandese Kimi Raikkonen a guidare la nuova rossa e con essa anche le speranze di tutti i tifosi del cavallino rampante di Maranello di rivedere il nome “Ferrari” sull’albo d’oro delle classifiche piloti e costruttori. Sebastian Vettel , 4 volte campione del mondo con la Red Bull, è al 4° anno in Ferrari ed ha come obbiettivo quello di vincere il suo primo titolo in Ferrari, sulle orme del suo grande idolo e connazionale, nonché leggenda della Rossa, Michael Schumacher che al suo 5° anno in Ferrari vinse il titolo fino poi a creare la pagina più vincente della grande storia della scuderia di Maranello che non vince un titolo da 10 anni. In quell’occasione fu Kimi Raikkonen a vincere quello che, ad oggi, è l’ultimo trionfo di un pilota vestito con la tutta con lo stemma del cavallino. Oggi il finlandese si presenta, probabilmente per l’ultima volta, ai nastri di partenza di questo mondiale con la voglia di portare la Ferrari il più in alto possibile.

La Ferrari si è svelata al pubblico e, in attesa di vederla in pista già a partire dalla prossima settimana con i test e sapere se sarà competitiva o meno, si è presentata bella come sempre, con sogni, speranze ed ambizioni di successo, con l’augurio che, questa volta, non restino ai tifosi di nuovo solo illusioni.

Svelata la nuova Ferrari

Svelata la nuova Ferrari http://www.salernonews24.com/sport/svelata-la-nuova-ferrari/ SportNews24- Caccia al Mondiale- di Emanuele Petraca-
Svelata a Maranello e pronta a scendere in pista la nuova Ferrari che correrà nella 69ma edizione del Mondiale di Formula 1. La nuova monoposto, denominata SF71-H, si presenta al pubblico con tanto entusiasmo, tanto orgoglio “made in Italy” citando le parole del team principal Maurizio Arrivabene; tanta voglia di riscatto e con un vestito completamente rosso fiammante.

La SF71-H nasce dalle ceneri della precedente SF70-H protagonista di una stagione, quella conclusasi nel 2017, tanto bella, quanto illusoria, che ha visto spegnersi, nelle ultime gare, tutti i sogni di gloria maturati durante l’anno. Una stagione che per sfortuna e per errori di strategia, ha visto il team italiano perdere sia il titolo costruttori, che è andato alla grande dominatrice degli ultimi anni: la Mercedes, sia il titolo piloti che è stato assegnato all’inglese Lewis Hamilton. La nuova monoposto si presenta, a detta del direttore tecnico Mattia Binotto, con alcuni miglioramenti rispetto alla versione precedente sia dal punto di vista prestazionale, che tecnico.

La speranza è che la SF71-H possa essere una degna rivale della W09 targata Mercedes e possa finalmente spezzare l’egemonia della scuderia tedesca che dura ormai da quattro lunghi anni. La rivale tedesca ha presentato la propria vettura lo stesso giorno della Ferrari. Per molti osservatori la sovrapposizione delle due presentazioni nello stesso giorno è vista come l’inizio di una battaglia dove nessuna delle due squadre vuole cedere la ribalta all’altra. Saranno il tedesco Sebastian Vettel ed il finlandese Kimi Raikkonen a guidare la nuova rossa e con essa anche le speranze di tutti i tifosi del cavallino rampante di Maranello di rivedere il nome “Ferrari” sull’albo d’oro delle classifiche piloti e costruttori. Sebastian Vettel , 4 volte campione del mondo con la Red Bull, è al 4° anno in Ferrari ed ha come obbiettivo quello di vincere il suo primo titolo in Ferrari, sulle orme del suo grande idolo e connazionale, nonché leggenda della Rossa, Michael Schumacher che al suo 5° anno in Ferrari vinse il titolo fino poi a creare la pagina più vincente della grande storia della scuderia di Maranello che non vince un titolo da 10 anni. In quell’occasione fu Kimi Raikkonen a vincere quello che, ad oggi, è l’ultimo trionfo di un pilota vestito con la tutta con lo stemma del cavallino. Oggi il finlandese si presenta, probabilmente per l’ultima volta, ai nastri di partenza di questo mondiale con la voglia di portare la Ferrari il più in alto possibile.

La Ferrari si è svelata al pubblico e, in attesa di vederla in pista già a partire dalla prossima settimana con i test e sapere se sarà competitiva o meno, si è presentata bella come sempre, con sogni, speranze ed ambizioni di successo, con l’augurio che, questa volta, non restino ai tifosi di nuovo solo illusioni.

Il fiore all'occhiello di Salerno: il Liceo Classico "Torquato Tasso"

Il fiore all'occhiello di Salerno: il Liceo Classico "Torquato Tasso" http://www.salernonews24.com/cultura-urbana/il-fiore-allocchiello-di-salerno-il-liceo-classico-torquato-tasso/ Culturaurbana- di Daniele Magliano-

                               

 

 

Posizionato nella parte alta di Salerno, alle porte del popoloso quartiere Carmine, il Liceo “ Torquato Tasso ” rappresenta, assieme all’antistante Piazza San Francesco, un punto di riferimento per moltissimi cittadini, luogo di transito obbligato per chi viene dalla parte settentionale del Capoluogo, per addentrarci nel cuore del centro cittadino. Lo storico edificio vanta quasi 90 anni di esistenza. La sua storia ha inizio alla metà degli anni’20 quando, ancora sullo stesso territorio sorgeva un vecchio cimitero poi chiuso al culto, posizionato in prossimità del Convento della Santissima Immacolata e ben collegato grazie all’arteria di Via Due Principati ( il tutto evidenziato, ben in dettaglio, da una interessante Pianta della Città di Salerno risalente al 1912).

E’ questo il periodo dell’espansione della città ad oriente fino alla sponda occidentale del fiume Irno, quando il Piano Regolatore dell’epoca, il Donzelli- Cavaccini, prevedeva la realizzazione di viali alberati , piazze radiali, ville e giardini. Lo stesso però non fu mai rispettato ma assoggettato alle numerosissime varianti in corso d’opera.

Verso la metà degli anni ’20, il Preside del Liceo Ginnasio “ Torquato Tasso ”, le cui aule erano posizionate all’interno dell’antico Convitto Nazionale, chiese al Comune di Salerno la realizzazione di un nuovo e più ampio edificio scolastico da posizionarsi sulla spianata dell’ex Cimitero nei pressi di una delle tante piazze previste dal Piano Regolatore vigente. L’incarico del progetto fu affidato a due ingegneri : Michele e Luigi De Angelis che ipotizzarono un edificio quadrato, con corte centrale e un angolo smussato che affacciava su una piazza ottagonale, anch’essa mai realizzata. L’originaria ubicazione fu stravolta e l’edificio scolastico fu realizzato un pò più a monte proprio nei pressi del Convento dell’Immacolata. Sotto il Commissario Prefettizio Antonio Antonucci, fu concessa la direzione dei lavori agli stessi ingegneri De Angelis che sottoposero la struttura a ulteriori modifiche anche dal punto di vista strutturale : si realizzarono dei cordoli in cemento armato come ancoraggio tra i solai e la muratura con rinforzo degli stessi solai e i pilastri delle finestre trifore furono realizzati non più in tufo ma in mattoni.



L’edificio fu innalzato in poco meno di un anno sotto la direzione dell’Impresa Angrisani e il costo complessivo fu di lire 3.215.00,00. La sua inaugurazione risale al 28 Ottobre 1932 con la presenza del Sottosegretario alle Comunicazioni On. Lojacono, del Preside Giuseppe Zito e dei Direttori dei lavori Luigi e Michele De Angelis. L’anno scolastico 1933-34 dettò l’inizio della nuova sede liceale. L’architettura dell’edificio è caratterizzata da una sorta di monumentalità solenne che riflette la volontà del Regime Fascista.

 

A tal proposito, sfogliando un settimanale di allora “ Idea Fascista” del 6 Maggio 1933, ho ritrovato un articolo- documento storico relativo all’edifici : esso fu sede della II mostra d’Arte di Salerno e all’inaugurazione presero parte Umberto e Maria di Savoia, Principi di Piemonte.

                              

Sono riportate tre foto una dove i Principi escono dal Liceo, un’altra che ritrae gli stessi con le Autorità salernitane all’interno della Sala delle realizzazioni turistiche e l’ultima, la più grande, nella quale si vede la facciata principale del Liceo con una folla di salernitani incuriositi dalla visita dei Reali. In quest’ultima foto, molto interessante, si può ammirare l’ingresso scolastico, appena realizzato, con i tre archi sui quali poggia una grande balconata accompagnata da colonne con capitelli in stile corinzio che racchiudono finestre trifore. La struttura interna fu suddivisa in : piano terra da ampi corridoi e palestra, primo piano le aule e la biblioteca, al secondo l’Aula Magna, la biblioteca dei professori e altre aule, al terzo gabinetti di fisica e scienze naturali con l’aula per la storia dell’arte. Di particolare interesse risultano, infine, i medaglioni pittorici presenti nella bellissima Aula Magna firmati dal grande pittore Pasquale Avallone. Essi rappresentano personaggi che hanno fatto la storia di Salerno, da Torquato Tasso ad Antonio Genovesi accompagnatiti da ulteriori figure legate alla famosa Scuola Medica Salernitana.

La ricerca e la realizzazione delle fotografie è a cura dell' Arch. Daniele Magliano

Il fiore all'occhiello di Salerno: il Liceo Classico "Torquato Tasso"

Il fiore all'occhiello di Salerno: il Liceo Classico "Torquato Tasso" http://www.salernonews24.com/cultura-urbana/il-fiore-allocchiello-di-salerno-il-liceo-classico-torquato-tasso/ Culturaurbana- di Daniele Magliano-

                               

 

 

Posizionato nella parte alta di Salerno, alle porte del popoloso quartiere Carmine, il Liceo “ Torquato Tasso ” rappresenta, assieme all’antistante Piazza San Francesco, un punto di riferimento per moltissimi cittadini, luogo di transito obbligato per chi viene dalla parte settentionale del Capoluogo, per addentrarci nel cuore del centro cittadino. Lo storico edificio vanta quasi 90 anni di esistenza. La sua storia ha inizio alla metà degli anni’20 quando, ancora sullo stesso territorio sorgeva un vecchio cimitero poi chiuso al culto, posizionato in prossimità del Convento della Santissima Immacolata e ben collegato grazie all’arteria di Via Due Principati ( il tutto evidenziato, ben in dettaglio, da una interessante Pianta della Città di Salerno risalente al 1912).

E’ questo il periodo dell’espansione della città ad oriente fino alla sponda occidentale del fiume Irno, quando il Piano Regolatore dell’epoca, il Donzelli- Cavaccini, prevedeva la realizzazione di viali alberati , piazze radiali, ville e giardini. Lo stesso però non fu mai rispettato ma assoggettato alle numerosissime varianti in corso d’opera.

Verso la metà degli anni ’20, il Preside del Liceo Ginnasio “ Torquato Tasso ”, le cui aule erano posizionate all’interno dell’antico Convitto Nazionale, chiese al Comune di Salerno la realizzazione di un nuovo e più ampio edificio scolastico da posizionarsi sulla spianata dell’ex Cimitero nei pressi di una delle tante piazze previste dal Piano Regolatore vigente. L’incarico del progetto fu affidato a due ingegneri : Michele e Luigi De Angelis che ipotizzarono un edificio quadrato, con corte centrale e un angolo smussato che affacciava su una piazza ottagonale, anch’essa mai realizzata. L’originaria ubicazione fu stravolta e l’edificio scolastico fu realizzato un pò più a monte proprio nei pressi del Convento dell’Immacolata. Sotto il Commissario Prefettizio Antonio Antonucci, fu concessa la direzione dei lavori agli stessi ingegneri De Angelis che sottoposero la struttura a ulteriori modifiche anche dal punto di vista strutturale : si realizzarono dei cordoli in cemento armato come ancoraggio tra i solai e la muratura con rinforzo degli stessi solai e i pilastri delle finestre trifore furono realizzati non più in tufo ma in mattoni.



L’edificio fu innalzato in poco meno di un anno sotto la direzione dell’Impresa Angrisani e il costo complessivo fu di lire 3.215.00,00. La sua inaugurazione risale al 28 Ottobre 1932 con la presenza del Sottosegretario alle Comunicazioni On. Lojacono, del Preside Giuseppe Zito e dei Direttori dei lavori Luigi e Michele De Angelis. L’anno scolastico 1933-34 dettò l’inizio della nuova sede liceale. L’architettura dell’edificio è caratterizzata da una sorta di monumentalità solenne che riflette la volontà del Regime Fascista.

 

A tal proposito, sfogliando un settimanale di allora “ Idea Fascista” del 6 Maggio 1933, ho ritrovato un articolo- documento storico relativo all’edifici : esso fu sede della II mostra d’Arte di Salerno e all’inaugurazione presero parte Umberto e Maria di Savoia, Principi di Piemonte.

                              

Sono riportate tre foto una dove i Principi escono dal Liceo, un’altra che ritrae gli stessi con le Autorità salernitane all’interno della Sala delle realizzazioni turistiche e l’ultima, la più grande, nella quale si vede la facciata principale del Liceo con una folla di salernitani incuriositi dalla visita dei Reali. In quest’ultima foto, molto interessante, si può ammirare l’ingresso scolastico, appena realizzato, con i tre archi sui quali poggia una grande balconata accompagnata da colonne con capitelli in stile corinzio che racchiudono finestre trifore. La struttura interna fu suddivisa in : piano terra da ampi corridoi e palestra, primo piano le aule e la biblioteca, al secondo l’Aula Magna, la biblioteca dei professori e altre aule, al terzo gabinetti di fisica e scienze naturali con l’aula per la storia dell’arte. Di particolare interesse risultano, infine, i medaglioni pittorici presenti nella bellissima Aula Magna firmati dal grande pittore Pasquale Avallone. Essi rappresentano personaggi che hanno fatto la storia di Salerno, da Torquato Tasso ad Antonio Genovesi accompagnatiti da ulteriori figure legate alla famosa Scuola Medica Salernitana.

La ricerca e la realizzazione delle fotografie è a cura dell' Arch. Daniele Magliano

"Sogno e son Desto ...in viaggio": l'approdo felice di Massimo Ranieri in Sardegna

"Sogno e son Desto ...in viaggio": l'approdo felice di Massimo Ranieri in Sardegna http://www.salernonews24.com/cultura/sogno-e-son-desto-in-viaggio-lapprodo-felice-di-massimo-ranieri-in-sardegna/ Lo Scugnizzo di Santa Lucia continua ad incantare -dal nostro inviato Luigi Coppola-

Puntualmente esaurite in ogni ordine di posto, le tre tappe nell’isola per il ritorno di Massimo Ranieri.
Quando pensi che ti abbia raccontato tutta la sua luminosa vita, la straordinaria carriera avviata sin da ragazzino sugli scogli di Mergellina, cantato l’intero e vasto repertorio, recitato liriche alte di Strehler o Shakespeare, arrangiato l’avan spettacolo di Taranto, interpretato Murolo o Carosone; quando pensi di conoscere ogni suo passo o coreografia dopo averlo applaudito su tante ribalte, allora scopri una nuova emozione, un vezzo inedito che liberano nuove energie con l’avanzare del tempo.

I Grandi Interpreti della Scuola Napoletana non rivelano età. Così Massimo Ranieri, il “cantattore”, lo chansonnier italiano più noto al mondo. Lo scugnizzo del Pallonetto che – ricorda più volte – al prossimo maggio carezzerà le sessantotto primavere, chiude a Sassari, il mini tour sardo 2018.
Tre tappe (con Nuoro e Cagliari) inevitabilmente sold out, per Ranieri, di casa, ovvero in famiglia, nella sua suite sarda, grazie alla consolidata e puntuale collaborazione con l’associazione cagliaritana La Via del Collegio.
“Sogno e son Desto…In viaggio”, il titolo dello show, prosegue il percorso delle recenti produzioni nella cifra dei gran varietà prodotti dai migliori autori italiani. Ideato e scritto da Gualtiero Peirce e dallo stesso Ranieri che, appena apparso in ribalta salutato dal boato del pubblico, ricorda subito un altro grande autore e produttore, suo amico al pari di tanti suoi colleghi, Bibi Ballandi, mancato precocemente due giorni prima.

“Vent’anni” è il prologo di una serata che ha già premiato parterre, platea, loggioni. Il teatro comunale di Sassari solo in due occasioni si è visto stipato in tutti i posti, l’ultima fu nel 2014 con l’ultimo concerto sassarese dello stesso showman partenopeo.
“Volevo stare un po’ da solo per pensare e tu lo sai…” – intonate le prime note di “La voce del silenzio”, il pubblico è già rovente, parte l’altro show: tutti cantano con Massimo. Che per l’occasione impegna una linea più intima, quasi da camera, rispetto ad alcune precedenti versioni, accompagnato da corpi di balle e orchestre in rosa con innumerevoli cambi di scena o con una carrellata di tributi a tanti campioni della musica internazionale.

In questa tornata Ranieri dedica la sua prosa ai sognatori e ai profili più semplici e umili della nostra vita quotidiana. Lo fa da par suo, alternando i suoi cavalli di battaglia (“Rose rosse”, “La vestaglia”, “Perdere l’amore”, indimenticabile brano vincitore a Sanremo nel 1988, “Se bruciasse la città”, “Erba di casa mia”), con una fabula ammaliante che evoca i ricordi delle persone più care che lo hanno accompagnato nella sua vita. A cominciare dal papà, operaio Italsider che quando scopre il suo primo contratto milionario firmato per una campagna pubblicitaria con la Barilla, gli raccomanda di provvedere a una provvista di… pasta !

Non mancano gli omaggi ad alcuni grandi Maestri della canzone d’autore. Mimmo Modugno, Charles Aznavour come Nino Taranto e Renato Carosone. Interpretazioni rese uniche e preziose grazie al supporto orchestrale eccellente che comprende: Max Rosati alle chitarre, Flavio Mazzocchi, pianoforte e tastiera, Pierpaolo Ranieri al basso, Luca Trolli alla batteria, Donato Sensini sax e fiati e Stefano Indino alla fisarmonica. E’ proprio l’altro Ranieri presente sul palco che al contrabbasso con Flavio Mazzocchi avviano la seconda parte dello show con una prolungata jam session. Massimo disteso sulla coda del piano in un variopinto completo dalle calze pesca, introduce lo straordinario “Je so' pazzo” di Pino Daniele.
Con due musicisti inscena anche una gag su un giro vizioso di un improbabile credito da dieci euro tra amici di merende, metafora della più drammatica crisi bancaria che coinvolge migliaia di connazionali. Un modo quasi burlesco per agganciare uno spiraglio di piacere rispetto ai temi critici di una società troppo confusa.

Ranieri non sdogana la generazione due punto zero, dove smartphone e youtube ne rappresentano le appendici fisiche. Certamente prosegue a suo agio il solco tracciato dagli autori, padri del Novecento: Prezzolini, Di Giacomo, Edoardo, Totò. Il suo pubblico, fedele da sempre, è in prevalenza over cinquanta ma non sono poche le presenze più verdi con l’anagrafe. Al fianco di chi scrive, canta con rapita passione anche un’elegantissima signora poco più matura del suo beniamino, anch’ella reduce da importanti trascorsi canori nella scena nazionale.

E’ vicina la mezzanotte quando giunge il congedo che nessuno in sala accetta di buon grado. In oltre due ore di empatia e passione, lo Scugnizzo di Santa Lucia ha regalato abbracci veri nelle prime file in platea, ricevendo regali, oltre le immancabili rose rosse. Generoso, mai allo spasimo, spande ancora affetto e sudore. Non si è risparmiato nulla in un crescendo incontenibile, il pubblico prolunga l’ovazione pronto ad aspettarlo ancora.