mercoledì 1 maggio 2019
Domani all'Ordine dei Medici il convegno: "Anoressia, bulimia e disturbi da alimentazione incontrollata"
sergiodelvecchio
Cetara: Progetto Qualità, Festa della colatura, Premio Ezio Falcone
E’ stato presentato questa mattina nella Sala giunta della Provincia, in via Roma a Salerno, il Progetto integrato per la qualità del comparto turistico Qualità Cetara, alla presenza del sindaco Secondo Squizzato, dell’assessore alla Cultura Angela Speranza, e degli operatori economici del borgo marinaro. Obiettivo del progetto è la “qualità del comparto turistico a Cetara”. Promossa dal Comune di Cetara, in collaborazione con gli operatori del settore turistico operanti sul territorio, l’iniziativa mira a coinvolgere il più ampio numero di operatori appartenenti alle categorie che rappresentano il settore: albergatori, bed and breakfast, gestori di case per vacanze e affittacamere, ristoratori, bar, titolari di attività per charterismo nautico, proprietari di imbarcazioni per l’attività di pescaturismo, gestori di servizi di portualità turistica. “L’approccio sistematico alla gestione del fenomeno turistico è la scelta strategica da fare, non iniziative casuali ma ipotesi di progetto con azioni che concorrono all’obiettivo. La rete turistica obbedisce alla logica dei distretti turistici, noi facciamo un mini-distretto con un collegamento pubblico-privato che è la scelta vincente per il territorio. E’ una esperienza che vogliamo fare per concorrere, insieme a chi fa l’offerta turistica, allo sviluppo locale. Se non si opera insieme, se non si pianificano le scelte, non c’è crescita. Agli operatori economici che aderiranno al progetto qualità, potremmo offrire anche uno sconto del 10% sulla Tosap”, ha dichiarato il sindaco di Cetara, Secondo Squizzato. Per raggiungere gli obiettivi del progetto Qualità Cetara è stato anche siglato un protocollo d’intesa con l’Università degli studi di Salerno, dipartimento di Scienze Politiche, Sociali e della Comunicazione.
Nel corso della presentazione è stato illustrato anche il nuovo logo turistico di Cetara, frutto di un concorso nazionale che ha visto vincitrice l’architetto di origine argentina Antonia Mage. “Il logo sintetizza e comunica i valori che sono associati al nostro territorio. Il suo corretto utilizzo contribuisce a rafforzare la visibilità e la riconoscibilità del marchio, innescando un reciproco trasferimento di valori fra territorio e soggetto utilizzatore. Comunicare anche attraverso l’uso del logo fa parte di un sistema che porta maggiore visibilità al singolo come a tutto il territorio, è un circolo virtuoso in cui i soggetti si promuovono a vicenda”, ha affermato l’assessore alla Cultura, Angela Speranza, prima di illustrare la mappa turistica di Cetara – in versione tascabile - e l’inizio delle manifestazioni natalizie con la “Festa della colatura”.
La “Festa” è arricchita dalla quarta edizione del premio “Ezio Falcone”, dedicato al compianto storico enogastronomico della Costiera amalfitana. Ai fornelli si sfideranno appassionati e conoscitori delle tradizioni marinare e della colatura di alici: food blogger, giornalisti esperti di gastronomia e le massaie cetaresi, naturali depositarie delle autentiche ricette locali. Il termine per l’iscrizione è l’8 dicembre.
Addetto stampa:
Claudia Bonasi
tel. +39 089 761171
fax +39 089 9849397
mobile +39 340 8677002
claudia@puracultura.it
Manduria: la ferocia dei ragazzi, la vergogna del silenzio
Alla fine hanno raggiunto l'obiettivo: Antonio Cosimo Stano è morto il 23 Aprile nel reparto di rianimazione dell'ospedale di Manduria, dopo essere stato pestato, torturato, deriso, vilipeso, vessato, accerchiato, colpito con calci, pugni, sputi da un gruppo di ragazzi, 6 minori di 17 anni e due maggiorenni di 19 e 22, fermati poi dalla Polizia per i reati di tortura, danneggiamento, violazione di domicilio, sequestro di persona.
Antonio Cosimo Stano, aveva 65 anni e viveva a Manduria, in via San Gregorio Magno, una zona certo non isolata. Era pensionato, ex dipendente dell'Arsenale militare e da un po'soffriva di un disagio psichico che lo rendeva incapace di reagire, di difendersi. E non c'è cosa più facile che aggredire chi è indifeso. Così Antonio è diventato il bersaglio preferito di un gruppo di scellerati, si, perché l'ultimo raid non era neanche il primo. Il 6 aprile era stato ritrovato in casa, dopo una segnalazione, legato ad una sedia, da cui, probabilmente, non si muoveva da giorni. Aggredito, rapinato, bullizzato. Si è vociferato che fosse bersaglio dei suoi aguzzini addirittura dal 2012. Quindi, volendo, si potevano fare segnalazioni; in fondo, cosa c'è di più giusto e naturale del segnalare atti di violenza alle Forze dell'Ordine ?
Picchiato fino a farlo morire.
Non si riesce a guardare il video realizzato dalla banda di "orfanelli", come si facevano chiamare, girato mentre aggredivano Antonio. Tutto ripreso: la rabbia, la violenza, i calci, gli sputi. Non si riesce a capirne la ferocia, perché di ferocia si tratta. "Polizia, carabinieri..." ripete Antonio, cercando disperatamente aiuto. Nessuno che si sia preoccupato di tendergli una mano, nessuno che abbia allertato le forze dell'ordine, nessuno che l'abbia protetto, difeso, né nel passato né durante l'ultima aggressione. Le riprese della follia, son passate di cellulare in cellulare, materiale che hanno riempito le chat di WhatsApp di mezza Manduria. Il web è diventato strumento di diffusione delle proprie nefandezze. Quindi a Manduria si era al corrente di ciò che accadeva, perché nessuno ha fatto niente?
Gridava aiuto la sera che è stato barbaramente aggredito. Davvero nessuno ha sentito?
Tre tragedie nella tragedia: Antonio è morto. Questo è un fatto di cronaca difficile anche da raccontare. Attorno a questa realtà c'è la solitudine in cui l'uomo viveva, viviamo dunque in una società che isola i più deboli fino a dimenticarli. La seconda dura realtà è che esistono soggetti, anime nere, che, invece di pensare a studiare per costruire un domani o a divertirsi in modo sano con gli amici, preferiscono mostrare la loro ferocia, fino ad uccidere. E poi ci sono i cittadini di un paese che fingono ignorare il dolore altrui, il bisogno d'aiuto altrui. Un mondo disumanizzato. Qui abbiamo perso tutti, cittadini e istituzioni, ha perso l'amore, la vita, la solidarietà, l'empatia. Si spera solo che la Giustizia Italiana non continui a deludere, che abbia il coraggio di punire, poi di rieducare.
Innanzi alla casa di Antonio, nei giorni scorsi, sono stati posti due mazzi di fiori e un cero: troppo poco per pulire le coscienze e soprattutto troppo tardi per tutti.
Manduria: la ferocia dei ragazzi, la vergogna del silenzio
Alla fine hanno raggiunto l'obiettivo: Antonio Cosimo Stano è morto il 23 Aprile nel reparto di rianimazione dell'ospedale di Manduria, dopo essere stato pestato, torturato, deriso, vilipeso, vessato, accerchiato, colpito con calci, pugni, sputi da un gruppo di ragazzi, 6 minori di 17 anni e due maggiorenni di 19 e 22, fermati poi dalla Polizia per i reati di tortura, danneggiamento, violazione di domicilio, sequestro di persona.
Antonio Cosimo Stano, aveva 65 anni e viveva a Manduria, in via San Gregorio Magno, una zona certo non isolata. Era pensionato, ex dipendente dell'Arsenale militare e da un po'soffriva di un disagio psichico che lo rendeva incapace di reagire, di difendersi. E non c'è cosa più facile che aggredire chi è indifeso. Così Antonio è diventato il bersaglio preferito di un gruppo di scellerati, si, perché l'ultimo raid non era neanche il primo. Il 6 aprile era stato ritrovato in casa, dopo una segnalazione, legato ad una sedia, da cui, probabilmente, non si muoveva da giorni. Aggredito, rapinato, bullizzato. Si è vociferato che fosse bersaglio dei suoi aguzzini addirittura dal 2012. Quindi, volendo, si potevano fare segnalazioni; in fondo, cosa c'è di più giusto e naturale del segnalare atti di violenza alle Forze dell'Ordine ?
Picchiato fino a farlo morire.
Non si riesce a guardare il video realizzato dalla banda di "orfanelli", come si facevano chiamare, girato mentre aggredivano Antonio. Tutto ripreso: la rabbia, la violenza, i calci, gli sputi. Non si riesce a capirne la ferocia, perché di ferocia si tratta. "Polizia, carabinieri..." ripete Antonio, cercando disperatamente aiuto. Nessuno che si sia preoccupato di tendergli una mano, nessuno che abbia allertato le forze dell'ordine, nessuno che l'abbia protetto, difeso, né nel passato né durante l'ultima aggressione. Le riprese della follia, son passate di cellulare in cellulare, materiale che hanno riempito le chat di WhatsApp di mezza Manduria. Il web è diventato strumento di diffusione delle proprie nefandezze. Quindi a Manduria si era al corrente di ciò che accadeva, perché nessuno ha fatto niente?
Gridava aiuto la sera che è stato barbaramente aggredito. Davvero nessuno ha sentito?
Tre tragedie nella tragedia: Antonio è morto. Questo è un fatto di cronaca difficile anche da raccontare. Attorno a questa realtà c'è la solitudine in cui l'uomo viveva, viviamo dunque in una società che isola i più deboli fino a dimenticarli. La seconda dura realtà è che esistono soggetti, anime nere, che, invece di pensare a studiare per costruire un domani o a divertirsi in modo sano con gli amici, preferiscono mostrare la loro ferocia, fino ad uccidere. E poi ci sono i cittadini di un paese che fingono ignorare il dolore altrui, il bisogno d'aiuto altrui. Un mondo disumanizzato. Qui abbiamo perso tutti, cittadini e istituzioni, ha perso l'amore, la vita, la solidarietà, l'empatia. Si spera solo che la Giustizia Italiana non continui a deludere, che abbia il coraggio di punire, poi di rieducare.
Innanzi alla casa di Antonio, nei giorni scorsi, sono stati posti due mazzi di fiori e un cero: troppo poco per pulire le coscienze e soprattutto troppo tardi per tutti.
Manduria: la ferocia dei ragazzi, la vergogna del silenzio
Alla fine hanno raggiunto l'obiettivo: Antonio Cosimo Stano è morto il 23 Aprile nel reparto di rianimazione dell'ospedale di Manduria, dopo essere stato pestato, torturato, deriso, vilipeso, vessato, accerchiato, colpito con calci, pugni, sputi da un gruppo di ragazzi, 6 minori di 17 anni e due maggiorenni di 19 e 22, fermati poi dalla Polizia per i reati di tortura, danneggiamento, violazione di domicilio, sequestro di persona.
Antonio Cosimo Stano, aveva 65 anni e viveva a Manduria, in via San Gregorio Magno, una zona certo non isolata. Era pensionato, ex dipendente dell'Arsenale militare e da un po'soffriva di un disagio psichico che lo rendeva incapace di reagire, di difendersi. E non c'è cosa più facile che aggredire chi è indifeso. Così Antonio è diventato il bersaglio preferito di un gruppo di scellerati, si, perché l'ultimo raid non era neanche il primo. Il 6 aprile era stato ritrovato in casa, dopo una segnalazione, legato ad una sedia, da cui, probabilmente, non si muoveva da giorni. Aggredito, rapinato, bullizzato. Si è vociferato che fosse bersaglio dei suoi aguzzini addirittura dal 2012. Quindi, volendo, si potevano fare segnalazioni; in fondo, cosa c'è di più giusto e naturale del segnalare atti di violenza alle Forze dell'Ordine ?
Picchiato fino a farlo morire.
Non si riesce a guardare il video realizzato dalla banda di "orfanelli", come si facevano chiamare, girato mentre aggredivano Antonio. Tutto ripreso: la rabbia, la violenza, i calci, gli sputi. Non si riesce a capirne la ferocia, perché di ferocia si tratta. "Polizia, carabinieri..." ripete Antonio, cercando disperatamente aiuto. Nessuno che si sia preoccupato di tendergli una mano, nessuno che abbia allertato le forze dell'ordine, nessuno che l'abbia protetto, difeso, né nel passato né durante l'ultima aggressione. Le riprese della follia, son passate di cellulare in cellulare, materiale che hanno riempito le chat di WhatsApp di mezza Manduria. Il web è diventato strumento di diffusione delle proprie nefandezze. Quindi a Manduria si era al corrente di ciò che accadeva, perché nessuno ha fatto niente?
Gridava aiuto la sera che è stato barbaramente aggredito. Davvero nessuno ha sentito?
Tre tragedie nella tragedia: Antonio è morto. Questo è un fatto di cronaca difficile anche da raccontare. Attorno a questa realtà c'è la solitudine in cui l'uomo viveva, viviamo dunque in una società che isola i più deboli fino a dimenticarli. La seconda dura realtà è che esistono soggetti, anime nere, che, invece di pensare a studiare per costruire un domani o a divertirsi in modo sano con gli amici, preferiscono mostrare la loro ferocia, fino ad uccidere. E poi ci sono i cittadini di un paese che fingono ignorare il dolore altrui, il bisogno d'aiuto altrui. Un mondo disumanizzato. Qui abbiamo perso tutti, cittadini e istituzioni, ha perso l'amore, la vita, la solidarietà, l'empatia. Si spera solo che la Giustizia Italiana non continui a deludere, che abbia il coraggio di punire, poi di rieducare.
Innanzi alla casa di Antonio, nei giorni scorsi, sono stati posti due mazzi di fiori e un cero: troppo poco per pulire le coscienze e soprattutto troppo tardi per tutti.
Manduria: la ferocia dei ragazzi, la vergogna del silenzio
Alla fine hanno raggiunto l'obiettivo: Antonio Cosimo Stano è morto il 23 Aprile nel reparto di rianimazione dell'ospedale di Manduria, dopo essere stato pestato, torturato, deriso, vilipeso, vessato, accerchiato, colpito con calci, pugni, sputi da un gruppo di ragazzi, 6 minori di 17 anni e due maggiorenni di 19 e 22, fermati poi dalla Polizia per i reati di tortura, danneggiamento, violazione di domicilio, sequestro di persona.
Antonio Cosimo Stano, aveva 65 anni e viveva a Manduria, in via San Gregorio Magno, una zona certo non isolata. Era pensionato, ex dipendente dell'Arsenale militare e da un po'soffriva di un disagio psichico che lo rendeva incapace di reagire, di difendersi. E non c'è cosa più facile che aggredire chi è indifeso. Così Antonio è diventato il bersaglio preferito di un gruppo di scellerati, si, perché l'ultimo raid non era neanche il primo. Il 6 aprile era stato ritrovato in casa, dopo una segnalazione, legato ad una sedia, da cui, probabilmente, non si muoveva da giorni. Aggredito, rapinato, bullizzato. Si è vociferato che fosse bersaglio dei suoi aguzzini addirittura dal 2012. Quindi, volendo, si potevano fare segnalazioni; in fondo, cosa c'è di più giusto e naturale del segnalare atti di violenza alle Forze dell'Ordine ?
Picchiato fino a farlo morire.
Non si riesce a guardare il video realizzato dalla banda di "orfanelli", come si facevano chiamare, girato mentre aggredivano Antonio. Tutto ripreso: la rabbia, la violenza, i calci, gli sputi. Non si riesce a capirne la ferocia, perché di ferocia si tratta. "Polizia, carabinieri..." ripete Antonio, cercando disperatamente aiuto. Nessuno che si sia preoccupato di tendergli una mano, nessuno che abbia allertato le forze dell'ordine, nessuno che l'abbia protetto, difeso, né nel passato né durante l'ultima aggressione. Le riprese della follia, son passate di cellulare in cellulare, materiale che hanno riempito le chat di WhatsApp di mezza Manduria. Il web è diventato strumento di diffusione delle proprie nefandezze. Quindi a Manduria si era al corrente di ciò che accadeva, perché nessuno ha fatto niente?
Gridava aiuto la sera che è stato barbaramente aggredito. Davvero nessuno ha sentito?
Tre tragedie nella tragedia: Antonio è morto. Questo è un fatto di cronaca difficile anche da raccontare. Attorno a questa realtà c'è la solitudine in cui l'uomo viveva, viviamo dunque in una società che isola i più deboli fino a dimenticarli. La seconda dura realtà è che esistono soggetti, anime nere, che, invece di pensare a studiare per costruire un domani o a divertirsi in modo sano con gli amici, preferiscono mostrare la loro ferocia, fino ad uccidere. E poi ci sono i cittadini di un paese che fingono ignorare il dolore altrui, il bisogno d'aiuto altrui. Un mondo disumanizzato. Qui abbiamo perso tutti, cittadini e istituzioni, ha perso l'amore, la vita, la solidarietà, l'empatia. Si spera solo che la Giustizia Italiana non continui a deludere, che abbia il coraggio di punire, poi di rieducare.
Innanzi alla casa di Antonio, nei giorni scorsi, sono stati posti due mazzi di fiori e un cero: troppo poco per pulire le coscienze e soprattutto troppo tardi per tutti.
Ad Angela Borghesi Premio Elsa Morante 2019, sez "Morantiana"
La giuria tecnica del Premio Elsa Morante, presieduta da Dacia Maraini e composta da Silvia Calandrelli, Francesco Cevasco, Vincenzo Colimoro, Roberto Faenza, Luigi Mascheroni, David Morante, Paolo Ruffini, Maurizio Costanzo, Monica Maggioni, Gianna Nannini, Tjuna Notarbartolo, Teresa Triscari, ha scelto il vincitore della sezione “Morantiana”, destinata agli studiosi, critici, saggisti che si occupano, specificamente di Elsa Morante.Vince la sezione “Morantiana” 2019, Angela Borghesi con “L'anno della Storia 1974 -1975”, il dibattito politico e culturale sul romanzo di Elsa Morante. Cronaca e antologia della critica. Pubblicato dalla Quodlibet.
Il libro è un lavoro poderoso ed accurato dedicato alle reazioni di critici, giornalisti, intellettuali scatenatesi tra il 1974 e il 1975, su quello che è stato il più controverso dei romanzi morantiani, “La Storia” per l'appunto. Un saggio che è anche una radiografia dell'Italia dell'epoca e delle visioni e divisioni provocate, a diverso titolo, da un romanzo così denso, impegnato, amatissimo dal pubblico e, per questo, capace di suscitare non poche invidie e moltissime passioni in varie direzioni.
Angela Borghesi riceverà il Premio Elsa Morante il prossimo 15 maggio alle ore 10,30, presso l’Auditorium della Rai di Napoli, insieme ai vincitori del Premio Elsa Morante Ragazzi: Michela Murgia (Salani), Carlo Rovelli (Corriere della Sera) e Sofia Viscardi (Mondadori), al vincitore della sezione dedicata agli attori, Marco Bonini, e ai vincitori delle altre sezioni che la giuria continuerà ad annunciare nei prossimi giorni.
Il Premio Elsa Morante, testata dell'Associazione Culturale Premio Elsa Morante onlus, è coordinato da Iki Notarbartolo, e Gilda Notarbartolo ne dirige la comunicazione, ed è realizzato insieme ad un Comitato Organizzatore presieduto da Antonio Parlati, vicedirettore del Centro Produzione Rai di Napoli diretto da Francesco Pinto. La manifestazione culturale è patrocinata dalla Rai, ha la media partnership di Rai Cultura e la collaborazione della sede Rai di Napoli.
Ad Angela Borghesi Premio Elsa Morante 2019, sez "Morantiana"
La giuria tecnica del Premio Elsa Morante, presieduta da Dacia Maraini e composta da Silvia Calandrelli, Francesco Cevasco, Vincenzo Colimoro, Roberto Faenza, Luigi Mascheroni, David Morante, Paolo Ruffini, Maurizio Costanzo, Monica Maggioni, Gianna Nannini, Tjuna Notarbartolo, Teresa Triscari, ha scelto il vincitore della sezione “Morantiana”, destinata agli studiosi, critici, saggisti che si occupano, specificamente di Elsa Morante.Vince la sezione “Morantiana” 2019, Angela Borghesi con “L'anno della Storia 1974 -1975”, il dibattito politico e culturale sul romanzo di Elsa Morante. Cronaca e antologia della critica. Pubblicato dalla Quodlibet.
Il libro è un lavoro poderoso ed accurato dedicato alle reazioni di critici, giornalisti, intellettuali scatenatesi tra il 1974 e il 1975, su quello che è stato il più controverso dei romanzi morantiani, “La Storia” per l'appunto. Un saggio che è anche una radiografia dell'Italia dell'epoca e delle visioni e divisioni provocate, a diverso titolo, da un romanzo così denso, impegnato, amatissimo dal pubblico e, per questo, capace di suscitare non poche invidie e moltissime passioni in varie direzioni.
Angela Borghesi riceverà il Premio Elsa Morante il prossimo 15 maggio alle ore 10,30, presso l’Auditorium della Rai di Napoli, insieme ai vincitori del Premio Elsa Morante Ragazzi: Michela Murgia (Salani), Carlo Rovelli (Corriere della Sera) e Sofia Viscardi (Mondadori), al vincitore della sezione dedicata agli attori, Marco Bonini, e ai vincitori delle altre sezioni che la giuria continuerà ad annunciare nei prossimi giorni.
Il Premio Elsa Morante, testata dell'Associazione Culturale Premio Elsa Morante onlus, è coordinato da Iki Notarbartolo, e Gilda Notarbartolo ne dirige la comunicazione, ed è realizzato insieme ad un Comitato Organizzatore presieduto da Antonio Parlati, vicedirettore del Centro Produzione Rai di Napoli diretto da Francesco Pinto. La manifestazione culturale è patrocinata dalla Rai, ha la media partnership di Rai Cultura e la collaborazione della sede Rai di Napoli.
UNISA: Addio a Mario Alberto Pavone, ordinario di Storia dell'Arte
Si sono tenuti oggi 1 maggio, presso la Chiesa di Santa Lucia, i funerali del Professore Mario Alberto Pavone, Ordinario di Storia dell'Arte Moderna presso il Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale dell'Università degli Studi di Salerno.
"Mario Alberto Pavone è stato uno studioso eccellente dell’arte meridionale del Seicento e del Settecento, con apporti decisivi sulla pittura barocca della Campania, tra Francesco Guarino e gli allievi della scuola di Solimena; al tempo stesso, è stato un docente molto caro agli studenti, nei confronti dei quali ha costantemente operato con dedizione, disponibilità e intelligenza. A lui vada la gratitudine e il ricordo della comunità dell’Ateneo", queste le parole del Magnifico Rettore dell'Ateneo di Salerno Aurelio Tommasetti per un lutto che coinvolge i familiari, i colleghi e la vasta schiera dei suoi studenti che hanno avuto la fortuna di conoscerlo. Come sua allieva ne ho apprezzato la cultura, la preparazione, la passione e la sua grande umanità.
UNISA: Addio a Mario Alberto Pavone, ordinario di Storia dell'Arte
Si sono tenuti oggi 1 maggio, presso la Chiesa di Santa Lucia, i funerali del Professore Mario Alberto Pavone, Ordinario di Storia dell'Arte Moderna presso il Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale dell'Università degli Studi di Salerno.
"Mario Alberto Pavone è stato uno studioso eccellente dell’arte meridionale del Seicento e del Settecento, con apporti decisivi sulla pittura barocca della Campania, tra Francesco Guarino e gli allievi della scuola di Solimena; al tempo stesso, è stato un docente molto caro agli studenti, nei confronti dei quali ha costantemente operato con dedizione, disponibilità e intelligenza. A lui vada la gratitudine e il ricordo della comunità dell’Ateneo", queste le parole del Magnifico Rettore dell'Ateneo di Salerno Aurelio Tommasetti per un lutto che coinvolge i familiari, i colleghi e la vasta schiera dei suoi studenti che hanno avuto la fortuna di conoscerlo. Come sua allieva ne ho apprezzato la cultura, la preparazione, la passione e la sua grande umanità.
UNISA: Addio a Mario Alberto Pavone, ordinario di Storia dell'Arte
Si sono tenuti oggi 1 maggio, presso la Chiesa di Santa Lucia, i funerali del Professore Mario Alberto Pavone, Ordinario di Storia dell'Arte Moderna presso il Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale dell'Università degli Studi di Salerno.
"Mario Alberto Pavone è stato uno studioso eccellente dell’arte meridionale del Seicento e del Settecento, con apporti decisivi sulla pittura barocca della Campania, tra Francesco Guarino e gli allievi della scuola di Solimena; al tempo stesso, è stato un docente molto caro agli studenti, nei confronti dei quali ha costantemente operato con dedizione, disponibilità e intelligenza. A lui vada la gratitudine e il ricordo della comunità dell’Ateneo", queste le parole del Magnifico Rettore dell'Ateneo di Salerno Aurelio Tommasetti per un lutto che coinvolge i familiari, i colleghi e la vasta schiera dei suoi studenti che hanno avuto la fortuna di conoscerlo. Come sua allieva ne ho apprezzato la cultura, la preparazione, la passione e la sua grande umanità.
UNISA: Addio a Mario Alberto Pavone, ordinario di Storia dell'Arte
"Mario Alberto Pavone è stato uno studioso eccellente dell’arte meridionale del Seicento e del Settecento, con apporti decisivi sulla pittura barocca della Campania, tra Francesco Guarino e gli allievi della scuola di Solimena; al tempo stesso, è stato un docente molto caro agli studenti, nei confronti dei quali ha costantemente operato con dedizione, disponibilità e intelligenza. A lui vada la gratitudine e il ricordo della comunità dell’Ateneo", queste le parole del Magnifico Rettore dell'Ateneo di Salerno Aurelio Tommasetti per un lutto che coinvolge i familiari, i colleghi e la vasta schiera dei suoi studenti che hanno avuto la fortuna di conoscerlo. Come sua allieva ne ho apprezzato la cultura, la preparazione, la passione e la sua grande umanità.
Studentessa di Fisciano si taglia la gola, grave al Ruggi
Pochi attimi, un gesto disperato e la vita cambia. E' ricoverata presso il "Ruggi d'Aragona", presso il reparto di Rianimazione la 25enne, studentessa in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Salerno che oggi ha tentato di suicidarsi accoltellandosi tre volte, due volte all'addome ed una volta alla gola. Le sue condizioni sono ancora gravi.
Tanta l'incredulità, tanta la rabbia, per non aver capito forse un bisogno d'aiuto. Secondo le prime indagini potrebbero esserci motivi di depressione alla base del gesto disperato.
Taglio del nastro per il Festival letterario #NoceraLegge
Incontri con autori, laboratori per ragazzi, proiezioni di film, spettacoli teatrali e musical. Dal 2 al 5 maggio Nocera Inferiore diventerà la protagonista della scena culturale del territorio salernitano con la prima edizione del festival letterario “#NoceraLegge”, organizzato dal gruppo “Ubik Librerie” di Nocera Inferiore e dall’associazione culturale “Eventi unici – Arte e Cultura”, con il patrocinio del Comune di Nocera Inferiore. Due le location in cui si svolgeranno gli appuntamenti: Piazzetta Petrosini e la storica Corte del Comune di Nocera Inferiore. La rassegna è stata pensata come occasione per mettere a confronto diversi linguaggi culturali: dalla saggistica al pop, passando attraverso le contaminazioni tra musica, teatro e letteratura. Farà da corollario al festival una mostra d’arte, allestita – in collaborazione con il Centro di arte e cultura “La Sfinge” – nella Corte Comunale (Piazza Diaz), che potrà essere visitata dal venerdì alla domenica, dalle ore 9 alle ore 20.
Il programma è stato presentato stamani, nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta al Comune di Nocera Inferiore.
“NoceraLegge nasce per promuovere la cultura ad ampio raggio – ha spiegato Vincenzo Grimaldi, direttore artistico del Festival, durante la conferenza – In una realtà come quella di oggi, spesso enigmatica e stratificata, i libri fungono ancora da bussola in grado di orientare i lettori a comprendere il mondo in cui sono immersi. Gli scrittori e le loro storie sono un bene da valorizzare. Questo è l’inizio di un percorso che speriamo cresca nel tempo”.
A fargli eco Renato Guerritore, presidente della Commissione Cultura del Comune di Nocera Inferiore. “Siamo felici di aver sponsorizzato un festival su cui puntiamo perché la cultura è un momento di crescita soprattutto per le giovani generazioni – ha detto Guerritore – La presenza di autori conosciuti sarà, sicuramente, un’attrattiva per giovani ed appassionati”. Del premio destinato agli studenti delle scuole superiori ha, invece, parlato Rita Citarella, responsabile di “Eventi Unici – Arte e Cultura”, che ha sottolineato: “Il bando partirà in concomitanza con l’inizio del festival e sarà visionabile sul sito”. A margine della conferenza anche l’assessore alla Cultura di Nocera Inferiore Federica Fortino ha puntato i riflettori sulla valenza del festival “che segna un ulteriore passo lungo un percorso di crescita dell’offerta culturale della città”.
Premi – Nell’ambito della prima edizione del festival verrà consegnato il Premio “#NoceraLegge”, assegnato al noto scrittore Antonio Lanzetta. Previsto, poi, il Premio “#NoceraLegge Experience” rivolto ai giovani studenti che sono invitati a partecipare ad un concorso letterario inviando un racconto breve sul tema: “La Città di domani”. Quest’ultima iniziativa avrà come punto di partenza l’inizio del festival e terminerà il prossimo 30 settembre. Una giuria, composta da esperti del settore, sceglierà i vincitori che vedranno pubblicato il loro racconto in un’antologia da presentare a dicembre 2019.
Taglio del nastro per il Festival letterario #NoceraLegge
Incontri con autori, laboratori per ragazzi, proiezioni di film, spettacoli teatrali e musical. Dal 2 al 5 maggio Nocera Inferiore diventerà la protagonista della scena culturale del territorio salernitano con la prima edizione del festival letterario “#NoceraLegge”, organizzato dal gruppo “Ubik Librerie” di Nocera Inferiore e dall’associazione culturale “Eventi unici – Arte e Cultura”, con il patrocinio del Comune di Nocera Inferiore. Due le location in cui si svolgeranno gli appuntamenti: Piazzetta Petrosini e la storica Corte del Comune di Nocera Inferiore. La rassegna è stata pensata come occasione per mettere a confronto diversi linguaggi culturali: dalla saggistica al pop, passando attraverso le contaminazioni tra musica, teatro e letteratura. Farà da corollario al festival una mostra d’arte, allestita – in collaborazione con il Centro di arte e cultura “La Sfinge” – nella Corte Comunale (Piazza Diaz), che potrà essere visitata dal venerdì alla domenica, dalle ore 9 alle ore 20.
Il programma è stato presentato stamani, nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta al Comune di Nocera Inferiore.
“NoceraLegge nasce per promuovere la cultura ad ampio raggio – ha spiegato Vincenzo Grimaldi, direttore artistico del Festival, durante la conferenza – In una realtà come quella di oggi, spesso enigmatica e stratificata, i libri fungono ancora da bussola in grado di orientare i lettori a comprendere il mondo in cui sono immersi. Gli scrittori e le loro storie sono un bene da valorizzare. Questo è l’inizio di un percorso che speriamo cresca nel tempo”.
A fargli eco Renato Guerritore, presidente della Commissione Cultura del Comune di Nocera Inferiore. “Siamo felici di aver sponsorizzato un festival su cui puntiamo perché la cultura è un momento di crescita soprattutto per le giovani generazioni – ha detto Guerritore – La presenza di autori conosciuti sarà, sicuramente, un’attrattiva per giovani ed appassionati”. Del premio destinato agli studenti delle scuole superiori ha, invece, parlato Rita Citarella, responsabile di “Eventi Unici – Arte e Cultura”, che ha sottolineato: “Il bando partirà in concomitanza con l’inizio del festival e sarà visionabile sul sito”. A margine della conferenza anche l’assessore alla Cultura di Nocera Inferiore Federica Fortino ha puntato i riflettori sulla valenza del festival “che segna un ulteriore passo lungo un percorso di crescita dell’offerta culturale della città”.
Premi – Nell’ambito della prima edizione del festival verrà consegnato il Premio “#NoceraLegge”, assegnato al noto scrittore Antonio Lanzetta. Previsto, poi, il Premio “#NoceraLegge Experience” rivolto ai giovani studenti che sono invitati a partecipare ad un concorso letterario inviando un racconto breve sul tema: “La Città di domani”. Quest’ultima iniziativa avrà come punto di partenza l’inizio del festival e terminerà il prossimo 30 settembre. Una giuria, composta da esperti del settore, sceglierà i vincitori che vedranno pubblicato il loro racconto in un’antologia da presentare a dicembre 2019.
1 Maggio: dalle esecuzioni di Chicago al concerto in Piazza San Giovanni Laterano
Si celebra oggi per non dimenticare tutte le lotte affrontate per affermare i diritti dei lavoratori: è la Festa dei Lavoratori, una festa sentita e voluta che affonda le sue radici in un periodo storico di grandi manifestazioni per i diritti degli operai delle fabbriche guidate dall'Associazione dell'Ordine dei Cavalieri del Lavoro americani, i Knights of Labor.
Furono diecimila i partecipanti alla manifestazione del 1 maggio 1867 per festeggiare l'entrata in vigore dell otto ore lavorative approvata l'anno precedente a Chicago, nell'Illinois. La conquista dell otto ore lavorative si espanse anche in Europa dove fu organizzata a Ginevra la "Prima Internazionale", il più grande congresso internazionale organizzato dall'Associazione Internazionale dei lavoratori.
1 Maggio: dalle esecuzioni di Chicago al concerto in Piazza San Giovanni Laterano
Si celebra oggi per non dimenticare tutte le lotte affrontate per affermare i diritti dei lavoratori: è la Festa dei Lavoratori, una festa sentita e voluta che affonda le sue radici in un periodo storico di grandi manifestazioni per i diritti degli operai delle fabbriche guidate dall'Associazione dell'Ordine dei Cavalieri del Lavoro americani, i Knights of Labor.
Furono diecimila i partecipanti alla manifestazione del 1 maggio 1867 per festeggiare l'entrata in vigore dell otto ore lavorative approvata l'anno precedente a Chicago, nell'Illinois. La conquista dell otto ore lavorative si espanse anche in Europa dove fu organizzata a Ginevra la "Prima Internazionale", il più grande congresso internazionale organizzato dall'Associazione Internazionale dei lavoratori.
Torna Salerno in Flora
Torna dal 3 al 5 maggio, al parco Pinocchio, Salerno in Flora, quinta Mostra Mercato di vivaismo e biodiversità, promossa da Coldiretti, dal Comune di Salerno in collaborazione con Salerno Solidale. Nella tre giorni di manifestazione, i visitatori potranno acquistare prodotti biologici a chilometro zero presso gli stand mercato di Campagna Amica, partecipare a laboratori di orto da balcone, incontrare i vivaisti, scoprire la straordinaria biodiversità che caratterizza il territorio salernitano. Tra le novità di questa edizione, il Contadino Gio - “personal trainer” dell’orto - che farà conoscere il mondo rurale, le produzioni del territorio, la stagionalità e il rispetto dell’ambiente attraverso un breve corso che consente di coltivare erbe aromatiche e ortaggi in modo 100% biologico direttamente sul balcone di casa. Nella giornata di apertura del 3 maggio, i bambini della vicina scuola Medaglie d'Oro daranno libero spazio alla fantasia dipingendo su una enorme tela piante e fiori per creare una suggestiva opera d'arte en plein air. E ancora, laboratori e animazione per i più piccoli, spettacoli musicali e un evento dedicato ai pensionati con la santa messa e la pizza a Km0 al Parco Pinocchio.
"Salerno si conferma città di grandi eventi - ha sottolineato l'assessore al commercio Dario Loffredo - dopo la fiera del Crocifisso Ritrovato avremo un nuovo grande appuntamento per la nostra città, che continua a richiamare migliaia di turisti grazie alla qualità dell'offerta e della proposta culturale. Salerno in Flora rappresenta uno dei tasselli strategici di questo fitto calendario di appuntamenti che caratterizza la primavera salernitana". "Salvaguardia dell’ambiente e del paesaggio, recupero delle tradizioni, qualità della vita e del cibo, sviluppo sostenibile sono temi centrali oggi per il rilancio dei territori - ha spiegato il vicedirettore di Coldiretti Salerno Enzo Galdi - Salerno in Flora racchiude tutto questo e lo fa con una proposta semplice ma innovativa che avvicina il mondo rurale alla città".
Redazione SalernoNews24.it
Torna Salerno in Flora
Torna dal 3 al 5 maggio, al parco Pinocchio, Salerno in Flora, quinta Mostra Mercato di vivaismo e biodiversità, promossa da Coldiretti, dal Comune di Salerno in collaborazione con Salerno Solidale. Nella tre giorni di manifestazione, i visitatori potranno acquistare prodotti biologici a chilometro zero presso gli stand mercato di Campagna Amica, partecipare a laboratori di orto da balcone, incontrare i vivaisti, scoprire la straordinaria biodiversità che caratterizza il territorio salernitano. Tra le novità di questa edizione, il Contadino Gio - “personal trainer” dell’orto - che farà conoscere il mondo rurale, le produzioni del territorio, la stagionalità e il rispetto dell’ambiente attraverso un breve corso che consente di coltivare erbe aromatiche e ortaggi in modo 100% biologico direttamente sul balcone di casa. Nella giornata di apertura del 3 maggio, i bambini della vicina scuola Medaglie d'Oro daranno libero spazio alla fantasia dipingendo su una enorme tela piante e fiori per creare una suggestiva opera d'arte en plein air. E ancora, laboratori e animazione per i più piccoli, spettacoli musicali e un evento dedicato ai pensionati con la santa messa e la pizza a Km0 al Parco Pinocchio.
"Salerno si conferma città di grandi eventi - ha sottolineato l'assessore al commercio Dario Loffredo - dopo la fiera del Crocifisso Ritrovato avremo un nuovo grande appuntamento per la nostra città, che continua a richiamare migliaia di turisti grazie alla qualità dell'offerta e della proposta culturale. Salerno in Flora rappresenta uno dei tasselli strategici di questo fitto calendario di appuntamenti che caratterizza la primavera salernitana". "Salvaguardia dell’ambiente e del paesaggio, recupero delle tradizioni, qualità della vita e del cibo, sviluppo sostenibile sono temi centrali oggi per il rilancio dei territori - ha spiegato il vicedirettore di Coldiretti Salerno Enzo Galdi - Salerno in Flora racchiude tutto questo e lo fa con una proposta semplice ma innovativa che avvicina il mondo rurale alla città".
Redazione SalernoNews24.it
Il Primo Maggio è sulla Spiaggia di Santa Teresa a Salerno
Lavoro, Diritti, Stato Sociale il tema dell'edizione dell'evento in programma alla spiaggia di Santa TeresaQuest’anno, per celebrare la Festa dei Lavoratori è stato scelto il tema “La nostra Europa: Lavoro, Diritti, Stato Sociale.
Una giornata di festa ma che richiede anche un’urgente riflessione: per questo motivo, da quest’anno, si è voluto caratterizzare la manifestazione come “1 MayDay Festival” richiamando il termine riconosciuto quale segnale internazionale per indicare un'immediata necessità di soccorso in caso di emergenza. Lavoro, diritti, stato sociale rappresentano le principali emergenze dei nostri tempi, alle quali tutti siamo chiamati a rispondere nel segno della solidarietà e della condivisione dei valori costituzionali.
Ad alternarsi sul palco realtà musicali che attraversano stilo e sonorità differenti: Dj Paola Palmer, Materia Prima - Severi Rock Band, A&M, Rosario Tedesco & Viaggi e Miraggi De Gregori tribute band, Blue Channel Band, Spina, Bif, Nuova officina Popolare, Cosmorama, Coro Pop di Salerno, Levia, Foscari, Crifiu, Tribute Blues Brothers Band & Friends, Stragatti e Stereorebus.
La manifestazione vede la partecipazione e il contributo di circa 40 Associazioni sociali, culturali e sportive salernitane riunite dal Comitato promotore e di numerosi enti e privati cittadini.
Un ricordo particolare sarà dedicato a Angelo De Angelis, scomparso nel gennaio scorso, infaticabile motore della scorsa edizione.







