lunedì 30 luglio 2018
I DRAGONI PRONTI AD OSPITARE IL RUGBY CLAN SANTA MARIA CAPUA VETERE
Dall’altra parte i Dragoni di coach Indennimeo hanno intenzione di rilanciarsi in classifica dopo la prima sconfitta arrivata dopo oltre 2 anni di vittorie consecutive, ma sarà ovviamente il campo a sancire il risultato. A parlarne è il capitano della compagine gialloblù, Dario Finamore: “Domenica abbiamo chiaramente un obiettivo difficile da raggiungere, ossia la vittoria. A noi servirà per risalire la classifica, anche se attualmente siamo terzi ma con una graduatoria particolarmente corta, e dall’altra parte il Rugby Clan Sammaritano avrà quantomeno la stessa voglia di vincere che avremo noi. Non sarà facile, sarà battaglia vera e soltanto chi ci crederà di più potrà uscirne vincitore”.
La sconfitta di domenica scorsa ha ovviamente dato un importante segnale alla squadra: “Per quanto mi riguarda – prosegue il capitano dei Dragoni – c’è sempre stata umiltà da parte di tutto il gruppo sin dall’inizio del campionato, la sconfitta ci ha soltanto motivato più del dovuto per chiarire che nessuno ci regalerà niente. Visto il nostro obiettivo, difficile ma non impossibile da raggiungere, dobbiamo essere semplicemente consapevoli che ogni risultato sarà frutto del lavoro dell’intero gruppo e della mentalità espressa sia durante gli allenamenti sia in campo. Domenica scorsa l’Amatori Napoli aveva più fame di noi, ma è stato solo un caso. Noi abbiamo fin troppa fame di vittorie e di risultati, dopo due anni di obbligate serie minori, dobbiamo solo restare concentrati e ricordarci qual è stato il nostro cammino fino ad oggi”.
Sulla formazione ancora nulla di definito: “Il nostro allenatore solitamente ci comunica la formazione poche ore prima della partita – conclude capitan Finamore – Ci vuole tutti concentrati fino all’ultimo minuto possibile, come è giusto che sia per una squadra che si pone degli obiettivi ben precisi e molto alti. Io ci credo, ho voglia di combattere insieme alla mia squadra e sono certo che domenica l’incontro sarà bello da vedere. Invito tutti a partecipare e a sostenerci, anche il tifo è importante in occasioni simili”.
Redazione SalernoNews24
UNISA: verbalizzazione on line fino alla Laurea
All'Università degli Studi di Salerno, il processo di digitalizzazione e dematerializzazione degli atti amministrativi avanza fino alle sedute di Laurea.
E' on line, ormai, la presentazione dei piani di studio, delle domande di laurea, la compilazione in rete dei questionari per la rilevazione delle opinioni degli studenti, la verbalizzazione on line degli esami. A tutto ciò si aggiunge la verbalizzazione on line degli esami con firma digitale, fino alla verbalizzazione digitale anche alle sedute di laurea. Informatizzare l’intero processo dell’esame di Laurea, dunque, per consentire a studenti e docenti di svolgere tutte le operazioni necessarie direttamente dal web e, soprattutto, per garantire ai neolaureati la chiusura della propria carriera universitaria al termine stesso della seduta di laurea, con la consegna contestuale del Diploma di Laurea. Si arriva a snellire le procedure, semplificarle, rendere più agevoli tutte le dinamiche del modo universitario, anche in termini di maggiore trasparenza degli atti, senza contare l'abbattimento dei costi di gestione cartacea della documentazione.
La prima seduta di Laurea che vedrà il processo di verbalizzazione on line, in tutti i suoi avanzamenti, è prevista per domani 29 ottobre, alle ore 9.30, presso l’Aula delle Lauree “Gabriele De Rosa” del campus di Fisciano, nel corso della seduta di laurea di Economia.
Per l’occasione, il rettore Aurelio Tommasetti, Presidente della Commissione di Laurea, procederà alla verbalizzazione on line dell’esito dell’esame finale, con la consegna delle pergamene di laurea contestualmente all’atto della proclamazione.
“La nostra Università procede decisa nel processo di digitalizzazione degli atti – dichiara il Rettore Tommasetti-. Quello della verbalizzazione on line dell’esame di laurea è un procedimento articolato ma epocale nell’agenda digitale di ogni Università e Salerno è tra i primi Atenei italiani ad aver applicato la procedura. Siamo partiti lo scorso luglio con una prima sperimentazione e, attualmente, con gli esami di laurea di novembre, possiamo dire di aver completato l’iter, riuscendo a garantire ai neo laureati la chiusura del loro percorso universitario contestualmente al riconoscimento del titolo. La consegna in tempo reale della pergamena di laurea rappresenta un importante passo in avanti verso la cosiddetta burocrazia zero, con la riduzione dei tempi di lavorazione (basti pensare che in precedenza il rilascio della pergamene richiedeva lunghe attese e file considerevoli), ma anche e soprattutto la valorizzazione della cerimonia di proclamazione, che assume la solennità che merita per i laureati e per le loro famiglie.
Entro marzo 2016, saranno implementate le applicazioni informatiche per digitalizzare l’intero procedimento: dall’iscrizione alla seduta di laurea, alla consegna delle tesi, fino all’approvazione da parte del docente.
domenica 29 luglio 2018
Speciale GFF: Masterclass con lo chef Alessandro Borghese
Chef eclettico ed innovativo, dagli occhiali improbabili e dalla voce decisa: parliamo di Alessandro Borghese, uno degli ospiti del Giffoni Film Festival, protagonista di una Masterclass all' insegna della cucina e dei suoi segreti. Classe 76, buone maniere e una passione innata per la cucina tale da farlo diventare uno chef rinomato perché per lui "il bello della cucina è sperimentare, perché la cucina è fantasia" e le sue passioni sono la figlia, la moglie e correre in pista in auto, oltre alla gastronomia, ovviamente !
Primogenito dell'attrice Barbara Bouchet e dell'imprenditore napoletano Luigi Borghese, dopo il diploma all'American Oversease School di Roma si è imbarcato per tre anni sulle navi da crociera per continuare le sue esperienze nei ristoranti di San Francisco, New York, Londra, Parigi, Copenaghen, Roma, Milano dove ha la sua società di Catering e Food Consulting.
Rivisitare un piatto classico? Per lo chef Borghese "senza tradizione non si può innovare! Bisogna prima conoscere bene le ricette classiche, poi si può "giocare con il piatto"! Cacio e pepe, un classico di cucina tradizionale che resta nel tempo, alla fine torniamo alla radice!"
Da sempre ha capito che la cucina sarebbe stata la sua vita, come ha affermato. "A 14 anni ho capito che amavo cucinare. I miei genitori mi hanno sempre detto "fai ciò che ti rende felice". Io stavo sempre accanto a mio padre quando cucinava per rubargli i segreti della cucina napoletana. La cucina è cultura come il cinema! Un bravo cuoco diventa bravo quando riesce a fare un buon piatto con pochi alimenti. Negli ultimi tempi c'è grande attenzione al mondo culinario, cosa importante per tutto il nostro grande patrimonio gastronomico; questa attenzione si è rivelata positiva anche se le strutture dove imparare e studiare la cultura del cibo dovrebbero essere più all'avanguardia".
Da bravo chef e gentlemen chissà quale piatto consiglierà per conquistare una donna..."Un piatto per far colpa su una donna? Capire dalla madre cosa le piace e ...realizzarlo"!
E tra tante ricette e tanta esperienza, il simpatico chef confessa: "Amo cose semplici: il pollo arrosto ed uno spaghetto buono al pomodoro con tanto formaggio, oppure uno spaghetto con burro e parmigiano, o pasta e patate leggermente macchiate, con provola e ben riposata, gustata il giorno dopo con un filo di olio extravergine di oliva. Preferisco i primi piatti."
Ma cosa appassiona veramente Borghese nel fare lo chef? "Il bello del mestiere del cuoco? E' divertente, la cucina ci fa rimanere bambini per sempre! Oggi si usa molto la curcuma, lo zenzero che sono esaltatori di sapore, in Medio Oriente sostituiscono il sale, io uso molto basilico, timo, maggiorana, piante della macchia mediterranea e comunque, diffidate dei cuochi che non assaggiano!"
Solare e sempre sorridente, Alessandro Borghese è un vero chef mediatico; ottimo il suo rapporto con il web e con il pubblico, su Internet è promotore della cucina in TV: è uno dei tre giudici dell'edizione italiana di "Junior Master Chef" per Sky Italia. I miei programmi televisivi sono un lavoro di squadra, dietro c'è una troupe di trenta persone, tecnologie moderne, droni..."L'ultima puntata l'abbiamo girata nel parco del Pollino, col tempo ho lavorato parallelamente nel mondo della cucina ed in TV, ma non si fa cucina per fare Tv, cucinare è un atto d'amore, perchè si ama qualcuno..." ha concluso sorridendo lo chef prima di andar via tra sorrisi ed autografi ai giovani giurati.
Speciale GFF: Masterclass con lo chef Alessandro Borghese
Chef eclettico ed innovativo, dagli occhiali improbabili e dalla voce decisa: parliamo di Alessandro Borghese, uno degli ospiti del Giffoni Film Festival, protagonista di una Masterclass all' insegna della cucina e dei suoi segreti. Classe 76, buone maniere e una passione innata per la cucina tale da farlo diventare uno chef rinomato perché per lui "il bello della cucina è sperimentare, perché la cucina è fantasia" e le sue passioni sono la figlia, la moglie e correre in pista in auto, oltre alla gastronomia, ovviamente !
Primogenito dell'attrice Barbara Bouchet e dell'imprenditore napoletano Luigi Borghese, dopo il diploma all'American Oversease School di Roma si è imbarcato per tre anni sulle navi da crociera per continuare le sue esperienze nei ristoranti di San Francisco, New York, Londra, Parigi, Copenaghen, Roma, Milano dove ha la sua società di Catering e Food Consulting.
Rivisitare un piatto classico? Per lo chef Borghese "senza tradizione non si può innovare! Bisogna prima conoscere bene le ricette classiche, poi si può "giocare con il piatto"! Cacio e pepe, un classico di cucina tradizionale che resta nel tempo, alla fine torniamo alla radice!"
Da sempre ha capito che la cucina sarebbe stata la sua vita, come ha affermato. "A 14 anni ho capito che amavo cucinare. I miei genitori mi hanno sempre detto "fai ciò che ti rende felice". Io stavo sempre accanto a mio padre quando cucinava per rubargli i segreti della cucina napoletana. La cucina è cultura come il cinema! Un bravo cuoco diventa bravo quando riesce a fare un buon piatto con pochi alimenti. Negli ultimi tempi c'è grande attenzione al mondo culinario, cosa importante per tutto il nostro grande patrimonio gastronomico; questa attenzione si è rivelata positiva anche se le strutture dove imparare e studiare la cultura del cibo dovrebbero essere più all'avanguardia".
Da bravo chef e gentlemen chissà quale piatto consiglierà per conquistare una donna..."Un piatto per far colpa su una donna? Capire dalla madre cosa le piace e ...realizzarlo"!
E tra tante ricette e tanta esperienza, il simpatico chef confessa: "Amo cose semplici: il pollo arrosto ed uno spaghetto buono al pomodoro con tanto formaggio, oppure uno spaghetto con burro e parmigiano, o pasta e patate leggermente macchiate, con provola e ben riposata, gustata il giorno dopo con un filo di olio extravergine di oliva. Preferisco i primi piatti."
Ma cosa appassiona veramente Borghese nel fare lo chef? "Il bello del mestiere del cuoco? E' divertente, la cucina ci fa rimanere bambini per sempre! Oggi si usa molto la curcuma, lo zenzero che sono esaltatori di sapore, in Medio Oriente sostituiscono il sale, io uso molto basilico, timo, maggiorana, piante della macchia mediterranea e comunque, diffidate dei cuochi che non assaggiano!"
Solare e sempre sorridente, Alessandro Borghese è un vero chef mediatico; ottimo il suo rapporto con il web e con il pubblico, su Internet è promotore della cucina in TV: è uno dei tre giudici dell'edizione italiana di "Junior Master Chef" per Sky Italia. I miei programmi televisivi sono un lavoro di squadra, dietro c'è una troupe di trenta persone, tecnologie moderne, droni..."L'ultima puntata l'abbiamo girata nel parco del Pollino, col tempo ho lavorato parallelamente nel mondo della cucina ed in TV, ma non si fa cucina per fare Tv, cucinare è un atto d'amore, perchè si ama qualcuno..." ha concluso sorridendo lo chef prima di andar via tra sorrisi ed autografi ai giovani giurati.
Speciale GFF: Masterclass con lo chef Alessandro Borghese
Chef eclettico ed innovativo, dagli occhiali improbabili e dalla voce decisa: parliamo di Alessandro Borghese, uno degli ospiti del Giffoni Film Festival, protagonista di una Masterclass all' insegna della cucina e dei suoi segreti. Classe 76, buone maniere e una passione innata per la cucina tale da farlo diventare uno chef rinomato perché per lui "il bello della cucina è sperimentare, perché la cucina è fantasia" e le sue passioni sono la figlia, la moglie e correre in pista in auto, oltre alla gastronomia, ovviamente !
Primogenito dell'attrice Barbara Bouchet e dell'imprenditore napoletano Luigi Borghese, dopo il diploma all'American Oversease School di Roma si è imbarcato per tre anni sulle navi da crociera per continuare le sue esperienze nei ristoranti di San Francisco, New York, Londra, Parigi, Copenaghen, Roma, Milano dove ha la sua società di Catering e Food Consulting.
Rivisitare un piatto classico? Per lo chef Borghese "senza tradizione non si può innovare! Bisogna prima conoscere bene le ricette classiche, poi si può "giocare con il piatto"! Cacio e pepe, un classico di cucina tradizionale che resta nel tempo, alla fine torniamo alla radice!"
Da sempre ha capito che la cucina sarebbe stata la sua vita, come ha affermato. "A 14 anni ho capito che amavo cucinare. I miei genitori mi hanno sempre detto "fai ciò che ti rende felice". Io stavo sempre accanto a mio padre quando cucinava per rubargli i segreti della cucina napoletana. La cucina è cultura come il cinema! Un bravo cuoco diventa bravo quando riesce a fare un buon piatto con pochi alimenti. Negli ultimi tempi c'è grande attenzione al mondo culinario, cosa importante per tutto il nostro grande patrimonio gastronomico; questa attenzione si è rivelata positiva anche se le strutture dove imparare e studiare la cultura del cibo dovrebbero essere più all'avanguardia".
Da bravo chef e gentlemen chissà quale piatto consiglierà per conquistare una donna..."Un piatto per far colpa su una donna? Capire dalla madre cosa le piace e ...realizzarlo"!
E tra tante ricette e tanta esperienza, il simpatico chef confessa: "Amo cose semplici: il pollo arrosto ed uno spaghetto buono al pomodoro con tanto formaggio, oppure uno spaghetto con burro e parmigiano, o pasta e patate leggermente macchiate, con provola e ben riposata, gustata il giorno dopo con un filo di olio extravergine di oliva. Preferisco i primi piatti."
Ma cosa appassiona veramente Borghese nel fare lo chef? "Il bello del mestiere del cuoco? E' divertente, la cucina ci fa rimanere bambini per sempre! Oggi si usa molto la curcuma, lo zenzero che sono esaltatori di sapore, in Medio Oriente sostituiscono il sale, io uso molto basilico, timo, maggiorana, piante della macchia mediterranea e comunque, diffidate dei cuochi che non assaggiano!"
Solare e sempre sorridente, Alessandro Borghese è un vero chef mediatico; ottimo il suo rapporto con il web e con il pubblico, su Internet è promotore della cucina in TV: è uno dei tre giudici dell'edizione italiana di "
" per Sky Italia. I miei programmi televisivi sono un lavoro di squadra, dietro c'è una troupe di trenta persone, tecnologie moderne, droni..."L'ultima puntata l'abbiamo girata nel parco del Pollino, col tempo ho lavorato parallelamente nel mondo della cucina ed in TV, ma non si fa cucina per fare Tv, cucinare è un atto d'amore, perchè si ama qualcuno..." ha concluso sorridendo lo chef prima di andar via tra sorrisi ed autografi ai giovani giurati.
Arrivederci Giffoni Film Festival al 2019: tutti i cortometraggi vincitori
Il gusto degli Elements +3 ha eletto il cortometraggio animato ANT (Julia Ocker, Germania, 2017) storia di una piccola formica che invece di seguire le regole preferisce stravolgerle con grande creatività.
L’orgoglio italiano trionfa nella sezione Elements +6 con OTZI AND THE MYSTERY OF TIME (ÖTZI E IL MISTERO DEL TEMPO) (Italia, 2018) di Gabriele Pignotta. L’opera vanta un cast d’eccezione con Alessandra Mastronardi e Vinicio Marchioni. Kip è un ragazzo come tanti, intelligente e sensibile, per cui il tempo dell’infanzia sta finendo. Negli ultimi giorni prima di lasciare per sempre Bolzano e gli amici del cuore, il giovane vive con loro un’esperienza straordinaria. Quando si reca al museo a salutare la mummia per l’ultima volta, accade qualcosa di magico e Ötzi si risveglia, cominciando a rigenerarsi. Mentre Ötzi, in incognito, incontrerà il ventunesimo secolo, Kip apprenderà da lui i segreti dell’età del rame. Il film è un produzione One More Pictures con Rai Cinema, e sarà distribuito in Italia, in autunno, da Altre Storie.
Cambio di genere per l’opera selezionata dagli Elements +10: la preferenza cade su ZOO (Irlanda /UK, 2017) di Colin Mclvor. Durante i bombardamenti aerei tedeschi di Belfast nel 1941, Tom lotta per salvare Buster, un cucciolo di elefante. Protagonista dell’opera è Art Parkinson, che ha interpretato Rickon Stark ne “Il Trono di Spade”.
I Generator +13, invece, hanno incoronato THIS CRAZY HEART (Germania, 2017) di Marc Rothemund che nel 2013 aveva presentato – nella stessa sezione - “The Girl With Nine Wigs”. Lenny, trentenne figlio di un rinomato cardiologo, vive come vuole fino al giorno in cui, stanco del suo comportamento, il padre gli blocca la carta di credito. Per riavere indietro la sua vita, Lenny dovrà occuparsi del quindicenne David, che invece soffre sin da quando è nato. Dapprima restio all'idea, l’uomo si lascerà conquistare dall'adolescente imparando cosa sia il senso di responsabilità.
A prediligere SADIE (Usa, 2018) di Megan Griffiths sono stati i Generator +16. Nel film Sophia Mitri Schloss, già protagonista di "Lane 1974", presentato nel 2017 al Festival, oltre all’attrice Danielle Brooks, nota per la serie TV "Orange is the New Black". Sadie è un'adolescente che vive con la madre mentre il padre è nell’esercito e, di fatto, ha lasciato da tempo la famiglia. Malgrado questo, la ragazza è molto affezionata al padre e non accetta la nuova relazione della madre con un altro uomo. Per ostacolarla adotterà l'unico metodo che conosce: quello della guerra.
La complessità dei rapporti in contesti attuali quanto delicati: è il cuore del film scelto dai Generator +18 con BROTHERS (Olanda, 2017) di Hanro Smitsman. L’opera ci proietta nel dramma di Hassan e Mourad alla ricerca del loro fratello minore, Yasin, un presunto estremista nella Siria dilaniata dalla guerra.
Il vincitore per la sezione Gex Doc, totalmente dedicata ai documentari, è LIYANA (Qatar/ Swaziland/Usa, 2017) di Aaron e Amanda Kopp. Si tratta di una favola africana animata nata dall'immaginazione di cinque bambini orfani dello Swaziland. Una storia di perseveranza attinta dai loro ricordi più oscuri e dai loro sogni più luminosi. Il viaggio del loro personaggio immaginario si intreccia con poetiche scene documentaristiche.
Tra le menzioni speciali dedicate alla sezione Elements +6 anche l’Amnesty International Award, assegnata a CHUSKIT di Priya Ramasubban (India). Il premio è stato attribuito “per la determinazione della protagonista nell’affermare il suo grande desiderio di andare a scuola, perché la disabilità non può essere un ostacolo al diritto all’istruzione”. Amnesty ha voluto gratificare anche BISMILLAH del regista italiano Alessandro Grande, in concorso nella sezione Elements +10. La motivazione è stata riconosciuta “nella capacità di mettere in evidenza un aspetto diverso ma molto importante del fenomeno immigrazione, in modo che gli spettatori possano immedesimarsi nelle paure dei protagonisti per i quali anche l'accesso alle cure è un rischio”.
Il premio Rai Cinema Channel Giffoni 2018, invece, è andato al cortometraggio WARRIORS OF SANITÀ di Luca Nappa (Italia), “per aver raccontato con profondo realismo la vita quotidiana di un ragazzo che deve affrontare le difficoltà della vita, senza mai smettere di sognare”.
Arrivederci Giffoni Film Festival al 2019: tutti i cortometraggi vincitori
Il gusto degli Elements +3 ha eletto il cortometraggio animato ANT (Julia Ocker, Germania, 2017) storia di una piccola formica che invece di seguire le regole preferisce stravolgerle con grande creatività.
L’orgoglio italiano trionfa nella sezione Elements +6 con OTZI AND THE MYSTERY OF TIME (ÖTZI E IL MISTERO DEL TEMPO) (Italia, 2018) di Gabriele Pignotta. L’opera vanta un cast d’eccezione con Alessandra Mastronardi e Vinicio Marchioni. Kip è un ragazzo come tanti, intelligente e sensibile, per cui il tempo dell’infanzia sta finendo. Negli ultimi giorni prima di lasciare per sempre Bolzano e gli amici del cuore, il giovane vive con loro un’esperienza straordinaria. Quando si reca al museo a salutare la mummia per l’ultima volta, accade qualcosa di magico e Ötzi si risveglia, cominciando a rigenerarsi. Mentre Ötzi, in incognito, incontrerà il ventunesimo secolo, Kip apprenderà da lui i segreti dell’età del rame. Il film è un produzione One More Pictures con Rai Cinema, e sarà distribuito in Italia, in autunno, da Altre Storie.
Cambio di genere per l’opera selezionata dagli Elements +10: la preferenza cade su ZOO (Irlanda /UK, 2017) di Colin Mclvor. Durante i bombardamenti aerei tedeschi di Belfast nel 1941, Tom lotta per salvare Buster, un cucciolo di elefante. Protagonista dell’opera è Art Parkinson, che ha interpretato Rickon Stark ne “Il Trono di Spade”.
I Generator +13, invece, hanno incoronato THIS CRAZY HEART (Germania, 2017) di Marc Rothemund che nel 2013 aveva presentato – nella stessa sezione - “The Girl With Nine Wigs”. Lenny, trentenne figlio di un rinomato cardiologo, vive come vuole fino al giorno in cui, stanco del suo comportamento, il padre gli blocca la carta di credito. Per riavere indietro la sua vita, Lenny dovrà occuparsi del quindicenne David, che invece soffre sin da quando è nato. Dapprima restio all'idea, l’uomo si lascerà conquistare dall'adolescente imparando cosa sia il senso di responsabilità.
A prediligere SADIE (Usa, 2018) di Megan Griffiths sono stati i Generator +16. Nel film Sophia Mitri Schloss, già protagonista di "Lane 1974", presentato nel 2017 al Festival, oltre all’attrice Danielle Brooks, nota per la serie TV "Orange is the New Black". Sadie è un'adolescente che vive con la madre mentre il padre è nell’esercito e, di fatto, ha lasciato da tempo la famiglia. Malgrado questo, la ragazza è molto affezionata al padre e non accetta la nuova relazione della madre con un altro uomo. Per ostacolarla adotterà l'unico metodo che conosce: quello della guerra.
La complessità dei rapporti in contesti attuali quanto delicati: è il cuore del film scelto dai Generator +18 con BROTHERS (Olanda, 2017) di Hanro Smitsman. L’opera ci proietta nel dramma di Hassan e Mourad alla ricerca del loro fratello minore, Yasin, un presunto estremista nella Siria dilaniata dalla guerra.
Il vincitore per la sezione Gex Doc, totalmente dedicata ai documentari, è LIYANA (Qatar/ Swaziland/Usa, 2017) di Aaron e Amanda Kopp. Si tratta di una favola africana animata nata dall'immaginazione di cinque bambini orfani dello Swaziland. Una storia di perseveranza attinta dai loro ricordi più oscuri e dai loro sogni più luminosi. Il viaggio del loro personaggio immaginario si intreccia con poetiche scene documentaristiche.
Tra le menzioni speciali dedicate alla sezione Elements +6 anche l’Amnesty International Award, assegnata a CHUSKIT di Priya Ramasubban (India). Il premio è stato attribuito “per la determinazione della protagonista nell’affermare il suo grande desiderio di andare a scuola, perché la disabilità non può essere un ostacolo al diritto all’istruzione”. Amnesty ha voluto gratificare anche BISMILLAH del regista italiano Alessandro Grande, in concorso nella sezione Elements +10. La motivazione è stata riconosciuta “nella capacità di mettere in evidenza un aspetto diverso ma molto importante del fenomeno immigrazione, in modo che gli spettatori possano immedesimarsi nelle paure dei protagonisti per i quali anche l'accesso alle cure è un rischio”.
Il premio Rai Cinema Channel Giffoni 2018, invece, è andato al cortometraggio WARRIORS OF SANITÀ di Luca Nappa (Italia), “per aver raccontato con profondo realismo la vita quotidiana di un ragazzo che deve affrontare le difficoltà della vita, senza mai smettere di sognare”.
Arrivederci Giffoni Film Festival al 2019: tutti i cortometraggi vincitori
Il gusto degli Elements +3 ha eletto il cortometraggio animato ANT (Julia Ocker, Germania, 2017) storia di una piccola formica che invece di seguire le regole preferisce stravolgerle con grande creatività.
L’orgoglio italiano trionfa nella sezione Elements +6 con OTZI AND THE MYSTERY OF TIME (ÖTZI E IL MISTERO DEL TEMPO) (Italia, 2018) di Gabriele Pignotta. L’opera vanta un cast d’eccezione con Alessandra Mastronardi e Vinicio Marchioni. Kip è un ragazzo come tanti, intelligente e sensibile, per cui il tempo dell’infanzia sta finendo. Negli ultimi giorni prima di lasciare per sempre Bolzano e gli amici del cuore, il giovane vive con loro un’esperienza straordinaria. Quando si reca al museo a salutare la mummia per l’ultima volta, accade qualcosa di magico e Ötzi si risveglia, cominciando a rigenerarsi. Mentre Ötzi, in incognito, incontrerà il ventunesimo secolo, Kip apprenderà da lui i segreti dell’età del rame. Il film è un produzione One More Pictures con Rai Cinema, e sarà distribuito in Italia, in autunno, da Altre Storie.
Cambio di genere per l’opera selezionata dagli Elements +10: la preferenza cade su ZOO (Irlanda /UK, 2017) di Colin Mclvor. Durante i bombardamenti aerei tedeschi di Belfast nel 1941, Tom lotta per salvare Buster, un cucciolo di elefante. Protagonista dell’opera è Art Parkinson, che ha interpretato Rickon Stark ne “Il Trono di Spade”.
I Generator +13, invece, hanno incoronato THIS CRAZY HEART (Germania, 2017) di Marc Rothemund che nel 2013 aveva presentato – nella stessa sezione - “The Girl With Nine Wigs”. Lenny, trentenne figlio di un rinomato cardiologo, vive come vuole fino al giorno in cui, stanco del suo comportamento, il padre gli blocca la carta di credito. Per riavere indietro la sua vita, Lenny dovrà occuparsi del quindicenne David, che invece soffre sin da quando è nato. Dapprima restio all'idea, l’uomo si lascerà conquistare dall'adolescente imparando cosa sia il senso di responsabilità.
A prediligere SADIE (Usa, 2018) di Megan Griffiths sono stati i Generator +16. Nel film Sophia Mitri Schloss, già protagonista di "Lane 1974", presentato nel 2017 al Festival, oltre all’attrice Danielle Brooks, nota per la serie TV "Orange is the New Black". Sadie è un'adolescente che vive con la madre mentre il padre è nell’esercito e, di fatto, ha lasciato da tempo la famiglia. Malgrado questo, la ragazza è molto affezionata al padre e non accetta la nuova relazione della madre con un altro uomo. Per ostacolarla adotterà l'unico metodo che conosce: quello della guerra.
La complessità dei rapporti in contesti attuali quanto delicati: è il cuore del film scelto dai Generator +18 con BROTHERS (Olanda, 2017) di Hanro Smitsman. L’opera ci proietta nel dramma di Hassan e Mourad alla ricerca del loro fratello minore, Yasin, un presunto estremista nella Siria dilaniata dalla guerra.
Il vincitore per la sezione Gex Doc, totalmente dedicata ai documentari, è LIYANA (Qatar/ Swaziland/Usa, 2017) di Aaron e Amanda Kopp. Si tratta di una favola africana animata nata dall'immaginazione di cinque bambini orfani dello Swaziland. Una storia di perseveranza attinta dai loro ricordi più oscuri e dai loro sogni più luminosi. Il viaggio del loro personaggio immaginario si intreccia con poetiche scene documentaristiche.
Tra le menzioni speciali dedicate alla sezione Elements +6 anche l’Amnesty International Award, assegnata a CHUSKIT di Priya Ramasubban (India). Il premio è stato attribuito “per la determinazione della protagonista nell’affermare il suo grande desiderio di andare a scuola, perché la disabilità non può essere un ostacolo al diritto all’istruzione”. Amnesty ha voluto gratificare anche BISMILLAH del regista italiano Alessandro Grande, in concorso nella sezione Elements +10. La motivazione è stata riconosciuta “nella capacità di mettere in evidenza un aspetto diverso ma molto importante del fenomeno immigrazione, in modo che gli spettatori possano immedesimarsi nelle paure dei protagonisti per i quali anche l'accesso alle cure è un rischio”.
Il premio Rai Cinema Channel Giffoni 2018, invece, è andato al cortometraggio WARRIORS OF SANITÀ di Luca Nappa (Italia), “per aver raccontato con profondo realismo la vita quotidiana di un ragazzo che deve affrontare le difficoltà della vita, senza mai smettere di sognare”.
Arrivederci Giffoi Film Festival al 2019: tutti i cortometraggi vincitori
Il gusto degli Elements +3 ha eletto il cortometraggio animato ANT (Julia Ocker, Germania, 2017) storia di una piccola formica che invece di seguire le regole preferisce stravolgerle con grande creatività.
L’orgoglio italiano trionfa nella sezione Elements +6 con OTZI AND THE MYSTERY OF TIME (ÖTZI E IL MISTERO DEL TEMPO) (Italia, 2018) di Gabriele Pignotta. L’opera vanta un cast d’eccezione con Alessandra Mastronardi e Vinicio Marchioni. Kip è un ragazzo come tanti, intelligente e sensibile, per cui il tempo dell’infanzia sta finendo. Negli ultimi giorni prima di lasciare per sempre Bolzano e gli amici del cuore, il giovane vive con loro un’esperienza straordinaria. Quando si reca al museo a salutare la mummia per l’ultima volta, accade qualcosa di magico e Ötzi si risveglia, cominciando a rigenerarsi. Mentre Ötzi, in incognito, incontrerà il ventunesimo secolo, Kip apprenderà da lui i segreti dell’età del rame. Il film è un produzione One More Pictures con Rai Cinema, e sarà distribuito in Italia, in autunno, da Altre Storie.
Cambio di genere per l’opera selezionata dagli Elements +10: la preferenza cade su ZOO (Irlanda /UK, 2017) di Colin Mclvor. Durante i bombardamenti aerei tedeschi di Belfast nel 1941, Tom lotta per salvare Buster, un cucciolo di elefante. Protagonista dell’opera è Art Parkinson, che ha interpretato Rickon Stark ne “Il Trono di Spade”.
I Generator +13, invece, hanno incoronato THIS CRAZY HEART (Germania, 2017) di Marc Rothemund che nel 2013 aveva presentato – nella stessa sezione - “The Girl With Nine Wigs”. Lenny, trentenne figlio di un rinomato cardiologo, vive come vuole fino al giorno in cui, stanco del suo comportamento, il padre gli blocca la carta di credito. Per riavere indietro la sua vita, Lenny dovrà occuparsi del quindicenne David, che invece soffre sin da quando è nato. Dapprima restio all'idea, l’uomo si lascerà conquistare dall'adolescente imparando cosa sia il senso di responsabilità.
A prediligere SADIE (Usa, 2018) di Megan Griffiths sono stati i Generator +16. Nel film Sophia Mitri Schloss, già protagonista di "Lane 1974", presentato nel 2017 al Festival, oltre all’attrice Danielle Brooks, nota per la serie TV "Orange is the New Black". Sadie è un'adolescente che vive con la madre mentre il padre è nell’esercito e, di fatto, ha lasciato da tempo la famiglia. Malgrado questo, la ragazza è molto affezionata al padre e non accetta la nuova relazione della madre con un altro uomo. Per ostacolarla adotterà l'unico metodo che conosce: quello della guerra.
La complessità dei rapporti in contesti attuali quanto delicati: è il cuore del film scelto dai Generator +18 con BROTHERS (Olanda, 2017) di Hanro Smitsman. L’opera ci proietta nel dramma di Hassan e Mourad alla ricerca del loro fratello minore, Yasin, un presunto estremista nella Siria dilaniata dalla guerra.
Il vincitore per la sezione Gex Doc, totalmente dedicata ai documentari, è LIYANA (Qatar/ Swaziland/Usa, 2017) di Aaron e Amanda Kopp. Si tratta di una favola africana animata nata dall'immaginazione di cinque bambini orfani dello Swaziland. Una storia di perseveranza attinta dai loro ricordi più oscuri e dai loro sogni più luminosi. Il viaggio del loro personaggio immaginario si intreccia con poetiche scene documentaristiche.
Tra le menzioni speciali dedicate alla sezione Elements +6 anche l’Amnesty International Award, assegnata a CHUSKIT di Priya Ramasubban (India). Il premio è stato attribuito “per la determinazione della protagonista nell’affermare il suo grande desiderio di andare a scuola, perché la disabilità non può essere un ostacolo al diritto all’istruzione”. Amnesty ha voluto gratificare anche BISMILLAH del regista italiano Alessandro Grande, in concorso nella sezione Elements +10. La motivazione è stata riconosciuta “nella capacità di mettere in evidenza un aspetto diverso ma molto importante del fenomeno immigrazione, in modo che gli spettatori possano immedesimarsi nelle paure dei protagonisti per i quali anche l'accesso alle cure è un rischio”.
Il premio Rai Cinema Channel Giffoni 2018, invece, è andato al cortometraggio WARRIORS OF SANITÀ di Luca Nappa (Italia), “per aver raccontato con profondo realismo la vita quotidiana di un ragazzo che deve affrontare le difficoltà della vita, senza mai smettere di sognare”.
Arrivederci Giffoi Film Festival al 2019: tutti i cortometraggi vincitori
Il gusto degli Elements +3 ha eletto il cortometraggio animato ANT (Julia Ocker, Germania, 2017) storia di una piccola formica che invece di seguire le regole preferisce stravolgerle con grande creatività.
L’orgoglio italiano trionfa nella sezione Elements +6 con OTZI AND THE MYSTERY OF TIME (ÖTZI E IL MISTERO DEL TEMPO) (Italia, 2018) di Gabriele Pignotta. L’opera vanta un cast d’eccezione con Alessandra Mastronardi e Vinicio Marchioni. Kip è un ragazzo come tanti, intelligente e sensibile, per cui il tempo dell’infanzia sta finendo. Negli ultimi giorni prima di lasciare per sempre Bolzano e gli amici del cuore, il giovane vive con loro un’esperienza straordinaria. Quando si reca al museo a salutare la mummia per l’ultima volta, accade qualcosa di magico e Ötzi si risveglia, cominciando a rigenerarsi. Mentre Ötzi, in incognito, incontrerà il ventunesimo secolo, Kip apprenderà da lui i segreti dell’età del rame. Il film è un produzione One More Pictures con Rai Cinema, e sarà distribuito in Italia, in autunno, da Altre Storie.
Cambio di genere per l’opera selezionata dagli Elements +10: la preferenza cade su ZOO (Irlanda /UK, 2017) di Colin Mclvor. Durante i bombardamenti aerei tedeschi di Belfast nel 1941, Tom lotta per salvare Buster, un cucciolo di elefante. Protagonista dell’opera è Art Parkinson, che ha interpretato Rickon Stark ne “Il Trono di Spade”.
I Generator +13, invece, hanno incoronato THIS CRAZY HEART (Germania, 2017) di Marc Rothemund che nel 2013 aveva presentato – nella stessa sezione - “The Girl With Nine Wigs”. Lenny, trentenne figlio di un rinomato cardiologo, vive come vuole fino al giorno in cui, stanco del suo comportamento, il padre gli blocca la carta di credito. Per riavere indietro la sua vita, Lenny dovrà occuparsi del quindicenne David, che invece soffre sin da quando è nato. Dapprima restio all'idea, l’uomo si lascerà conquistare dall'adolescente imparando cosa sia il senso di responsabilità.
A prediligere SADIE (Usa, 2018) di Megan Griffiths sono stati i Generator +16. Nel film Sophia Mitri Schloss, già protagonista di "Lane 1974", presentato nel 2017 al Festival, oltre all’attrice Danielle Brooks, nota per la serie TV "Orange is the New Black". Sadie è un'adolescente che vive con la madre mentre il padre è nell’esercito e, di fatto, ha lasciato da tempo la famiglia. Malgrado questo, la ragazza è molto affezionata al padre e non accetta la nuova relazione della madre con un altro uomo. Per ostacolarla adotterà l'unico metodo che conosce: quello della guerra.
La complessità dei rapporti in contesti attuali quanto delicati: è il cuore del film scelto dai Generator +18 con BROTHERS (Olanda, 2017) di Hanro Smitsman. L’opera ci proietta nel dramma di Hassan e Mourad alla ricerca del loro fratello minore, Yasin, un presunto estremista nella Siria dilaniata dalla guerra.
Il vincitore per la sezione Gex Doc, totalmente dedicata ai documentari, è LIYANA (Qatar/ Swaziland/Usa, 2017) di Aaron e Amanda Kopp. Si tratta di una favola africana animata nata dall'immaginazione di cinque bambini orfani dello Swaziland. Una storia di perseveranza attinta dai loro ricordi più oscuri e dai loro sogni più luminosi. Il viaggio del loro personaggio immaginario si intreccia con poetiche scene documentaristiche.
Tra le menzioni speciali dedicate alla sezione Elements +6 anche l’Amnesty International Award, assegnata a CHUSKIT di Priya Ramasubban (India). Il premio è stato attribuito “per la determinazione della protagonista nell’affermare il suo grande desiderio di andare a scuola, perché la disabilità non può essere un ostacolo al diritto all’istruzione”. Amnesty ha voluto gratificare anche BISMILLAH del regista italiano Alessandro Grande, in concorso nella sezione Elements +10. La motivazione è stata riconosciuta “nella capacità di mettere in evidenza un aspetto diverso ma molto importante del fenomeno immigrazione, in modo che gli spettatori possano immedesimarsi nelle paure dei protagonisti per i quali anche l'accesso alle cure è un rischio”.
Il premio Rai Cinema Channel Giffoni 2018, invece, è andato al cortometraggio WARRIORS OF SANITÀ di Luca Nappa (Italia), “per aver raccontato con profondo realismo la vita quotidiana di un ragazzo che deve affrontare le difficoltà della vita, senza mai smettere di sognare”.
Arrivederci Giffoi Film Festival al 2019: tutti i cortometraggi vincitori
Il gusto degli Elements +3 ha eletto il cortometraggio animato ANT (Julia Ocker, Germania, 2017) storia di una piccola formica che invece di seguire le regole preferisce stravolgerle con grande creatività.
L’orgoglio italiano trionfa nella sezione Elements +6 con OTZI AND THE MYSTERY OF TIME (ÖTZI E IL MISTERO DEL TEMPO) (Italia, 2018) di Gabriele Pignotta. L’opera vanta un cast d’eccezione con Alessandra Mastronardi e Vinicio Marchioni. Kip è un ragazzo come tanti, intelligente e sensibile, per cui il tempo dell’infanzia sta finendo. Negli ultimi giorni prima di lasciare per sempre Bolzano e gli amici del cuore, il giovane vive con loro un’esperienza straordinaria. Quando si reca al museo a salutare la mummia per l’ultima volta, accade qualcosa di magico e Ötzi si risveglia, cominciando a rigenerarsi. Mentre Ötzi, in incognito, incontrerà il ventunesimo secolo, Kip apprenderà da lui i segreti dell’età del rame. Il film è un produzione One More Pictures con Rai Cinema, e sarà distribuito in Italia, in autunno, da Altre Storie.
Cambio di genere per l’opera selezionata dagli Elements +10: la preferenza cade su ZOO (Irlanda /UK, 2017) di Colin Mclvor. Durante i bombardamenti aerei tedeschi di Belfast nel 1941, Tom lotta per salvare Buster, un cucciolo di elefante. Protagonista dell’opera è Art Parkinson, che ha interpretato Rickon Stark ne “Il Trono di Spade”.
I Generator +13, invece, hanno incoronato THIS CRAZY HEART (Germania, 2017) di Marc Rothemund che nel 2013 aveva presentato – nella stessa sezione - “The Girl With Nine Wigs”. Lenny, trentenne figlio di un rinomato cardiologo, vive come vuole fino al giorno in cui, stanco del suo comportamento, il padre gli blocca la carta di credito. Per riavere indietro la sua vita, Lenny dovrà occuparsi del quindicenne David, che invece soffre sin da quando è nato. Dapprima restio all'idea, l’uomo si lascerà conquistare dall'adolescente imparando cosa sia il senso di responsabilità.
A prediligere SADIE (Usa, 2018) di Megan Griffiths sono stati i Generator +16. Nel film Sophia Mitri Schloss, già protagonista di "Lane 1974", presentato nel 2017 al Festival, oltre all’attrice Danielle Brooks, nota per la serie TV "Orange is the New Black". Sadie è un'adolescente che vive con la madre mentre il padre è nell’esercito e, di fatto, ha lasciato da tempo la famiglia. Malgrado questo, la ragazza è molto affezionata al padre e non accetta la nuova relazione della madre con un altro uomo. Per ostacolarla adotterà l'unico metodo che conosce: quello della guerra.
La complessità dei rapporti in contesti attuali quanto delicati: è il cuore del film scelto dai Generator +18 con BROTHERS (Olanda, 2017) di Hanro Smitsman. L’opera ci proietta nel dramma di Hassan e Mourad alla ricerca del loro fratello minore, Yasin, un presunto estremista nella Siria dilaniata dalla guerra.
Il vincitore per la sezione Gex Doc, totalmente dedicata ai documentari, è LIYANA (Qatar/ Swaziland/Usa, 2017) di Aaron e Amanda Kopp. Si tratta di una favola africana animata nata dall'immaginazione di cinque bambini orfani dello Swaziland. Una storia di perseveranza attinta dai loro ricordi più oscuri e dai loro sogni più luminosi. Il viaggio del loro personaggio immaginario si intreccia con poetiche scene documentaristiche.
Tra le menzioni speciali dedicate alla sezione Elements +6 anche l’Amnesty International Award, assegnata a CHUSKIT di Priya Ramasubban (India). Il premio è stato attribuito “per la determinazione della protagonista nell’affermare il suo grande desiderio di andare a scuola, perché la disabilità non può essere un ostacolo al diritto all’istruzione”. Amnesty ha voluto gratificare anche BISMILLAH del regista italiano Alessandro Grande, in concorso nella sezione Elements +10. La motivazione è stata riconosciuta “nella capacità di mettere in evidenza un aspetto diverso ma molto importante del fenomeno immigrazione, in modo che gli spettatori possano immedesimarsi nelle paure dei protagonisti per i quali anche l'accesso alle cure è un rischio”.
Il premio Rai Cinema Channel Giffoni 2018, invece, è andato al cortometraggio WARRIORS OF SANITÀ di Luca Nappa (Italia), “per aver raccontato con profondo realismo la vita quotidiana di un ragazzo che deve affrontare le difficoltà della vita, senza mai smettere di sognare”.
Arrivederci Giffoi Film Festival al 2019: tutti i cortometraggi vincitori
Il gusto degli Elements +3 ha eletto il cortometraggio animato ANT (Julia Ocker, Germania, 2017) storia di una piccola formica che invece di seguire le regole preferisce stravolgerle con grande creatività.
L’orgoglio italiano trionfa nella sezione Elements +6 con OTZI AND THE MYSTERY OF TIME (ÖTZI E IL MISTERO DEL TEMPO) (Italia, 2018) di Gabriele Pignotta. L’opera vanta un cast d’eccezione con Alessandra Mastronardi e Vinicio Marchioni. Kip è un ragazzo come tanti, intelligente e sensibile, per cui il tempo dell’infanzia sta finendo. Negli ultimi giorni prima di lasciare per sempre Bolzano e gli amici del cuore, il giovane vive con loro un’esperienza straordinaria. Quando si reca al museo a salutare la mummia per l’ultima volta, accade qualcosa di magico e Ötzi si risveglia, cominciando a rigenerarsi. Mentre Ötzi, in incognito, incontrerà il ventunesimo secolo, Kip apprenderà da lui i segreti dell’età del rame. Il film è un produzione One More Pictures con Rai Cinema, e sarà distribuito in Italia, in autunno, da Altre Storie.
Cambio di genere per l’opera selezionata dagli Elements +10: la preferenza cade su ZOO (Irlanda /UK, 2017) di Colin Mclvor. Durante i bombardamenti aerei tedeschi di Belfast nel 1941, Tom lotta per salvare Buster, un cucciolo di elefante. Protagonista dell’opera è Art Parkinson, che ha interpretato Rickon Stark ne “Il Trono di Spade”.
I Generator +13, invece, hanno incoronato THIS CRAZY HEART (Germania, 2017) di Marc Rothemund che nel 2013 aveva presentato – nella stessa sezione - “The Girl With Nine Wigs”. Lenny, trentenne figlio di un rinomato cardiologo, vive come vuole fino al giorno in cui, stanco del suo comportamento, il padre gli blocca la carta di credito. Per riavere indietro la sua vita, Lenny dovrà occuparsi del quindicenne David, che invece soffre sin da quando è nato. Dapprima restio all'idea, l’uomo si lascerà conquistare dall'adolescente imparando cosa sia il senso di responsabilità.
A prediligere SADIE (Usa, 2018) di Megan Griffiths sono stati i Generator +16. Nel film Sophia Mitri Schloss, già protagonista di "Lane 1974", presentato nel 2017 al Festival, oltre all’attrice Danielle Brooks, nota per la serie TV "Orange is the New Black". Sadie è un'adolescente che vive con la madre mentre il padre è nell’esercito e, di fatto, ha lasciato da tempo la famiglia. Malgrado questo, la ragazza è molto affezionata al padre e non accetta la nuova relazione della madre con un altro uomo. Per ostacolarla adotterà l'unico metodo che conosce: quello della guerra.
La complessità dei rapporti in contesti attuali quanto delicati: è il cuore del film scelto dai Generator +18 con BROTHERS (Olanda, 2017) di Hanro Smitsman. L’opera ci proietta nel dramma di Hassan e Mourad alla ricerca del loro fratello minore, Yasin, un presunto estremista nella Siria dilaniata dalla guerra.
Il vincitore per la sezione Gex Doc, totalmente dedicata ai documentari, è LIYANA (Qatar/ Swaziland/Usa, 2017) di Aaron e Amanda Kopp. Si tratta di una favola africana animata nata dall'immaginazione di cinque bambini orfani dello Swaziland. Una storia di perseveranza attinta dai loro ricordi più oscuri e dai loro sogni più luminosi. Il viaggio del loro personaggio immaginario si intreccia con poetiche scene documentaristiche.
Tra le menzioni speciali dedicate alla sezione Elements +6 anche l’Amnesty International Award, assegnata a CHUSKIT di Priya Ramasubban (India). Il premio è stato attribuito “per la determinazione della protagonista nell’affermare il suo grande desiderio di andare a scuola, perché la disabilità non può essere un ostacolo al diritto all’istruzione”. Amnesty ha voluto gratificare anche BISMILLAH del regista italiano Alessandro Grande, in concorso nella sezione Elements +10. La motivazione è stata riconosciuta “nella capacità di mettere in evidenza un aspetto diverso ma molto importante del fenomeno immigrazione, in modo che gli spettatori possano immedesimarsi nelle paure dei protagonisti per i quali anche l'accesso alle cure è un rischio”.
Il premio Rai Cinema Channel Giffoni 2018, invece, è andato al cortometraggio WARRIORS OF SANITÀ di Luca Nappa (Italia), “per aver raccontato con profondo realismo la vita quotidiana di un ragazzo che deve affrontare le difficoltà della vita, senza mai smettere di sognare”.
Arrivederci Giffoi Film Festival al 2019: tutti i cortometraggi vincitori
Il gusto degli Elements +3 ha eletto il cortometraggio animato ANT (Julia Ocker, Germania, 2017) storia di una piccola formica che invece di seguire le regole preferisce stravolgerle con grande creatività.
L’orgoglio italiano trionfa nella sezione Elements +6 con OTZI AND THE MYSTERY OF TIME (ÖTZI E IL MISTERO DEL TEMPO) (Italia, 2018) di Gabriele Pignotta. L’opera vanta un cast d’eccezione con Alessandra Mastronardi e Vinicio Marchioni. Kip è un ragazzo come tanti, intelligente e sensibile, per cui il tempo dell’infanzia sta finendo. Negli ultimi giorni prima di lasciare per sempre Bolzano e gli amici del cuore, il giovane vive con loro un’esperienza straordinaria. Quando si reca al museo a salutare la mummia per l’ultima volta, accade qualcosa di magico e Ötzi si risveglia, cominciando a rigenerarsi. Mentre Ötzi, in incognito, incontrerà il ventunesimo secolo, Kip apprenderà da lui i segreti dell’età del rame. Il film è un produzione One More Pictures con Rai Cinema, e sarà distribuito in Italia, in autunno, da Altre Storie.
Cambio di genere per l’opera selezionata dagli Elements +10: la preferenza cade su ZOO (Irlanda /UK, 2017) di Colin Mclvor. Durante i bombardamenti aerei tedeschi di Belfast nel 1941, Tom lotta per salvare Buster, un cucciolo di elefante. Protagonista dell’opera è Art Parkinson, che ha interpretato Rickon Stark ne “Il Trono di Spade”.
I Generator +13, invece, hanno incoronato THIS CRAZY HEART (Germania, 2017) di Marc Rothemund che nel 2013 aveva presentato – nella stessa sezione - “The Girl With Nine Wigs”. Lenny, trentenne figlio di un rinomato cardiologo, vive come vuole fino al giorno in cui, stanco del suo comportamento, il padre gli blocca la carta di credito. Per riavere indietro la sua vita, Lenny dovrà occuparsi del quindicenne David, che invece soffre sin da quando è nato. Dapprima restio all'idea, l’uomo si lascerà conquistare dall'adolescente imparando cosa sia il senso di responsabilità.
A prediligere SADIE (Usa, 2018) di Megan Griffiths sono stati i Generator +16. Nel film Sophia Mitri Schloss, già protagonista di "Lane 1974", presentato nel 2017 al Festival, oltre all’attrice Danielle Brooks, nota per la serie TV "Orange is the New Black". Sadie è un'adolescente che vive con la madre mentre il padre è nell’esercito e, di fatto, ha lasciato da tempo la famiglia. Malgrado questo, la ragazza è molto affezionata al padre e non accetta la nuova relazione della madre con un altro uomo. Per ostacolarla adotterà l'unico metodo che conosce: quello della guerra.
La complessità dei rapporti in contesti attuali quanto delicati: è il cuore del film scelto dai Generator +18 con BROTHERS (Olanda, 2017) di Hanro Smitsman. L’opera ci proietta nel dramma di Hassan e Mourad alla ricerca del loro fratello minore, Yasin, un presunto estremista nella Siria dilaniata dalla guerra.
Il vincitore per la sezione Gex Doc, totalmente dedicata ai documentari, è LIYANA (Qatar/ Swaziland/Usa, 2017) di Aaron e Amanda Kopp. Si tratta di una favola africana animata nata dall'immaginazione di cinque bambini orfani dello Swaziland. Una storia di perseveranza attinta dai loro ricordi più oscuri e dai loro sogni più luminosi. Il viaggio del loro personaggio immaginario si intreccia con poetiche scene documentaristiche.
Tra le menzioni speciali dedicate alla sezione Elements +6 anche l’Amnesty International Award, assegnata a CHUSKIT di Priya Ramasubban (India). Il premio è stato attribuito “per la determinazione della protagonista nell’affermare il suo grande desiderio di andare a scuola, perché la disabilità non può essere un ostacolo al diritto all’istruzione”. Amnesty ha voluto gratificare anche BISMILLAH del regista italiano Alessandro Grande, in concorso nella sezione Elements +10. La motivazione è stata riconosciuta “nella capacità di mettere in evidenza un aspetto diverso ma molto importante del fenomeno immigrazione, in modo che gli spettatori possano immedesimarsi nelle paure dei protagonisti per i quali anche l'accesso alle cure è un rischio”.
Il premio Rai Cinema Channel Giffoni 2018, invece, è andato al cortometraggio WARRIORS OF SANITÀ di Luca Nappa (Italia), “per aver raccontato con profondo realismo la vita quotidiana di un ragazzo che deve affrontare le difficoltà della vita, senza mai smettere di sognare”.
Speciale GFF: Masterclass con lo chef Alessandro Borghese
Chef eclettico ed innovativo, dagli occhiali improbabili e dalla voce decisa: parliamo di Alessandro Borghese, uno degli ospiti del Giffoni Film Festival, protagonista di una Masterclass all' insegna della cucina e dei suoi segreti. Classe 76, buone maniere e una passione innata per la cucina tale da farlo diventare uno chef rinomato perché per lui "il bello della cucina è sperimentare, perché la cucina è fantasia" e le sue passioni sono la figlia, la moglie e correre in pista in auto, oltre alla gastronomia, ovviamente !
Primogenito dell'attrice Barbara Bouchet e dell'imprenditore napoletano Luigi Borghese, dopo il diploma all'American Oversease School di Roma si è imbarcato per tre anni sulle navi da crociera per continuare le sue esperienze nei ristoranti di San Francisco, New York, Londra, Parigi, Copenaghen, Roma, Milano dove ha la sua società di Catering e Food Consulting.
Rivisitare un piatto classico? Per lo chef Borghese "senza tradizione non si può innovare! Bisogna prima conoscere bene le ricette classiche, poi si può "giocare con il piatto"! Cacio e pepe, un classico di cucina tradizionale che resta nel tempo, alla fine torniamo alla radice!"
Da sempre a capito che la cucina sarebbe stata la sua vita, come ha affermato. "A 14 anni ho capito che amavo cucinare. I miei genitori mi hanno sempre detto "fai ciò che ti rende felice". Io stavo sempre accanto a mio padre quando cucinava per rubargli i segreti della cucina napoletana. La cucina è cultura come il cinema! Un bravo cuoco diventa bravo quando riesce a fare un buon piatto con pochi alimenti. Negli ultimi tempi c'è grande attenzione al mondo culinario, cosa importante per tutto il nostro grande patrimonio gastronomico; questa attenzione si è rivelata positiva anche se le strutture dove imparare e studiare la cultura del cibo dovrebbero essere più all'avanguardia".
Da bravo chef e gentlemen chissà quale piatto consiglierà per conquistare una donna..."Un piatto per far colpa su una donna? Capire dalla madre cosa le piace e ...realizzarlo"!
E tra tante ricette e tanta esperienza, il simpatico chef confessa: "Amo cose semplici: il pollo arrosto ed uno spaghetto buono al pomodoro con tanto formaggio, oppure uno spaghetto con burro e parmigiano, o pasta e patate leggermente macchiate, con provola e ben riposata, gustata il giorno dopo con un filo di olio extravergine di oliva. Preferisco i primi piatti."
Ma cosa appassiona veramente Borghese nel fare lo chef? "Il bello del mestiere del cuoco? E' divertente, la cucina ci fa rimanere bambini per sempre! Oggi si usa molto la curcuma, lo zenzero che sono esaltatori di sapore, in Medio Oriente sostituiscono il sale, io uso molto basilico, timo, maggiorana, piante della macchia mediterranea e comunque, diffidate dei cuochi che non assaggiano!"
Solare e sempre sorridente, Alessandro Borghese è un vero chef mediatico; ottimo il suo rapporto con il web e con il pubblico, su Internet è promotore della cucina in TV: è uno dei tre giudici dell'edizione italiana di "
" per Sky Italia. I miei programmi televisivi sono un lavoro di squadra, dietro c'è una troupe di trenta persone, tecnologie moderne, droni..."L'ultima puntata l'abbiamo girata nel parco del Pollino, col tempo ho lavorato parallelamente nel mondo della cucina ed in TV, ma non si fa cucina per fare Tv, cucinare è un atto d'amore, perchè si ama qualcuno..." ha concluso sorridendo lo chef prima di andar via tra sorrisi ed autografi ai giovani giurati.
Speciale GFF: Masterclass con lo chef Alessandro Borghese
Chef eclettico ed innovativo, dagli occhiali improbabili e dalla voce decisa: parliamo di Alessandro Borghese, uno degli ospiti del Giffoni Film Festival, protagonista di una Masterclass all' insegna della cucina e dei suoi segreti. Classe 76, buone maniere e una passione innata per la cucina tale da farlo diventare uno chef rinomato perché per lui "il bello della cucina è sperimentare, perché la cucina è fantasia" e le sue passioni sono la figlia, la moglie e correre in pista in auto, oltre alla gastronomia, ovviamente !
Primogenito dell'attrice Barbara Bouchet e dell'imprenditore napoletano Luigi Borghese, dopo il diploma all'American Oversease School di Roma si è imbarcato per tre anni sulle navi da crociera per continuare le sue esperienze nei ristoranti di San Francisco, New York, Londra, Parigi, Copenaghen, Roma, Milano dove ha la sua società di Catering e Food Consulting.
Rivisitare un piatto classico? Per lo chef Borghese "senza tradizione non si può innovare! Bisogna prima conoscere bene le ricette classiche, poi si può "giocare con il piatto"! Cacio e pepe, un classico di cucina tradizionale che resta nel tempo, alla fine torniamo alla radice!"
Da sempre a capito che la cucina sarebbe stata la sua vita, come ha affermato. "A 14 anni ho capito che amavo cucinare. I miei genitori mi hanno sempre detto "fai ciò che ti rende felice". Io stavo sempre accanto a mio padre quando cucinava per rubargli i segreti della cucina napoletana. La cucina è cultura come il cinema! Un bravo cuoco diventa bravo quando riesce a fare un buon piatto con pochi alimenti. Negli ultimi tempi c'è grande attenzione al mondo culinario, cosa importante per tutto il nostro grande patrimonio gastronomico; questa attenzione si è rivelata positiva anche se le strutture dove imparare e studiare la cultura del cibo dovrebbero essere più all'avanguardia".
Da bravo chef e gentlemen chissà quale piatto consiglierà per conquistare una donna..."Un piatto per far colpa su una donna? Capire dalla madre cosa le piace e ...realizzarlo"!
E tra tante ricette e tanta esperienza, il simpatico chef confessa: "Amo cose semplici: il pollo arrosto ed uno spaghetto buono al pomodoro con tanto formaggio, oppure uno spaghetto con burro e parmigiano, o pasta e patate leggermente macchiate, con provola e ben riposata, gustata il giorno dopo con un filo di olio extravergine di oliva. Preferisco i primi piatti."
Ma cosa appassiona veramente Borghese nel fare lo chef? "Il bello del mestiere del cuoco? E' divertente, la cucina ci fa rimanere bambini per sempre! Oggi si usa molto la curcuma, lo zenzero che sono esaltatori di sapore, in Medio Oriente sostituiscono il sale, io uso molto basilico, timo, maggiorana, piante della macchia mediterranea e comunque, diffidate dei cuochi che non assaggiano!"
Solare e sempre sorridente, Alessandro Borghese è un vero chef mediatico; ottimo il suo rapporto con il web e con il pubblico, su Internet è promotore della cucina in TV: è uno dei tre giudici dell'edizione italiana di "Junior Master Chef"; conduce "Alessandro Borghese 4 Ristoranti" e "Alessandro Borghese Kitchen Sound" per Sky Italia. I miei programmi televisivi sono un lavoro di squadra, dietro c'è una troupe di trenta persone, tecnologie moderne, droni..."L'ultima puntata l'abbiamo girata nel parco del Pollino, col tempo ho lavorato parallelamente nel mondo della cucina ed in TV, ma non si fa cucina per fare Tv, cucinare è un atto d'amore, perchè si ama qualcuno..." ha concluso sorridendo lo chef prima di andar via tra sorrisi ed autografi ai giovani giurati.
Gruppo familiare criminale a Dragonea di Vietri: cinque arresti
Contrabbando: sequestrate 17 stecche di sigarette
Incidente in moto in via Benedetto Croce: due giovani restano mutilati
Ancora sotto choc tutta la comunità salernitana per il terribile incidente verificatosi la scorsa notte, in via Benedetto Croce. Qui due giovani erano in moto, quando, per cause ancora da verificare, il giovane conducente ha perso il controllo e la moto è andata scivolando per diversi metri sull'asfalto, finendo contro le auto parcheggiate.
Immediata la richiesta dei soccorsi da parte dei residenti della zona che hanno sentito il forte boato provocato dall'impatto. Disperata la corsa delle ambulanze del 118 verso il San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona. Il ragazzo, ricoverato presso il reparto di Ortopedia, ha subìto l'amputazione del piede; la ragazza della gamba ed è ricoverata presso il reparto di Neurologia per il forte shock dove si è resa necessaria l'assistenza psicologica.
S'indaga sulle cause che hanno causato i gravissimo incidente
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Immediata la richiesta dei soccorsi da parte dei residenti della zona che hanno sentito il forte boato provocato dall'impatto. Disperata la corsa delle ambulanze del 118 verso il San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona. Il ragazzo, ricoverato presso il reparto di Ortopedia, ha subìto l'amputazione del piede; la ragazza della gamba ed è ricoverata presso il reparto di Neurologia per il forte shock dove si è resa necessaria l'assistenza psicologica.
S'indaga sulle cause che hanno causato i gravissimo incidente
Salernitano si toglie la vita a Palazzo Grazioli: è giallo
L'uomo sarebbe entrato in un bagno del palazzo con la pistola d'ordinanza e lì avrebbe deciso di porre fine ai suoi giorni. Non sono ancora chiare le cause del gesto disperato. S'indaga.