domenica 4 marzo 2018

Oggi nasceva il grande Lucio Dalla, il 4 marzo 1943

Oggi nasceva il grande Lucio Dalla, il 4 marzo 1943 http://www.salernonews24.com/sudigiri/oggi-nasceva-il-grande-lucio-dalla-il-4-marzo-1943/ Marzo è stato il mese dell’anno che ha segnato i due momenti più importanti della sua vita,quelli che definiscono l’intera esistenza di qualsiasi uomo e donna,  la nascita e la morte.

Lucio Dalla, probabilmente il più grande dei cantautori italiani, ci lasciava infatti il primo marzo di 6 anni fa, nel 2012, all’età di 69 anni, per un infarto a Montreaux dove si era esibito la sera prima.  Ma non è della sua morte che oggi vogliamo parlare del cantautore bolognese, ma della sua data di nascita. Infatti nasceva  il 3 marzo del 1943 e oggi avrebbe festeggiato il suo settantacinquesimo compleanno.

Di Dalla è stato detto e scritto tutto entrando anche e  in modo inopportuno  nella sua vita privata, quindi no, non ripercorreremo la sua lunga e intensa carriera fatta di musica, canzoni e anche di cinema, ma ci soffermeremo su una solo canzone, quella che probabilmente lo ha reso grande e popolare agli occhi di un intero paese, il cui titolo è proprio la sua data di nascita, 4/3/1943.

Questo storico brano è contenuto nel suo terzo album , Storie di casa mia, pubblicato nel 1971 per la RCA Italiana. In quello stesso anno Dalla, in coppia con l’Equipe 84, presenta il brano alla 21ma edizione del Festival di Sanremo piazzandosi al terzo posto della classifica finale. Non  vinse il festival, ma fu il brano che vendette di più piazzandosi al primo posto delle classifiche di vendita.

Il 45 giri che fu pubblicato aveva In copertina una raffigurazione del porto di Manfredonia e sul lato B il brano Il fiume e la città. È bene ricordare, soprattutto per i più giovani, che il testo non fu scritto da Dalla, che all’epoca era più concentrato sulla musica, ma da Paola Pallottino, storica dell’arte, illustratrice e paroliere, che ha avuto una intensa collaborazione con lui scrivendo anche i testi di altri famosi brani come Il gigante e la bambina, Il bambino di fumo, Un uomo come me e Anna Bellanna.

4/3/1943 è una canzone della quale vanno ricordate alcune cose. Innanzi tutto non è una canzone autobiografica, come si potrebbe pensare, in realtà del cantautore prende in prestito solo la data di nascita, e per un motivo che oggi ci sembra addirittura banale: quando la canzone fu presentata a Sanremo fu vittima della censura. Infatti il suo testo originale, nell’epilogo, recitava “e anche adesso che bestemmio e bevo vino, per ladri e puttane sono Gesù Bambino”. Ovviamente in quegli anni certe cose non si potevano cantare, almeno a Sanremo, e quindi fu chiesto a Dalla di cambiare quella parte di testo, e così fu e la canzone è diventata quella che oggi conosciamo tutti "e ancora adesso che gioco a carte e bevo vino, per la gente del porto mi chiamo Gesù Bambino".

Ma non finisce qui. Anche il titolo fu cambiato, Inizialmente il brano si intitolava Gesù Bambino,  ma un titolo cosi era troppo irrispettoso per una canzone che cantava di una ragazza madre che fa l’amore con un soldato che non rivedrà più e che le darà pure un figlio. Ed ecco che in fretta , improvvisamente, il titolo doveva essere cambiato e la prima cosa che viene in mente è una data di nascita… quella di Lucio Dalla.

Il cantautore bolognese ha lasciato un patrimonio artistico/musicale immenso ma  oggi non si poteva fare a meno di ricordarlo con questa meravigliosa poesia di cui vi trascriviamo il testo . Grazie Lucio, hai regalato a tutti noi momenti indimenticabili.

Nicola Olivieri

Dice che era un bell'uomo


e veniva, veniva dal mare


parlava un'altra lingua però sapeva amare


e quel giorno lui prese mia madre sopra un bel prato


l'ora più dolce prima d'essere ammazzato


 


Così lei restò sola nella stanza,


la stanza sul porto


con l'unico vestito, ogni giorno più corto


e benché non sapesse il nome


e neppure il paese


m'aspettò come un dono d'amore


fino dal primo mese


 


Compiva sedici anni


quel giorno la mia mamma


le strofe di taverna


le cantò la ninna nanna


e stringendomi al petto che sapeva,


sapeva di mare, giocava a far la donna


con il bimbo da fasciare


 


E forse fu per gioco o forse per amore


che mi volle chiamare come Nostro Signore


della sua breve vita il ricordo,


il ricordo più grosso, è tutto in questo nome


che io mi porto addosso


 


E ancora adesso che gioco a carte


e bevo vino,


per la gente del porto


mi chiamo Gesù Bambino


 


E ancora adesso che gioco a carte


e bevo vino,


per la gente del porto


mi chiamo Gesù Bambino


 


E ancora adesso che gioco a carte


e bevo vino,


per la gente del porto


mi chiamo Gesù Bambino

Oggi nasceva il grande Lucio Dalla, il 4 marzo 1943

Oggi nasceva il grande Lucio Dalla, il 4 marzo 1943 http://www.salernonews24.com/sudigiri/oggi-nasceva-il-grande-lucio-dalla-il-4-marzo-1943/ Marzo è stato il mese dell’anno che ha segnato i due momenti più importanti della sua vita,quelli che definiscono l’intera esistenza di qualsiasi uomo e donna,  la nascita e la morte.

Lucio Dalla, probabilmente il più grande dei cantautori italiani, ci lasciava infatti il primo marzo di 6 anni fa, nel 2012, all’età di 69 anni, per un infarto a Montreaux dove si era esibito la sera prima.  Ma non è della sua morte che oggi vogliamo parlare del cantautore bolognese, ma della sua data di nascita. Infatti nasceva  il 3 marzo del 1943 e oggi avrebbe festeggiato il suo settantacinquesimo compleanno.

Di Dalla è stato detto e scritto tutto entrando anche e  in modo inopportuno  nella sua vita privata, quindi no, non ripercorreremo la sua lunga e intensa carriera fatta di musica, canzoni e anche di cinema, ma ci soffermeremo su una solo canzone, quella che probabilmente lo ha reso grande e popolare agli occhi di un intero paese, il cui titolo è proprio la sua data di nascita, 4/3/1943.

Questo storico brano è contenuto nel suo terzo album , Storie di casa mia, pubblicato nel 1971 per la RCA Italiana. In quello stesso anno Dalla, in coppia con l’Equipe 84, presenta il brano alla 21ma edizione del Festival di Sanremo piazzandosi al terzo posto della classifica finale. Non  vinse il festival, ma fu il brano che vendette di più piazzandosi al primo posto delle classifiche di vendita.

Il 45 giri che fu pubblicato aveva In copertina una raffigurazione del porto di Manfredonia e sul lato B il brano Il fiume e la città. È bene ricordare, soprattutto per i più giovani, che il testo non fu scritto da Dalla, che all’epoca era più concentrato sulla musica, ma da Paola Pallottino, storica dell’arte, illustratrice e paroliere, che ha avuto una intensa collaborazione con lui scrivendo anche i testi di altri famosi brani come Il gigante e la bambina, Il bambino di fumo, Un uomo come me e Anna Bellanna.

4/3/1943 è una canzone della quale vanno ricordate alcune cose. Innanzi tutto non è una canzone autobiografica, come si potrebbe pensare, in realtà del cantautore prende in prestito solo la data di nascita, e per un motivo che oggi ci sembra addirittura banale: quando la canzone fu presentata a Sanremo fu vittima della censura. Infatti il suo testo originale, nell’epilogo, recitava “e anche adesso che bestemmio e bevo vino, per ladri e puttane sono Gesù Bambino”. Ovviamente in quegli anni certe cose non si potevano cantare, almeno a Sanremo, e quindi fu chiesto a Dalla di cambiare quella parte di testo, e così fu e la canzone è diventata quella che oggi conosciamo tutti "e ancora adesso che gioco a carte e bevo vino, per la gente del porto mi chiamo Gesù Bambino".

Ma non finisce qui. Anche il titolo fu cambiato, Inizialmente il brano si intitolava Gesù Bambino,  ma un titolo cosi era troppo irrispettoso per una canzone che cantava di una ragazza madre che fa l’amore con un soldato che non rivedrà più e che le darà pure un figlio. Ed ecco che in fretta , improvvisamente, il titolo doveva essere cambiato e la prima cosa che viene in mente è una data di nascita… quella di Lucio Dalla.

Il cantautore bolognese ha lasciato un patrimonio artistico/musicale immenso ma  oggi non si poteva fare a meno di ricordarlo con questa meravigliosa poesia di cui vi trascriviamo il testo . Grazie Lucio, hai regalato a tutti noi momenti indimenticabili.

Nicola Olivieri

Dice che era un bell'uomo


e veniva, veniva dal mare


parlava un'altra lingua però sapeva amare


e quel giorno lui prese mia madre sopra un bel prato


l'ora più dolce prima d'essere ammazzato


 


Così lei restò sola nella stanza,


la stanza sul porto


con l'unico vestito, ogni giorno più corto


e benché non sapesse il nome


e neppure il paese


m'aspettò come un dono d'amore


fino dal primo mese


 


Compiva sedici anni


quel giorno la mia mamma


le strofe di taverna


le cantò la ninna nanna


e stringendomi al petto che sapeva,


sapeva di mare, giocava a far la donna


con il bimbo da fasciare


 


E forse fu per gioco o forse per amore


che mi volle chiamare come Nostro Signore


della sua breve vita il ricordo,


il ricordo più grosso, è tutto in questo nome


che io mi porto addosso


 


E ancora adesso che gioco a carte


e bevo vino,


per la gente del porto


mi chiamo Gesù Bambino


 


E ancora adesso che gioco a carte


e bevo vino,


per la gente del porto


mi chiamo Gesù Bambino


 


E ancora adesso che gioco a carte


e bevo vino,


per la gente del porto


mi chiamo Gesù Bambino

La voce di RTL 102.5, Luca Dondoni, ieri a daviMedia

La voce di RTL 102.5, Luca Dondoni, ieri a daviMedia http://www.salernonews24.com/cronaca/la-voce-di-rtl-102-5-luca-dondoni-ieri-a-davimedia/ Presso l’Università degli Studi di Salerno, daviMedia, con il dott Roberto Vargiu, direttore artistico, il Professore Marco Pistoia, direttore scientifico, il Prof Mario Monteleone, Docente di Linguistica Generale, la giornalista, speacker radio, Barbara Landi, ha incontrato Luca Dondoni. Corrispondente da Milano del quotidiano “La Stampa” , critico musicale e cronista per il mondo della tv, simpatico ed alla mano, Dondoni ha parlato della sua esperienza con Pino Daniele con cui ha realizzato per SKY Arte HD “Nero a metà”. Riconducendo l’artista partenopeo nei suoi luoghi, ha creato un racconto ed una passeggiata a ritroso, nella vita di Daniele, tra i suoi successi. Appassionato conoscitore del mondo musicale fin da ragazzo, ha dato vita ad interviste esclusive con prestigiosi nomi del panorama musicale internazionale, fino a Madonna. Ha collaborato, tra le tante emittenti, con “Radio 101 One O One”, “R 101”, RTL 102.5, dove conduce attualmente il programma “Pop around the clock”. Come Dondoni ha spiegato, nelle grandi radio, come anche a RTL 102.5 , non “passa” tutto, ma solo ciò che vogliono i suoi 23 milioni di ascoltatori, nel caso di RTL 102.5.
Rivolgendosi ai giovani presenti ha aggiunto : “chiedete altro perché il mercato ascolta voi, se voi siete quelli che fanno il mercato. I grandi media non stanno facendo tutta la divulgazione che potrebbero, direbbero che è il mercato che lo chiede. Si ravvisa una stanchezza che non ho mai visto come operatore del settore. Le rivoluzioni si fanno dal basso, solo la gente giovane può convincere noi che ci sediamo su certe cose… siamo innanzi ad un arcobaleno che non ha tutti i colori, manca l’informazione su enormi fasce musicali.” Rifacendosi alle piccole radio locali, per Dondoni “è nella unicità delle proposte che c’è la bellezza dell’essere”, così le piccole radio non devono correre dietro ai numeri, emulando le grandi radio, "devono puntare sulla promozione dell’ascolto di generi, che network grandi non possono trasmettere”.
Soffermandosi sul panorama musicale attuale ha affermato: “Lorenzo”, in arte Jovanotti non canta, ma “scrive liriche, non canzoni, le dipinge intorno alla musica”… “Rocco Hant e Clementino sono riusciti a bypassare nuove dinamiche; i rapper sono un nuovo modo di portare la musica sui palchi, le onde sinusoidali hanno fatto sì che questo accadesse. In 54 anni di vita questa è l’unica epoca pop caramellata. Ho iniziato nel ‘76. Il rock in questo momento sta con le flebo, sta diventando vecchio da un punto di vista anagrafico… i generi musicali sono finiti a meno che non si trovino sottoculture del blues, jazz, rock.. certe cose per me finiscono per consunzione. La musica ci ha insegnato che si va a decenni: negli anni 90 elettronica, new age, anni 2000 pop…”
Tra le tante collaborazioni televisive Dondoni è stato giurato per le trasmissioni MEDIASET, da undici anni presso “Amici” di Maria De Filippi, commissario esterno per il settore musica di Amici, stagione 2010- 2012. In questo ambito Dondoni ha creato una sorta di “metodologia di giudizio”, in cui, ha detto, “spiego il mio giudizio di critica, le motivazioni delle mie scelte critiche. Questo scritto è piaciuto ed è stato adottato anche da altri nel programma. Per Dondoni, chi fa le selezioni dovrebbe scegliere qualcosa di nuovo, diverso, bisogna far emergere le peculiarità dei gruppi e degli artisti , Marco Mengoni è la più grossa cosa che sia venuta fuori dopo Tiziano Ferro.”
Parlando del download pirata delle canzoni ha affermato: “Sono cresciuto comprando dischi, non sono più figo o stupido di altri. Io la musica la compro. Sono nato nel ‘61, per noi era normale.” Poi l’accento è stato posto proprio sull’attenzione che l’emittente radio deve rapire, sulla bravura dello speaker, il suo entrare in sintonia col suo pubblico che si fidelizza. Di qui il suo “bye bye” alla fine del suo programma radiofonico, il “gancio” di chiusura, un modo per restare vivi nella mente del fruitore del media.
La radio è anche questo.

foto a cura di Alfonso Maria Salsano

Direzione

Indagato per concussione Vincenzo De Luca

Indagato per concussione Vincenzo De Luca http://www.salernonews24.com/cronaca/indagato-per-concussione-vincenzo-de-luca/ Indagato per concussione Vincenzo De Luca
In totale sono sette le persone indagate per concussione, in relazione alla vicenda che riguarda Vincenzo De Luca e la sua sospensione da Governatore, per la Legge Severino. L’inchiesta nasce da una minaccia ai danni di De Luca per cui ci sarebbe stata una decisione per lui sfavorevole, da parte del Tribunale di Napoli, se De Luca non avesse provveduto ad una nomina nell’ambito della Sanità Campana, così come è scritto nel capo d’imputazione. L’inchiesta , sulla base di una segnalazione è stata aperta dalla Procura di Napoli e successivamente trasferita a quella di Roma.
Coinvolto nell’accusa per concussione è il Giudice Anna Scognamiglio, uno dei Giudici del Tribunale di Napoli che ha accolto il ricorso di De Luca, confermando così quanto aveva in precedenza deciso il Giudice Monocratico, Gabriele Cioffi. Altri indagati sono : Guglielmo Manna, marito del Giudice Scognamiglio e Carmelo Mastursi, Capo Segreteria di De Luca, dimessosi dal suo incarico.
Direzione

sabato 3 marzo 2018

Oggi nasceva il grande Lucio Dalla, il 4 marzo 1943

Oggi nasceva il grande Lucio Dalla, il 4 marzo 1943 http://www.salernonews24.com/sudigiri/oggi-nasceva-il-grande-lucio-dalla-il-4-marzo-1943/ Marzo è stato il mese dell’anno che ha segnato i due momenti più importanti della sua vita,quelli che definiscono l’intera esistenza di qualsiasi uomo e donna,  la nascita e la morte.

Lucio Dalla, probabilmente il più grande dei cantautori italiani, ci lasciava infatti il primo marzo di 6 anni fa, nel 2012, all’età di 69 anni, per un infarto a Montreaux dove si era esibito la sera prima.  Ma non è della sua morte che oggi vogliamo parlare del cantautore bolognese, ma della sua data di nascita. Infatti nasceva  il 3 marzo del 1943 e oggi avrebbe festeggiato il suo settantacinquesimo compleanno.

Di Dalla è stato detto e scritto tutto entrando anche e  in modo inopportuno  nella sua vita privata, quindi no, non ripercorreremo la sua lunga e intensa carriera fatta di musica, canzoni e anche di cinema, ma ci soffermeremo su una solo canzone, quella che probabilmente lo ha reso grande e popolare agli occhi di un intero paese, il cui titolo è proprio la sua data di nascita, 4/3/1943.

Questo storico brano è contenuto nel suo terzo album , Storie di casa mia, pubblicato nel 1971 per la RCA Italiana. In quello stesso anno Dalla, in coppia con l’Equipe 84, presenta il brano alla 21ma edizione del Festival di Sanremo piazzandosi al terzo posto della classifica finale. Non  vinse il festival, ma fu il brano che vendette di più piazzandosi al primo posto delle classifiche di vendita.

Il 45 giri che fu pubblicato aveva In copertina una raffigurazione del porto di Manfredonia e sul lato B il brano Il fiume e la città. È bene ricordare, soprattutto per i più giovani, che il testo non fu scritto da Dalla, che all’epoca era più concentrato sulla musica, ma da Paola Pallottino, storica dell’arte, illustratrice e paroliere, che ha avuto una intensa collaborazione con lui scrivendo anche i testi di altri famosi brani come Il gigante e la bambina, Il bambino di fumo, Un uomo come me e Anna Bellanna.

4/3/1943 è una canzone della quale vanno ricordate alcune cose. Innanzi tutto non è una canzone autobiografica, come si potrebbe pensare, in realtà del cantautore prende in prestito solo la data di nascita, e per un motivo che oggi ci sembra addirittura banale: quando la canzone fu presentata a Sanremo fu vittima della censura. Infatti il suo testo originale, nell’epilogo, recitava “e anche adesso che bestemmio e bevo vino, per ladri e puttane sono Gesù Bambino”. Ovviamente in quegli anni certe cose non si potevano cantare, almeno a Sanremo, e quindi fu chiesto a Dalla di cambiare quella parte di testo, e così fu e la canzone è diventata quella che oggi conosciamo tutti "e ancora adesso che gioco a carte e bevo vino, per la gente del porto mi chiamo Gesù Bambino".

Ma non finisce qui. Anche il titolo fu cambiato, Inizialmente il brano si intitolava Gesù Bambino,  ma un titolo cosi era troppo irrispettoso per una canzone che cantava di una ragazza madre che fa l’amore con un soldato che non rivedrà più e che le darà pure un figlio. Ed ecco che in fretta , improvvisamente, il titolo doveva essere cambiato e la prima cosa che viene in mente è una data di nascita… quella di Lucio Dalla.

Il cantautore bolognese ha lasciato un patrimonio artistico/musicale immenso ma  oggi non si poteva fare a meno di ricordarlo con questa meravigliosa poesia di cui vi trascriviamo il testo . Grazie Lucio, hai regalato a tutti noi momenti indimenticabili.

Nicola Olivieri

Dice che era un bell'uomo


e veniva, veniva dal mare


parlava un'altra lingua però sapeva amare


e quel giorno lui prese mia madre sopra un bel prato


l'ora più dolce prima d'essere ammazzato


 


Così lei restò sola nella stanza,


la stanza sul porto


con l'unico vestito, ogni giorno più corto


e benché non sapesse il nome


e neppure il paese


m'aspettò come un dono d'amore


fino dal primo mese


 


Compiva sedici anni


quel giorno la mia mamma


le strofe di taverna


le cantò la ninna nanna


e stringendomi al petto che sapeva,


sapeva di mare, giocava a far la donna


con il bimbo da fasciare


 


E forse fu per gioco o forse per amore


che mi volle chiamare come Nostro Signore


della sua breve vita il ricordo,


il ricordo più grosso, è tutto in questo nome


che io mi porto addosso


 


E ancora adesso che gioco a carte


e bevo vino,


per la gente del porto


mi chiamo Gesù Bambino


 


E ancora adesso che gioco a carte


e bevo vino,


per la gente del porto


mi chiamo Gesù Bambino


 


E ancora adesso che gioco a carte


e bevo vino,


per la gente del porto


mi chiamo Gesù Bambino

Al SalerNoir Festival prima nazionale: Il Commissario Ricciardi a fumetti.

Al SalerNoir Festival prima nazionale: Il Commissario Ricciardi a fumetti. http://www.salernonews24.com/cultura/al-salernoir-festival-prima-nazionale-il-commissario-ricciardi-a-fumetti/ Dal testo al disegno, con stile- di Claudia Izzo

Grande interesse presso il Teatro Augusteo a Salerno, per la presentazione, anteprima nazionale de “La condanna del sangue”, di Maurizio de Giovanni, secondo fumetto tratto dai romanzi dello scrittore partenopeo, della Sergio Bonelli Editore. Sala gremita di lettori, giornalisti, giallisti, appassionati, sostenitori dell’associazione Porto delle Nebbie ed esponenti del mondo Bonelli e del mondo accademico salernitano, tra cui il Magnifico Rettore Aurelio Tommasetti ed il Professore Alfonso Amendola, anch’egli tra i protagonisti del Festival.

 

Dopo il book trailer del fumetto, con un taglio di regia che smonta e rimonta il lavoro della disegnatrice salernitana Lucilla Stellato, ha fatto seguito l’introduzione dell’ impeccabile Concita De Luca e si è dato il via alla serata con le parole di Piera Carlomagno, Signora del Giallo salernitano, presidente dell’Associazione “Porto delle Nebbie”, organizzatrice del Festival: “Con piccoli passi abbiamo fatto le cose con passione e con massima libertà, con tante associazioni e tanti scrittori, intrecciando situazioni, creando rete in un territorio ricco di potenzialità”

 

Assist preso al volo dal sindaco di Salerno Vincenzo Napoli che ha sottolineato l’importanza del fare sistema, da parte del Festival, “ormai un must a livello nazionale, in una città sede di una importante scuola di fumetto, dove il trasferimento dalla letteratura al fumetto stesso è qualcosa che mi ha sempre affascinato”.
Giovani e cultura sono i due temi cari a Paola Caggiano, Consigliere Fondazione Carisal come si evince dalle sue parole :“E’ importante interessare i ragazzi al racconto, alla scrittura La Fondazione monitorerà il concorso indetto nell’ambito del Festival, per un discorso culturale rivolto i giovani, vero patrimonio di questo territorio. Vogliamo costruire, non in una sola notte come Barliario, questo ponte che quetsa volta è tra i giovani e la cultura”

Luca Crovi, scrittore, redattore Bonelli, ha poi condotto il pubblico nel mondo del nuovo lavoro di De Giovanni, con l’autore stesso, con il redattore capo centrale presso la Sergio Bonelli Editore, Michele Masiero, con la disegnatrice salernitana Lucilla Stellato, con Sergio Brancatolo sociologo, scrittore e sceneggiatore per “Il Commissario Ricciardi” e con lo scrittore napoletano ma salernitano d’adozione, Diego De Silva,
“Ricciardi è della provincia di Salerno” ha affermato de Giovanni, nasce nel basso Cilento e resta cilentano, fortemente connesso alla provincia di Salerno. Questo fumetto è stato creato con una maggiore consapevolezza rispetto al primo, profondamente emotivo, sentimentale, romantico e profondamente femminile, profondamente salernitano. Per la cessione dei diritti ho richiesto che tutti coloro che vi fossero impegnati, lettering, disegnatori, sceneggiatori… fossero tutti campani, di quella Campania che è artisticamente ai vertici, imprenditorialmente ai minimi. Ho dato le mie storie ad abili mani che l’hanno migliorata e la migliorano, io che non so fare neanche una linea dritta !…”
Michele Masiero ha ricordato la grandiosità dell’azienda Bonelli, creata da Tea Bonelli, madre di Sergio, e moglie del disegnatore di Tex, Gianluigi Bonelli. Un’azienda, dunque, messa in piedi nel 1948 ,da una donna che ha inventato il fumetto in Italia, dove Sergio Bonelli creava ciò che egli stesso voleva leggere, in una redazione costituita da una stanza.

Capacità grafica e gran gusto emergono dai disegni di Lucilla Stellato, premiata nell’ambito della serata proprio per la realizzazione dei disegni del fumetto, la cui grande attenzione viene dedicata ai vestiti, alle acconciature, alla moda del tempo, alla cucina, ai particolari, dove il colore verde della primavera riporta al colore verde degli occhi del Commissario Ricciardi. “Ho riportato su carta scene, personaggi situazioni che avevo visto dopo la lettura” ha commentato la Stellato.
Ad entrare nell’universo di Ricciardi è anche lo scrittore Diego De Silva che riesce bene a comprendere l’amico e collega Maurizio de Giovanni, diviso come lui tra due luoghi, Salerno e Napoli. Ad aver sceneggiato il fumetto presentato è Sergio Brancato che ha dato voce e vita a quanto de Giovanni voleva che fosse espresso attraverso i disegni

 

Magistrale l’interpretazione di un passo di de Giovanni a cura dell’attrice e regista teatrale Brunella Caputo che ha condotto il pubblico al cuore del fumetto.

De Giovanni ha congedato il suo pubblico, poi, con la lettura di un suo scritto. “Quanto deve durare un amore per essere un grande amore?" Chiede questo al suo pubblico prima di stregarlo con una storia che narra di un incontro, di un amore, di un incontro d’amore a Sorrento, sulla spiaggia, al chiarore della luna, dove mare, luna e amore sembrano intessere una trama eterna. Eppure sarà l’amore di una sola notte destinato a divenire ricordo per una vita.

Fotografie a cura di Claudia Izzo

Al SalerNoir Festival prima nazionale: Il Commissario Ricciardi a fumetti.

Al SalerNoir Festival prima nazionale: Il Commissario Ricciardi a fumetti. http://www.salernonews24.com/cultura/al-salernoir-festival-prima-nazionale-il-commissario-ricciardi-a-fumetti/ Dal testo al disegno, con stile- di Claudia Izzo

Grande interesse presso il Teatro Augusteo a Salerno, per la presentazione, anteprima nazionale de “La condanna del sangue”, di Maurizio de Giovanni, secondo fumetto tratto dai romanzi dello scrittore partenopeo, della Sergio Bonelli Editore. Sala gremita di lettori, giornalisti, giallisti, appassionati, sostenitori dell’associazione Porto delle Nebbie ed esponenti del mondo Bonelli e del mondo accademico salernitano, tra cui il Magnifico Rettore Aurelio Tommasetti ed il Professore Alfonso Amendola, anch’egli tra i protagonisti del Festival.

 

Dopo il book trailer del fumetto, con un taglio di regia che smonta e rimonta il lavoro della disegnatrice salernitana Lucilla Stellato, ha fatto seguito l’introduzione dell’ impeccabile Concita De Luca e si è dato il via alla serata con le parole di Piera Carlomagno, Signora del Giallo salernitano, presidente dell’Associazione “Porto delle Nebbie”, organizzatrice del Festival: “Con piccoli passi abbiamo fatto le cose con passione e con massima libertà, con tante associazioni e tanti scrittori, intrecciando situazioni, creando rete in un territorio ricco di potenzialità”

 

Assist preso al volo dal sindaco di Salerno Vincenzo Napoli che ha sottolineato l’importanza del fare sistema, da parte del Festival, “ormai un must a livello nazionale, in una città sede di una importante scuola di fumetto, dove il trasferimento dalla letteratura al fumetto stesso è qualcosa che mi ha sempre affascinato”.
Giovani e cultura sono i due temi cari a Paola Caggiano, Consigliere Fondazione Carisal come si evince dalle sue parole :“E’ importante interessare i ragazzi al racconto, alla scrittura La Fondazione monitorerà il concorso indetto nell’ambito del Festival, per un discorso culturale rivolto i giovani, vero patrimonio di questo territorio. Vogliamo costruire, non in una sola notte come Barliario, questo ponte che quetsa volta è tra i giovani e la cultura”

Luca Crovi, scrittore, redattore Bonelli, ha poi condotto il pubblico nel mondo del nuovo lavoro di De Giovanni, con l’autore stesso, con il redattore capo centrale presso la Sergio Bonelli Editore, Michele Masiero, con la disegnatrice salernitana Lucilla Stellato, con Sergio Brancatolo sociologo, scrittore e sceneggiatore per “Il Commissario Ricciardi” e con lo scrittore napoletano ma salernitano d’adozione, Diego De Silva,
“Ricciardi è della provincia di Salerno” ha affermato de Giovanni, nasce nel basso Cilento e resta cilentano, fortemente connesso alla provincia di Salerno. Questo fumetto è stato creato con una maggiore consapevolezza rispetto al primo, profondamente emotivo, sentimentale, romantico e profondamente femminile, profondamente salernitano. Per la cessione dei diritti ho richiesto che tutti coloro che vi fossero impegnati, lettering, disegnatori, sceneggiatori… fossero tutti campani, di quella Campania che è artisticamente ai vertici, imprenditorialmente ai minimi. Ho dato le mie storie ad abili mani che l’hanno migliorata e la migliorano, io che non so fare neanche una linea dritta !…”
Michele Masiero ha ricordato la grandiosità dell’azienda Bonelli, creata da Tea Bonelli, madre di Sergio, e moglie del disegnatore di Tex, Gianluigi Bonelli. Un’azienda, dunque, messa in piedi nel 1948 ,da una donna che ha inventato il fumetto in Italia, dove Sergio Bonelli creava ciò che egli stesso voleva leggere, in una redazione costituita da una stanza.

Capacità grafica e gran gusto emergono dai disegni della disegnatrice Lucilla Stellato, premiata nell’ambito della serata proprio per la realizzazione dei disegni del fumetto, la cui grande attenzione viene dedicata ai vestiti, alle acconciature, alla moda del tempo, alla cucina, ai particolari, dove il colore verde della primavera riporta al colore verde degli occhi del Commissario Ricciardi. “Ho riportato su carta scene, personaggi situazioni che avevo visto dopo la lettura” ha commentato la Stellato.
Ad entrare nell’universo di Ricciardi è anche lo scrittore Diego De Silva che riesce bene a comprendere l’amico e collega Maurizio de Giovanni, diviso come lui tra due luoghi, Salerno e Napoli. Ad aver sceneggiato il fumetto presentato è Sergio Brancato che ha dato voce e vita a quanto de Giovanni voleva che fosse espresso attraverso i disegni

 

Magistrale l’interpretazione di un passo di de Giovanni a cura dell’attrice e regista teatrale Brunella Caputo che ha condotto il pubblico al cuore del fumetto.

De Giovanni ha congedato il suo pubblico, poi, con la lettura di un suo scritto. “Quanto deve durare un amore per essere un grande amore?" Chiede questo al suo pubblico prima di stregarlo con una storia che narra di un incontro, di un amore, di un incontro d’amore a Sorrento, sulla spiaggia, al chiarore della luna, dove mare, luna e amore sembrano intessere una trama eterna. Eppure sarà l’amore di una sola notte destinato a divenire ricordo per una vita.

Fotografie a cura di Claudia Izzo

SalelrnNoir Festival tinge di Giallo la città

SalelrnNoir Festival tinge di Giallo la città http://www.salernonews24.com/noir/salelrnnoir-festival-tinge-di-giallo-la-citta/ Protagonisti assoluti gli studenti salernitani- di Claudia Izzo

Dopo l'incontro di  ieri sera al Teatro Augusteo di Salerno con Maurizio De Giovanni, per l'anteprima nazionale della presentazione de "La condanna del sangue" , secondo fumetto tratto dai suo romanzi, della Sergio Bonelli Editore, SalerNoir Festival si apre agli studenti salernitani.

Dalle ore 9:00, presso la sede della Fondazione Carisal, nell’antico complesso di San Michele in via Bastioni, i ragazzi del Liceo Ginnasio “Torquato Tasso”, insieme ai loro colleghi del “Francesco De Sanctis” stanno partecipando ad un Concorso letterario che premierà le migliori short stories noir ambientate a Salerno. Un mondo meraviglioso quello del Giallo, a Salerno grazie all'Associazione "Porto delle Nebbie", capitanata dalla scrittrice e giornalista Piera Carlomagno che ha organizzato, con il suo staff di tutto rilievo, la quarta edizione dell'attesissimo SalernNoir Festival "Le Notti di Barliario", in collaborazione con le Fondazioni Carisal e Copernico e il Comune di Salerno.

Il SalerNoir Festival "Le Notti di Barlario"  si apre, dunque, oggi proprio ai  giovani, agli studenti, con l'incontro con lo scrittore Enrico Pandiani sul tema “Gli investigatori irregolari, chi sono, come nascono e perché”. Successivamente i ragazzi muoveranno tre passi nel giallo, nel giallo storico e nel noir, con Rocco Papa, Carmine Mari e Tina Cacciaglia. Dopo l’incontro visita guidata al Convento di San Michele, con la storia di Barliario, a cura di Brunella Caputo e Carmine Mari.

Si entrerà poi nel vivo con gli appassionati lettori, di pomeriggio,nel tempio di Pomona ed il SalerNoir Festival promette meraviglie. Alle 18.00, infatti, partirà il ricchissimo ciclo di presentazioni e reading, affidati alle attrici Brunella Caputo, Teresa Di Florio, Amelia Imparato e Mimma Virtuoso. Si comincia con “Il profumo della giustizia”, tema sul quale si confronteranno, con i loro ultimi lavori, Tina Cacciaglia, Gian Luca Campagna e Massimo Torre, presentati da Rocco Papa e Erminia Pellecchia. Alle 19, “Chi c’è nel mirino”: riflettori sulle ultime opere di Roberto Centazzo, Paolo Foschi e Mariano Sabatini, presentati da Giusy Giulianini.

Alle 20, “L’estate torrida di Mordenti e Canessa”, con Roberto Perrone e Enrico Pandiani presentati da Massimiliano Amato. La seconda serata del festival si chiude con una novità assoluta. L’edizione di quest’anno del Barliario, infatti, non si ferma alla letterature e al fumetto. Uno spazio – per ora solo sperimentale – è riservato al cinema, con CineNoir di notte: alle 22, al teatro del Giullare, talk show con i professori Alfonso Amendola e Marcello Ravveduto e proiezione del film “Milano Calibro 9”, un classico del poliziottesco anni Settanta, con omaggi al maestro Fernando Di Leo e a Gastone Moschin, scomparsi di recente, nonché al grande maestro Giorgio Scerbanenco, che resta uno dei numi tutelari della rassegna salernitana.

Tutti pronti a farsi rapire dall'irresistibile fascino del Giallo e del Noir ?

SalelrnNoir Festival tinge di Giallo la città

SalelrnNoir Festival tinge di Giallo la città http://www.salernonews24.com/noir/salelrnnoir-festival-tinge-di-giallo-la-citta/ Protagonisti assoluti gli studenti salernitani- di Claudia Izzo

Dopo l'incontro di  ieri sera al Teatro Augusteo di Salerno con Maurizio De Giovanni, per l'anteprima nazionale della presentazione de "La condanna del sangue" , secondo fumetto tratto dai suo romanzi, della Sergio Bonelli Editore, SalerNoir Festival si apre agli studenti salernitani.

Dalle ore 9:00, presso la sede della Fondazione Carisal, nell’antico complesso di San Michele in via Bastioni, i ragazzi del Liceo Ginnasio “Torquato Tasso”, insieme ai loro colleghi del “Francesco De Sanctis” stanno partecipando ad un Concorso letterario che premierà le migliori short stories noir ambientate a Salerno. Un mondo meraviglioso quello del Giallo, a Salerno grazie all'Associazione "Porto delle Nebbie", capitanata dalla scrittrice e giornalista Piera Carlomagno che ha organizzato, con il suo staff di tutto rilievo, la quarta edizione dell'attesissimo SalernNoir Festival "Le Notti di Barliario", in collaborazione con le Fondazioni Carisal e Copernico e il Comune di Salerno.

Il SalerNoir Festival "Le Notti di Barlario"  si apre, dunque, oggi proprio ai  giovani, agli studenti, con l'incontro con lo scrittore Enrico Pandiani sul tema “Gli investigatori irregolari, chi sono, come nascono e perché”. Successivamente i ragazzi muoveranno tre passi nel giallo, nel giallo storico e nel noir, con Rocco Papa, Carmine Mari e Tina Cacciaglia. Dopo l’incontro visita guidata al Convento di San Michele, con la storia di Barliario, a cura di Brunella Caputo e Carmine Mari.

Si entrerà poi nel vivo con gli appassionati lettori, di pomeriggio,nel tempio di Pomona ed il SalerNoir Festival promette meraviglie. Alle 18.00, infatti, partirà il ricchissimo ciclo di presentazioni e reading, affidati alle attrici Brunella Caputo, Teresa Di Florio, Amelia Imparato e Mimma Virtuoso. Si comincia con “Il profumo della giustizia”, tema sul quale si confronteranno, con i loro ultimi lavori, Tina Cacciaglia, Gian Luca Campagna e Massimo Torre, presentati da Rocco Papa e Erminia Pellecchia. Alle 19, “Chi c’è nel mirino”: riflettori sulle ultime opere di Roberto Centazzo, Paolo Foschi e Mariano Sabatini, presentati da Giusy Giulianini.

Alle 20, “L’estate torrida di Mordenti e Canessa”, con Roberto Perrone e Enrico Pandiani presentati da Massimiliano Amato. La seconda serata del festival si chiude con una novità assoluta. L’edizione di quest’anno del Barliario, infatti, non si ferma alla letterature e al fumetto. Uno spazio – per ora solo sperimentale – è riservato al cinema, con CineNoir di notte: alle 22, al teatro del Giullare, talk show con i professori Alfonso Amendola e Marcello Ravveduto e proiezione del film “Milano Calibro 9”, un classico del poliziottesco anni Settanta, con omaggi al maestro Fernando Di Leo e a Gastone Moschin, scomparsi di recente, nonché al grande maestro Giorgio Scerbanenco, che resta uno dei numi tutelari della rassegna salernitana.

Tutti pronti a farsi rapire dall'irresistibile fascino del Giallo e del Noir ?

SalelrnNoir Festival tinge di Giallo la città

SalelrnNoir Festival tinge di Giallo la città http://www.salernonews24.com/noir/salelrnnoir-festival-tinge-di-giallo-la-citta/ Protagonisti assoluti gli studenti salernitani- di Claudia Izzo

Dopo l'incontro di  ieri sera al Teatro Augusteo di Salerno con Maurizio De Giovanni, per l'anteprima nazionale della presentazione de "La condanna del sangue" , secondo fumetto tratto dai suo romanzi, della Sergio Bonelli Editore, SalerNoir Festival si apre agli studenti salernitani.

Dalle ore 9:00, presso la sede della Fondazione Carisal, nell’antico complesso di San Michele in via Bastioni, i ragazzi del Liceo Ginnasio “Torquato Tasso”, insieme ai loro colleghi del “Francesco De Sanctis” stanno partecipando ad un Concorso letterario che premierà le migliori short stories noir ambientate a Salerno. Un mondo meraviglioso quello del Giallo, a Salerno grazie all'Associazione "Porto delle Nebbie", capitanata dalla scrittrice e giornalista Piera Carlomagno che ha organizzato, con il suo staff di tutto rilievo, la quarta edizione dell'attesissimo SalernNoir Festival "Le Notti di Barliario", in collaborazione con le Fondazioni Carisal e Copernico e il Comune di Salerno.

Il SalerNoir Festival "Le Notti di Barlario"  si apre, dunque, oggi proprio ai  giovani, agli studenti, con l'incontro con lo scrittore Enrico Pandiani sul tema “Gli investigatori irregolari, chi sono, come nascono e perché”. Successivamente i ragazzi muoveranno tre passi nel giallo, nel giallo storico e nel noir, con Rocco Papa, Carmine Mari e Tina Cacciaglia. Dopo l’incontro visita guidata al Convento di San Michele, con la storia di Barliario, a cura di Brunella Caputo e Carmine Mari.

Si entrerà poi nel vivo con gli appassionati lettori, di pomeriggio,nel tempio di Pomona ed il SalerNoir Festival promette meraviglie. Alle 18.00, infatti, partirà il ricchissimo ciclo di presentazioni e reading, affidati alle attrici Brunella Caputo, Teresa Di Florio, Amelia Imparato e Mimma Virtuoso. Si comincia con “Il profumo della giustizia”, tema sul quale si confronteranno, con i loro ultimi lavori, Tina Cacciaglia, Gian Luca Campagna e Massimo Torre, presentati da Rocco Papa e Erminia Pellecchia. Alle 19, “Chi c’è nel mirino”: riflettori sulle ultime opere di Roberto Centazzo, Paolo Foschi e Mariano Sabatini, presentati da Giusy Giulianini.

Alle 20, “L’estate torrida di Mordenti e Canessa”, con Roberto Perrone e Enrico Pandiani presentati da Massimiliano Amato. La seconda serata del festival si chiude con una novità assoluta. L’edizione di quest’anno del Barliario, infatti, non si ferma alla letterature e al fumetto. Uno spazio – per ora solo sperimentale – è riservato al cinema, con CineNoir di notte: alle 22, al teatro del Giullare, talk show con i professori Alfonso Amendola e Marcello Ravveduto e proiezione del film “Milano Calibro 9”, un classico del poliziottesco anni Settanta, con omaggi al maestro Fernando Di Leo e a Gastone Moschin, scomparsi di recente, nonché al grande maestro Giorgio Scerbanenco, che resta uno dei numi tutelari della rassegna salernitana.

Tutti pronti a farsi rapire dall'irresistibile fascino del Giallo e del Noir ?

Il mistero torna in città con "SalerNoir Festival- Le Notti di Barliario"

Il mistero torna in città con "SalerNoir Festival- Le Notti di Barliario" http://www.salernonews24.com/noir/il-mistero-torna-in-citta-con-salernoir-festival-le-notti-di-barliario/ Grande attesa  per una nuova strepitosa edizione-

 

“Qual è il segreto di tanto successo? “- “ Il pubblico!” ha risposto oggi la giornalista e scrittrice  Piera Carlomagno, Presidente dell’Associazione “Porto delle Nebbie”, nell’ambito della conferenza stampa di presentazione della quarta edizione del SalerNoir Festival- Le Notti di Barliario, tenutasi presso la Fondazione Carisal, a Salerno.

Stamane, presenti all’incontro con la stampa, moderato dalla giornalista Claudia Izzo, vi erano la vulcanica Piera Carlomagno, il giornalista Massimiliano Amato e l'attrice e regista Brunella Caputo, membri de “Il Porto delle Nebbie”, l’Ing. Giulio Salvatore, Consigliere di Amministrazione CARISAL, Ermanno Guerra, Presidente della Commissione Cultura del Comune di Salerno, Alfonso Amendola, Docente di Sociologia dei Processi Culturali e Comunicativi presso l’Università degli Studi di Salerno, Enzo Todaro, Presidente dell’Associazione Giornalisti Salernitani.

 

 

Salerno, infatti, a breve, sarà avvolta da un fitto mistero con l’arrivo, nei giorni 1, 2 e 3 Marzo, dei maestri italiani del Giallo per un festival che si preannuncia indimenticabile per la sua apertura a tutti i linguaggi del poliziesco: dalla scrittura all’immaginario filmico, al fumetto. “ Giallo e nero non sono due colori” ha affermato Alfonso Amendola, “ ma due categorie, due stati di provocazione per un festival che è un progetto di dialogo e costruzione di un virtuoso cortocircuito tra territorio, università e scuola, nell’ambito di un dialogo trasversale”.

 

 

Fittissimo il programma con ventidue scrittori coinvolti, cinque location: Fondazione Carisal, Università degli Studi di Salerno, Tempio di Pomona, Teatro Augusteo, Teatro del Giullare.  A caratterizzare questa edizione sarà l’anteprima nazionale del nuovo albo a fumetti del Commissario Luigi Ricciardi della Sergio Bonelli Editore, affascinante personaggio nato dalla penna dello scrittore partenopeo Maurizio De Giovanni. A seguire il Concorso Nazionale per Racconto Inedito che coinvolge gli studenti dei Licei Classici Francesco De Sanctis e Torquato Tasso di Salerno, il Concorso Nazionale per Libri Editi,  il Premio Barliario, il Premio Attilio Veraldi, il Premio Speciale della Giuria e, novità di questa edizione, il Cinema Serale con la proiezione di uno dei capolavori del filone poliziottesco ed un omaggio a tre grandi del noir : Giorgio Scerbanenco, Gastone Moschin e Fernando Di Leo.

 



 

Questo e tanto altro ancora è SalernoNoir Festival, una tre giorni intessuta di presentazioni, reading letterari sul meglio della produzione nazionale nell’ambito della letteratura gialla, poliziesca, noir e thriller.

Al SalerNoir Festival prima nazionale: Il Commissario Ricciardi a fumetti.

Al SalerNoir Festival prima nazionale: Il Commissario Ricciardi a fumetti. http://www.salernonews24.com/cultura/al-salernoir-festival-prima-nazionale-il-commissario-ricciardi-a-fumetti/ Dal testo al disegno, con stile- di Claudia Izzo

Grande interesse presso il Teatro Augusteo a Salerno, per la presentazione, anteprima nazionale de “La condanna del sangue”, di Maurizio de Giovanni, secondo fumetto tratto dai romanzi dello scrittore partenopeo, della Sergio Bonelli Editore. Sala gremita di lettori, giornalisti, giallisti, appassionati, sostenitori dell’associazione Porto delle Nebbie ed esponenti del mondo Bonelli e del mondo accademico salernitano, tra cui il Magnifico Rettore Aurelio Tommasetti ed il Professore Alfonso Amendola, anch’egli tra i protagonisti del Festival.

 

Dopo il book trailer del fumetto, con un taglio di regia che smonta e rimonta il lavoro della disegnatrice salernitana Lucilla Stellato, ha fatto seguito l’introduzione dell’ impeccabile Concita De Luca e si è dato il via alla serata con le parole di Piera Carlomagno, Signora del Giallo salernitano, presidente dell’Associazione “Porto delle Nebbie”, organizzatrice del Festival: “Con piccoli passi abbiamo fatto le cose con passione e con massima libertà, con tante associazioni e tanti scrittori, intrecciando situazioni, creando rete in un territorio ricco di potenzialità”

 

Assist preso al volo dal sindaco di Salerno Vincenzo Napoli che ha sottolineato l’importanza del fare sistema, da parte del Festival, “ormai un must a livello nazionale, in una città sede di una importante scuola di fumetto, dove il trasferimento dalla letteratura al fumetto stesso è qualcosa che mi ha sempre affascinato”.
Giovani e cultura sono i due temi cari a Paola Caggiano, Consigliere Fondazione Carisal come si evince dalle sue parole :“E’ importante interessare i ragazzi al racconto, alla scrittura La Fondazione monitorerà il concorso indetto nell’ambito del Festival, per un discorso culturale rivolto i giovani, vero patrimonio di questo territorio. Vogliamo costruire, non in una sola notte come Barliario, questo ponte che quetsa volta è tra i giovani e la cultura”

Luca Crovi, scrittore, redattore Bonelli, ha poi condotto il pubblico nel mondo del nuovo lavoro di De Giovani, con l’autore stesso, con il redattore capo centrale presso la Sergio Bonelli Editore, Michele Masiero, con la disegnatrice salernitana Lucilla Stellato, con Sergio Brancatolo sociologo, scrittore e sceneggiatore per “Il Commissario Ricciardi” e con lo scrittore napoletano ma salernitano d’adozione, Diego De Silva,
“Ricciardi è della provincia di Salerno” ha affermato de Giovanni, nasce nel basso Cilento e resta cilentano, fortemente connesso alla provincia di Salerno. Questo fumetto è stato creato con una maggiore consapevolezza rispetto al primo, profondamente emotivo, sentimentale, romantico e profondamente femminile, profondamente salernitano. Per la cessione dei diritti ho richiesto che tutti coloro che vi fossero impegnati, lettering, disegnatori, sceneggiatori… fossero tutti campani, di quella Campania che è artisticamente ai vertici, imprenditorialmente ai minimi. Ho dato le mie storie ad abili mani che l’anno migliorata e la migliorano, io che non so fare neanche una linea dritta !…”
Michele Masiero ha ricordato la grandiosità dell’azienda Bonelli, creata da Tea Bonelli, madre di Sergio, e moglie del disegnatore di Tex, Gianluigi Bonelli. Un’azienda, dunque, messa in piedi nel 1948 ,da una donna che ha inventato il fumetto in Italia, dove Sergio Bonelli creava ciò che egli stesso voleva leggere, in una redazione costituita da una stanza.

Capacità grafica e gran gusto emergono dai disegni della disegnatrice Lucilla Stellato, premiata nell’ambito della serata proprio per la realizzazione dei disegni del fumetto, la cui grande attenzione viene dedicata ai vestiti, alle acconciature, alla moda del tempo, alla cucina, ai particolari, dove il colore verde della primavera riporta al colore verde degli occhi del Commissario Ricciardi. “Ho riportato su carta scene, personaggi situazioni che avevo visto dopo la lettura” ha commentato la Stellato.
Ad entrare nell’universo di Ricciardi è anche lo scrittore Diego De Silva che riesce bene a comprendere l’amico e collega Maurizio de Giovanni, diviso come lui tra due luoghi, Salerno e Napoli. Ad aver sceneggiato il fumetto presentato è Sergio Brancato che ha dato voce e vita a quanto de Giovanni voleva che fosse espresso attraverso i disegni

 

Magistrale l’interpretazione di un passo di de Giovanni a cura dell’attrice e regista teatrale Brunella Caputo che ha condotto il pubblico al cuore del fumetto.

De Giovanni ha congedato il suo pubblico, poi, con la lettura di un suo scritto. “Quanto deve durare un amore per essere un grande amore?" Chiede questo al suo pubblico prima di stregarlo con una storia che narra di un incontro, di un amore, di un incontro d’amore a Sorrento, sulla spiaggia, al chiarore della luna, dove mare, luna e amore sembrano intessere una trama eterna. Eppure sarà l’amore di una sola notte destinato a divenire ricordo per una vita.

Fotografie a cura di Claudia Izzo

Al SalerNoir Festival prima nazionale: Il Commissario Ricciardi a fumetti.

Al SalerNoir Festival prima nazionale: Il Commissario Ricciardi a fumetti. http://www.salernonews24.com/cultura/al-salernoir-festival-prima-nazionale-il-commissario-ricciardi-a-fumetti/ Dal testo al disegno, con stile- di Claudia Izzo

Grande interesse presso il Teatro Augusteo a Salerno, per la presentazione, anteprima nazionale de “La condanna del sangue”, di Maurizio de Giovanni, secondo fumetto tratto dai romanzi dello scrittore partenopeo, della Sergio Bonelli Editore. Sala gremita di lettori, giornalisti, giallisti, appassionati, sostenitori dell’associazione Porto delle Nebbie ed esponenti del mondo Bonelli e del mondo accademico salernitano, tra cui il Magnifico Rettore Aurelio Tommasetti ed il Professore Alfonso Amendola, anch’egli tra i protagonisti del Festival.

 

Dopo il book trailer del fumetto, con un taglio di regia che smonta e rimonta il lavoro della disegnatrice salernitana Lucilla Stellato, ha fatto seguito l’introduzione dell’ impeccabile Concita De Luca e si è dato il via alla serata con le parole di Piera Carlomagno, Signora del Giallo salernitano, presidente dell’Associazione “Porto delle Nebbie”, organizzatrice del Festival: “Con piccoli passi abbiamo fatto le cose con passione e con massima libertà, con tante associazioni e tanti scrittori, intrecciando situazioni, creando rete in un territorio ricco di potenzialità”

 

Assist preso al volo dal sindaco di Salerno Vincenzo Napoli che ha sottolineato l’importanza del fare sistema, da parte del Festival, “ormai un must a livello nazionale, in una città sede di una importante scuola di fumetto, dove il trasferimento dalla letteratura al fumetto stesso è qualcosa che mi ha sempre affascinato”.
Giovani e cultura sono i due temi cari a Paola Caggiano, Consigliere Fondazione Carisal come si evince dalle sue parole :“E’ importante interessare i ragazzi al racconto, alla scrittura La Fondazione monitorerà il concorso indetto nell’ambito del Festival, per un discorso culturale rivolto i giovani, vero patrimonio di questo territorio. Vogliamo costruire, non in una sola notte come Barliario, questo ponte che quetsa volta è tra i giovani e la cultura”

Luca Crovi, scrittore, redattore Bonelli, ha poi condotto il pubblico nel mondo del nuovo lavoro di De Giovani, con l’autore stesso, con il redattore capo centrale presso la Sergio Bonelli Editore, Michele Masiero, con la disegnatrice salernitana Lucilla Stellato, con Sergio Brancatolo sociologo, scrittore e sceneggiatore per “Il Commissario Ricciardi” e con lo scrittore napoletano ma salernitano d’adozione, Diego De Silva,
“Ricciardi è della provincia di Salerno” ha affermato de Giovanni, nasce nel basso Cilento e resta cilentano, fortemente connesso alla provincia di Salerno. Questo fumetto è stato creato con una maggiore consapevolezza rispetto al primo, profondamente emotivo, sentimentale, romantico e profondamente femminile, profondamente salernitano. Per la cessione dei diritti ho richiesto che tutti coloro che vi fossero impegnati, lettering, disegnatori, sceneggiatori… fossero tutti campani, di quella Campania che è artisticamente ai vertici, imprenditorialmente ai minimi. Ho dato le mie storie ad abili mani che l’anno migliorata e la migliorano, io che non so fare neanche una linea dritta !…”
Michele Masiero ha ricordato la grandiosità dell’azienda Bonelli, creata da Tea Bonelli, madre di Sergio, e moglie del disegnatore di Tex, Gianluigi Bonelli. Un’azienda, dunque, messa in piedi nel 1948 ,da una donna che ha inventato il fumetto in Italia, dove Sergio Bonelli creava ciò che egli stesso voleva leggere, in una redazione costituita da una stanza.

Capacità grafica e gran gusto emergono dai disegni della disegnatrice Lucilla Stellato, premiata nell’ambito della serata proprio per la realizzazione dei disegni del fumetto, la cui grande attenzione viene dedicata ai vestiti, alle acconciature, alla moda del tempo, alla cucina, ai particolari, dove il colore verde della primavera riporta al colore verde degli occhi del Commissario Ricciardi. “Ho riportato su carta scene, personaggi situazioni che avevo visto dopo la lettura” ha commentato la Stellato.
Ad entrare nell’universo di Ricciardi è anche lo scrittore Diego De Silva che riesce bene a comprendere l’amico e collega Maurizio de Giovanni, diviso come lui tra due luoghi, Salerno e Napoli. Ad aver sceneggiato il fumetto presentato è Sergio Brancato che ha dato voce e vita a quanto de Giovanni voleva che fosse espresso attraverso i disegni

 

Magistrale l’interpretazione di un passo di de Giovanni a cura dell’attrice e regista teatrale Brunella Caputo che ha condotto il pubblico al cuore del fumetto.

De Giovanni ha congedato il suo pubblico, poi, con la lettura di un suo scritto. “Quanto deve durare un amore per essere un grande amore?" Chiede questo al suo pubblico prima di stregarlo con una storia che narra di un incontro, di un amore, di un incontro d’amore a Sorrento, sulla spiaggia, al chiarore della luna, dove mare, luna e amore sembrano intessere una trama eterna. Eppure sarà l’amore di una sola notte destinato a divenire ricordo per una vita.

Fotografie a cura di Claudia Izzo

Al SalerNoir Festival prima nazionale: Il Commissario Ricciardi a fumetti.

Al SalerNoir Festival prima nazionale: Il Commissario Ricciardi a fumetti. http://www.salernonews24.com/cultura/al-salernoir-festival-prima-nazionale-il-commissario-ricciardi-a-fumetti/ Dal testo al disegno, con stile- di Claudia Izzo

Grande interesse presso il Teatro Augusteo a Salerno, per la presentazione, anteprima nazionale de “La condanna del sangue”, di Maurizio de Giovanni, secondo fumetto tratto dai romanzi dello scrittore partenopeo, della Sergio Bonelli Editore. Sala gremita di lettori, giornalisti, giallisti, appassionati, sostenitori dell’associazione Porto delle Nebbie ed esponenti del mondo Bonelli e del mondo accademico salernitano, tra cui il Magnifico Rettore Aurelio Tommasetti ed il Professore Alfonso Amendola, anch’egli tra i protagonisti del Festival.

 

Dopo il book trailer del fumetto, con un taglio di regia che smonta e rimonta il lavoro della disegnatrice salernitana Lucilla Stellato, ha fatto seguito l’introduzione dell’ impeccabile Concita De Luca e si è dato il via alla serata con le parole di Piera Carlomagno, Signora del Giallo salernitano, presidente dell’Associazione “Porto delle Nebbie”, organizzatrice del Festival: “Con piccoli passi abbiamo fatto le cose con passione e con massima libertà, con tante associazioni e tanti scrittori, intrecciando situazioni, creando rete in un territorio ricco di potenzialità”

 

Assist preso al volo dal sindaco di Salerno Vincenzo Napoli che ha sottolineato l’importanza del fare sistema, da parte del Festival, “ormai un must a livello nazionale, in una città sede di una importante scuola di fumetto, dove il trasferimento dalla letteratura al fumetto stesso è qualcosa che mi ha sempre affascinato”.
Giovani e cultura sono i due temi cari a Paola Caggiano, Consigliere Fondazione Carisal come si evince dalle sue parole :“E’ importante interessare i ragazzi al racconto, alla scrittura La Fondazione monitorerà il concorso indetto nell’ambito del Festival, per un discorso culturale rivolto i giovani, vero patrimonio di questo territorio. Vogliamo costruire, non in una sola notte come Barliario, questo ponte che quetsa volta è tra i giovani e la cultura”

Luca Crovi, scrittore, redattore Bonelli, ha poi condotto il pubblico nel mondo del nuovo lavoro di De Giovani, con l’autore stesso, con il redattore capo centrale presso la Sergio Bonelli Editore, Michele Masiero, con la disegnatrice salernitana Lucilla Stellato, con Sergio Brancatolo sociologo, scrittore e sceneggiatore per “Il Commissario Ricciardi” e con lo scrittore napoletano ma salernitano d’adozione, Diego De Silva,
“Ricciardi è della provincia di Salerno” ha affermato de Giovanni, nasce nel basso Cilento e resta cilentano, fortemente connesso alla provincia di Salerno. Questo fumetto è stato creato con una maggiore consapevolezza rispetto al primo, profondamente emotivo, sentimentale, romantico e profondamente femminile, profondamente salernitano. Per la cessione dei diritti ho richiesto che tutti coloro che vi fossero impegnati, lettering, disegnatori, sceneggiatori… fossero tutti campani, di quella Campania che è artisticamente ai vertici, imprenditorialmente ai minimi. Ho dato le mie storie ad abili mani che l’anno migliorata e la migliorano, io che non so fare neanche una linea dritta !…”
Michele Masiero ha ricordato la grandiosità dell’azienda Bonelli, creata da Tea Bonelli, madre di Sergio, e moglie del disegnatore di Tex, Gianluigi Bonelli. Un’azienda, dunque, messa in piedi nel 1948 ,da una donna che ha inventato il fumetto in Italia, dove Sergio Bonelli creava ciò che egli stesso voleva leggere, in una redazione costituita da una stanza.

Capacità grafica e gran gusto emergono dai disegni della disegnatrice Lucilla Stellato, premiata nell’ambito della serata proprio per la realizzazione dei disegni del fumetto, la cui grande attenzione viene dedicata ai vestiti, alle acconciature, alla moda del tempo, alla cucina, ai particolari, dove il colore verde della primavera riporta al colore verde degli occhi del Commissario Ricciardi. “Ho riportato su carta scene, personaggi situazioni che avevo visto dopo la lettura” ha commentato la Stellato.
Ad entrare nell’universo di Ricciardi è anche lo scrittore Diego De Silva che riesce bene a comprendere l’amico e collega Maurizio de Giovanni, diviso come lui tra due luoghi, Salerno e Napoli. Ad aver sceneggiato il fumetto presentato è Sergio Brancato che ha dato voce e vita a quanto de Giovanni voleva che fosse espresso attraverso i disegni

 

Magistrale l’interpretazione di un passo di de Giovanni a cura dell’attrice e regista teatrale Brunella Caputo che ha condotto il pubblico al cuore del fumetto.

De Giovanni ha congedato il suo pubblico, poi, con la lettura di un suo scritto. “Quanto deve durare un amore per essere un grande amore?" Chiede questo al suo pubblico prima di stregarlo con una storia che narra di un incontro, di un amore, di un incontro d’amore a Sorrento, sulla spiaggia, al chiarore della luna, dove mare, luna e amore sembrano intessere una trama eterna. Eppure sarà l’amore di una sola notte destinato a divenire ricordo per una vita.

Fotografie a cura di Claudia Izzo